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WINDOWS 10

Windows 10 19H2 ancora ai box, i Windows Insiders scalpitano

I Windows Insiders stanno provando la versione 20H1 di Windows 10 da tempo, ma della 19H2 nemmeno l'ombra. In casa Microsoft sembrano non abbiano ragioni per correre. Windows 10 19H2 potrebbe essere un minor update.

Serpeggia una leggera preoccupazione tra i Windows Insiders circa lo sviluppo della prossima versione di Windows 10, nome in codice 19H2, attesa per l’autunno di quest’anno. Questo perché Microsoft non starebbe rispettando il ruolino di marcia prefissato per l’avvio dei test sulla release.

All’inizio dell’anno Microsoft aveva affermato che i test su 19H2 sarebbero iniziati in primavera. E siccome la primavera è ufficialmente terminata lasciando spazio all’estate, ma di 19H2 nemmeno l’ombra, molti Windows Insiders hanno iniziato a chiedersi che fine avesse fatto.

La casa di Redmond ha confermato il ritardo, ma non ha parlato delle ragioni dello slittamento. In una discussione a tratti vivace su Twitter, il senior program manager Brandon LeBlanc, ha spiegato che “la nostra definizione di primavera non necessariamente coincide esattamente quando la primavera finisce e l’estate inizia. Arriverà quando saremo pronti. Non stiamo lavorando contro una scadenza. Chiamatelo ritardo se desiderate”.

Secondo Zac Bowden di Windows Central, che ha alimentato la discussione con LeBlanc, “19H2 non è un major update come 19H1 o i precedenti. Non sono certo se Microsoft lo ammetterà, ma Windows 10 non avrà due feature update quest’anno”. Bowden vede l’aggiornamento “autunnale” di Windows 10 più come un update cumulativo di 19H1, una sorta di “service pack”.

“Microsoft ha già fatto questo genere di cose con Windows 8.1, rilasciando aggiornamenti più piccoli con nuove funzionalità minori, modifiche al sistema operativo e miglioramenti generali delle prestazioni e della stabilità che si applicano all’attuale versione del sistema”.

E allora perché distribuirlo? Anche in virtù dei lavori iniziati da tempo sulla versione 20H1? Per diverse ragioni: mantenere i cicli di supporto allineati, tenere il passo delle due versioni all’anno promesse e accontentare anche le aziende che rivolgono maggiore attenzione all’update H2 in quanto è supportato fino a 30 mesi, anziché i 18 mesi di H1.

Staremo a vedere. Nell’ambiente degli appassionati di Windows, spiega sempre Bowden, in molti vorrebbero un approccio diverso da Microsoft: non due major update all’anno ma proprio un major update seguito da un minor update, con correttivi e un lavoro di rifinitura del sistema.

Perciò la “diatriba” sull’avvio dei test su 19H2, se non dal punto di vista delle tempistiche apparentemente non rispettate, lascia il tempo che trova: la nuova versione di Windows infatti non apporterà cambiamenti tali da richiedere un test esteso come quello messo in atto per il May 2019 Update – o almeno è quello che ritengono nelle segrete stanze di Redmond.