Il commercio internazionale di carne di rana potrebbe aver innescato una delle più devastanti crisi di biodiversità dell'ultimo secolo. Un nuovo studio condotto dall'Università Statale di Campinas (UNICAMP) in Brasile, pubblicato sulla rivista Biological Conservation e sostenuto dalla fondazione di ricerca FAPESP, ribalta le conclusioni di precedenti indagini sull'origine geografica di un ceppo particolarmente diffuso del fungo chytrid Batrachochytrium dendrobatidis. Questo patogeno rappresenta uno dei principali responsabili del declino globale degli anfibi, avendo già contribuito al collasso demografico di almeno 500 specie di rane e rospi in tutto il mondo. La ricerca, che ha analizzato rotte commerciali storiche, campioni museali e dati genetici da allevamenti intensivi, fornisce evidenze convincenti che il ceppo Bd-Brazil sia effettivamente originario del Sudamerica, contraddicendo l'ipotesi coreana avanzata nel 2018.
Il fungo chytrid esiste in diverse varianti genetiche distribuite geograficamente, ciascuna con caratteristiche patogene specifiche. Il ceppo denominato inizialmente Bd-Brazil fu identificato e classificato nel 2012, ma la sua provenienza divenne oggetto di acceso dibattito scientifico quando uno studio pubblicato su Science nel 2018 suggerì che fosse emerso nella penisola coreana, portando alla sua ridenominazione in Bd-Asia-2/Bd-Brazil. Tuttavia, ricerche precedenti pubblicate su Molecular Ecology nel 2014 avevano già documentato la presenza di questo ceppo in Brasile già nel 1916, circa vent'anni prima dell'introduzione delle rane toro americane (Aquarana catesbeiana) nel paese, avvenuta nel 1935 con un secondo evento negli anni Settanta del Novecento.
La nuova indagine guidata da Luisa P. Ribeiro, oggi ricercatrice post-dottorato presso l'Università Federale di San Paolo, ha adottato un approccio metodologico multidisciplinare per ricostruire la storia evolutiva e geografica del patogeno. Il team ha esaminato 2.280 esemplari di anfibi raccolti tra il 1815 e il 2014 e conservati in musei zoologici di tutto il mondo, combinando queste analisi con la revisione della letteratura scientifica, lo studio genetico di campioni provenienti da allevamenti brasiliani di rane toro e l'analisi di esemplari commercializzati a livello internazionale. Complessivamente, 40 esemplari sono risultati positivi alla presenza del fungo chytrid.
I casi confermati più antichi riguardano cinque esemplari di Alytes obstetricans raccolti nel 1915 nella regione dei Pirenei francesi, rappresentando le infezioni documentate più precoci in Francia. Il secondo record cronologico più antico coinvolge un esemplare di Megophrys goeldii, specie attualmente presente a Rio de Janeiro, raccolto nel 1964. Come spiega Luís Felipe Toledo, professore all'Istituto di Biologia dell'UNICAMP e coordinatore del progetto "Dalla Storia Naturale alla Conservazione degli Anfibi Brasiliani", la conservazione museale non sempre preserva in modo ottimale le informazioni genetiche necessarie per identificare con certezza il ceppo specifico. Per questo motivo, i ricercatori hanno integrato i dati sulla presenza o assenza del fungo con altre linee di evidenza scientifica.
L'analisi delle rotte commerciali storiche ha rivelato dinamiche di diffusione coerenti con un'origine brasiliana. Il team ha mappato 3.617 percorsi di commercio di carne di rana coinvolgendo 48 paesi: 12 nazioni agivano esclusivamente come esportatori, 21 come importatori e 15 svolgevano entrambi i ruoli. Incrociando i dati commerciali con le evidenze genetiche e la cronologia delle rilevazioni di Bd-Brazil, i ricercatori hanno identificato otto principali vie di disseminazione. Il Brasile ha esportato rane toro direttamente negli Stati Uniti tra il 1991 e il 2009, mentre gli Stati Uniti hanno a loro volta esportato verso la Corea del Sud nel 2004 e 2008. L'assenza di documentazione di esportazioni dalla Corea verso altri paesi colpiti rafforza significativamente l'ipotesi brasiliana.
Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalla ricerca riguarda la distribuzione ecologica del ceppo. Come sottolinea Ribeiro, il genotipo Bd-Brazil presenta un'elevata prevalenza in diverse specie native brasiliane, con registrazioni molto antiche. Al di fuori del Brasile, invece, le rilevazioni sono cronologicamente più recenti e riguardano esclusivamente rane toro e altre specie esotiche. Nel territorio brasiliano, il ceppo è presente sia negli allevamenti intensivi che negli habitat selvatici, comprese alcune specie autoctone che non sviluppano manifestazioni cliniche della malattia, suggerendo una coevoluzione tra patogeno e ospiti locali.
Dal punto di vista patologico, Bd-Brazil viene considerato meno aggressivo rispetto a Bd-GPL, il secondo ceppo più comune, probabilmente originario dell'Asia. Questa differenza di virulenza potrebbe riflettere adattamenti evolutivi diversi e periodi differenti di interazione con le popolazioni ospiti. Il fungo chytrid attacca la pelle degli anfibi, compromettendo funzioni vitali come la respirazione cutanea e la regolazione idrica ed elettrolitica, processi essenziali per questi organismi.
Le implicazioni della ricerca si estendono ben oltre la risoluzione di una controversia scientifica sull'origine geografica di un patogeno. I risultati evidenziano la necessità urgente di rafforzare le misure preventive globali, incluse regolamentazioni più stringenti sulle importazioni di anfibi vivi, screening routinari per agenti patogeni, protocolli di quarantena standardizzati e sistemi di monitoraggio coordinati a livello internazionale. La ricostruzione delle rotte di diffusione attraverso il commercio alimentare dimostra come pratiche economiche apparentemente locali possano generare conseguenze ecologiche su scala planetaria, trasformando il commercio di specie non native in vettori inconsapevoli di catastrofi biologiche per la fauna selvatica. Con centinaia di specie di anfibi già minacciate o scomparse, la protezione delle popolazioni residue richiede un approccio integrato che consideri simultaneamente dinamiche commerciali, sorveglianza sanitaria e conservazione degli habitat naturali.