Nel corso degli ultimi giorni abbiamo avuto la possibilità di provare la beta di Call of Duty: Black Ops 7 (prenotabile su Amazon), ebbene, tra il nuovo sistema di overlock e le specialità suddivise in categorie distinte, le novità non sono poche.
reyarch e Raven Software hanno chiaramente puntato tutto su una personalizzazione più profonda degli equipaggiamenti, dando vita a un comparto multiplayer che, almeno per ora, sembra decisamente funzionare.
La rivoluzione delle abilità ibride
Le specialità ora si dividono in tre categorie combattive precise: Esecutore, Ricognitore e Stratega. La vera novità sta nella possibilità di creare combinazioni ibride, mescolando due categorie diverse per ottenere bonus completamente inediti. Amalgamare tre perks della stessa categoria garantisce un potenziamento specifico, ma è nella fusione di elementi diversi che il sistema rivela il suo potenziale strategico.
Gli equipaggiamenti salgono a 10 opzioni disponibili, mentre il concetto di overlock si applica tanto ai potenziamenti da campo quanto alle serie di punti. Ampliamento del range dei danni, riduzione dei tempi di lancio delle granate e cambio arma più rapido sono solo alcuni dei bonus ottenibili scalando i livelli specifici di queste categorie.
Il feeling familiare con il gameplay riporta immediatamente alla mente le acrobazie del terzo e quarto capitolo della serie Black Ops, ma con una differenza sostanziale: la tecnologia bellica rimane ancorata a un futuro prossimo, evitando gli eccessi futuristici del passato.
La rinnovata verticalità trasforma completamente l'approccio agli scontri. Saltando su muri, veicoli o pilastri e ripremendo il tasto dedicato, è possibile raggiungere posizioni sopraelevate con movimenti a zig zag che conferiscono spettacolarità alle sparatorie. Il level design delle mappe supporta perfettamente questa filosofia, offrendo numerose posizioni strategiche da sfruttare.
Secondo noi questo sistema rappresenta un compromesso intelligente: evita i doppi salti di default pur abbandonando la sensazione di pesantezza che caratterizzava il precedente capitolo, dove gli operatori rimanevano troppo ancorati al pavimento.
Caos controllato e riflessi fulminei
Il time to kill basso mantiene la tradizione della serie, generando scontri estremamente frenetici che pongono l'accento su scivolate e salti concatenati durante le sparatorie in movimento. Il risultato è coinvolgente nella sua dinamicità rinnovata, anche se non manca un certo caos durante gli scontri più intensi.
Le modalità che obbligano a difendere e conquistare punti specifici concentrano gli scontri in aree non sempre ben valorizzate, spesso troppo scoperte. Tuttavia, la meccanica di movimento valorizza le skills degli utenti, premiando riflessi pronti e rapidità nella lettura delle situazioni di gioco.
Questa scelta creerà inevitabilmente un solco più marcato tra chi apprezza la verticalità estrema e chi invece si era affezionato allo stile più classico e orizzontale di Call of Duty: Black Ops 6.
Dettagli tecnici e prime impressioni
Dal punto di vista tecnico, l'esperienza durante le numerose ore online si è rivelata generalmente piacevole, con solo qualche raro crash iniziale nelle lobby. La varietà grafica delle mappe, che alternano spazi chiusi e aperti, merita particolare menzione, così come il design degli operatori disponibili.
Il feeling generale delle armi risulta sorprendentemente positivo, nonostante qualche squilibrio nella letalità eccessiva di fucili a pompa e cecchini. Un elemento meno riuscito riguarda la fisica legata alla morte del giocatore: le killcam evidenziano corpi che cadono in maniera poco realistica, a tratti grottesca, anche se si tratta di un dettaglio marginale che il team sta già sistemando.
Le modalità presenti e il layout di personalizzazione mantengono lo stile riconoscibile e user-friendly della serie, confermando un approccio consolidato tra voci e finestre dei menu. La serie Black Ops continua a rappresentare l'unico tentativo di alzare l'asticella sul fronte narrativo e di rendere il comparto online competitivo sempre più frenetico.
Tirando le somme
A circa un mese dal lancio, la beta di Call of Duty: Black Ops 7 ha agito da cartina di tornasole, offrendo un assaggio concentrato di quella che sarà l'esperienza finale e consolidando il suo status di appuntamento irrinunciabile per gli appassionati del genere. L'analisi di questa versione preliminare va oltre il semplice test tecnico, toccando le corde più profonde della community.
L'occasione è stata ideale per saggiare con mano il "feeling" del gioco, un concetto tanto astratto quanto fondamentale per un FPS. I giocatori hanno potuto valutare non solo l'efficacia di fucili e mitragliette, ma anche elementi cruciali come il time-to-kill (TTK), la fluidità del movimento e il design delle prime mappe.
Di problemi, ce ne sono ovviamente, dai problemi di spawn alla presenza di cheater. Ma noi speriamo che il tutto possa migliorare in tempo per il lancio. Ad ogni modo, la beta di Black Ops 7, pur con le sue imperfezioni, ha mostrato un nucleo ludico solido, sufficiente a rassicurare i fan che le fondamenta sono quelle giuste.