La scoperta di una nuova specie di dinosauro in Cina sta riscrivendo le conoscenze sulla diversità anatomica dei grandi rettili del Mesozoico. Un team di ricercatori del CNRS francese, in collaborazione con istituzioni internazionali, ha identificato Haolong dongi, un iguanodonte del Cretaceo inferiore che presenta una caratteristica mai documentata prima in nessun dinosauro: spine cave che emergevano direttamente dalla pelle. La scoperta, pubblicata su Nature Ecology & Evolution il 6 febbraio 2026, rappresenta un punto di svolta nello studio degli Iguanodontia, un gruppo di dinosauri erbivori noto da oltre due secoli per i loro caratteristici becchi e le possenti zampe posteriori.
Il fossile, straordinariamente ben conservato, appartiene a un esemplare giovane rinvenuto in depositi cinesi risalenti a circa 125 milioni di anni fa. Ciò che rende eccezionale questo reperto non è soltanto lo scheletro articolato, ma la preservazione di tessuti molli a un livello di dettaglio rarissimo nel mondo paleontologico. Attraverso tecniche di imaging avanzate, tra cui scansioni a raggi X e analisi istologiche ad alta risoluzione condotte su sezioni ultrasottili di tessuto, i ricercatori sono riusciti a osservare singole cellule della pelle fossilizzate. Questa preservazione cellulare ha permesso di ricostruire con precisione la struttura delle insolite spine che ricoprivano gran parte del corpo dell'animale.
A differenza delle placche ossee o dei corni tipici di altri dinosauri, le spine di Haolong dongi erano strutture cave originate direttamente dalla pelle, definite tecnicamente cutanee. Non si trattava di estensioni solide dell'apparato scheletrico, ma di formazioni completamente diverse da qualsiasi rivestimento corporeo finora documentato nei dinosauri. Il nome specifico della nuova specie onora Dong Zhiming, paleontologo cinese pioniere della ricerca sui dinosauri nel suo paese, riconoscendone il contributo fondamentale alla comprensione della paleofauna asiatica.
L'interpretazione funzionale di queste strutture apre diverse ipotesi scientifiche. Come erbivoro vissuto durante il Cretaceo inferiore in ecosistemi popolati da piccoli dinosauri carnivori, Haolong dongi avrebbe potuto utilizzare le spine come meccanismo di difesa passiva, in modo analogo ai moderni istrici. La presenza di spine cave avrebbe scoraggiato i predatori dall'attaccare, riducendo il rischio di predazione senza necessità di fuga o combattimento diretto. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che la funzione difensiva potrebbe non essere stata l'unica.
Le spine potrebbero aver svolto un ruolo nella termoregolazione, un aspetto cruciale per animali di dimensioni medio-grandi in ambienti con variazioni termiche significative. Strutture che aumentano la superficie corporea facilitano lo scambio di calore con l'ambiente, permettendo sia la dispersione del calore in eccesso sia la conservazione dell'energia termica quando necessario. Un'ulteriore possibilità, ancora da verificare attraverso analisi comparative, riguarda una potenziale funzione sensoriale: le spine potrebbero aver contenuto terminazioni nervose capaci di rilevare vibrazioni o movimenti nell'ambiente circostante, fornendo un sistema di allerta precoce contro i predatori.
La natura giovanile dell'esemplare lascia aperte importanti questioni scientifiche. Non è ancora possibile determinare se gli individui adulti della specie mantenessero le stesse strutture o se queste rappresentassero una caratteristica ontogenetica limitata agli stadi giovanili di sviluppo. Questa incertezza sottolinea la necessità di ulteriori scoperte fossili che permettano di tracciare l'ontogenesi completa di Haolong dongi e di comprendere se le spine subissero modificazioni durante la crescita dell'animale.
La scoperta amplia significativamente la comprensione della diversità morfologica degli Iguanodontia, un gruppo identificato già nei primi decenni del XIX secolo e studiato intensivamente per oltre duecento anni. L'identificazione di spine cave cutanee dimostra che i rivestimenti corporei dei dinosauri erano molto più vari e innovativi di quanto ipotizzato dalle ricostruzioni tradizionali. Questa ricerca evidenzia inoltre l'importanza dei depositi fossiliferi cinesi, che continuano a fornire reperti eccezionali per la comprensione dell'evoluzione dei vertebrati mesozoici.