Periferiche di Rete

WLAN metropolitane di Google: pericolo privacy

Pagina 1: WLAN metropolitane di Google: pericolo privacy

La comunità di Mountain View sarà certamente felice dell’impegno di Google per la realizzazione di una rete wireless locale gratuita. Una WLAN che tutti i residenti potranno utilizzare liberamente, e che stando alle ultime dichiarazioni di Larry Alder, Product Manager del colosso statunitense, non si sosterrà neanche con la pubblicità. Insomma, il massimo che si possa desiderare senza alcuna tassazione o abbonamento. “Il motivo per cui è gratuita è… che vogliamo una gran numero di persone online”, ha confermato Alder durante la Supernova 2006 conference. Il servizio è già disponibile anche se non tutti i residenti possono ancora accedervi. Si tratta, in fondo, del primo esperimento Google pienamente implementato nel campo delle WLAN cittadine. “Stiamo guadagnando esperienza, e a breve tutti potranno utilizzare il servizio”, ha aggiunto Alder.

L’iniziativa di Google, però, non convince tutti gli addetti ai lavori. Le associazioni non-profit, come Electronic Privacy Information Center e Electronic Frontier Foundation, sono convinte che la  gratuità, in verità, nasconda un’operazione in vasta scala di archiviazione dei dati personali. A San Francisco, dove Google e EarthLink hanno vinto il bando per la realizzazione di una WLAN cittadina, il dibattito è ancora aperto. Secondo le due associazioni, infatti, fra tutti i partecipanti all’asta i vincitori si sarebbero distinti per la peggiore policy riguardante la privacy. Sia il servizio gratuito di Google, con pubblicità, che quello a pagamento di EarthLink permettono un tracking persistente dell’utente. Inoltre Google, grazie al suo sistema marketing online, analizzerebbe il traffico per campagne pubblicitarie personalizzate.

I problemi di privacy citati sono legittimi”, ha osservato Esme Vos, creatore di Muniwireless.com, sito specializzato nelle WLAN pubbliche metropolitane. “In Olanda abbiamo avuto un brutto risveglio quando abbiamo scoperto che una serie di database governativi riguardanti la cittadinanza ebraica erano stati trafugati da gruppi neo-Nazisti”. “Non esiste una policy sulla privacy giusta o sbagliata, ma solo sfumature di grigio”, ha dichiarato Greg Richardson, partner della società di consulenza Civitium, che si sta occupando di negoziare le questioni di privacy con Google e EarthLink.

Sebbene vi sia il bisogno di creare un account Google, non chiediamo il nome o l’indirizzo agli utenti. L’account è utile per individuare gli abusivi e per risolvere eventuali problemi. E poi, in fondo, anche gli operatori di telefonia sanno bene dove esattamente siamo grazie ai cellulari”, ha spiegato Adler.