Il salto dalle sperimentazioni di laboratorio alle infrastrutture commerciali esistenti rappresenta sempre un momento cruciale per qualsiasi tecnologia emergente. Nel caso del teletrasporto quantistico, questo traguardo è stato raggiunto da Deutsche Telekom in collaborazione con Qunnect, dimostrando che la rete in fibra ottica attuale può già supportare le comunicazioni quantistiche senza richiedere nuove infrastrutture dedicate. L'esperimento condotto a Berlino su 30 chilometri di fibra commerciale segna un punto di svolta verso la realizzazione di un internet quantistico operativo.
Il cuore della dimostrazione è stata la piattaforma Carina di Qunnect, un sistema che integra un generatore di entanglement capace di produrre coppie di fotoni quantisticamente intrecciati. A differenza di quanto si potrebbe immaginare, i qubit non hanno viaggiato fisicamente attraverso la fibra ottica: sono stati teletrasportati da un'estremità all'altra sfruttando l'entanglement quantistico pre-condiviso. La tecnologia ricrea una particella quantistica identica alla destinazione, eliminando la necessità di trasmettere fisicamente la particella stessa attraverso il mezzo di trasmissione.
I T-Labs di Deutsche Telekom hanno completato il test il mese scorso sulla rete commerciale di Berlino, con il traffico quantistico che coesisteva con il normale traffico internet classico sulla stessa infrastruttura. La lunghezza d'onda di teletrasporto utilizzata è stata di 795 nanometri, una scelta strategica che facilita l'integrazione con piattaforme come i computer quantistici ad atomi neutri, gli orologi atomici e diversi sensori quantistici di nuova generazione.
Abdu Mudesir, membro del consiglio di amministrazione di Telekom per prodotto e tecnologia, ha dichiarato: "La nostra rete in fibra ottica è pronta per il quantistico. A Berlino abbiamo dimostrato che le informazioni quantistiche possono essere trasmesse su 30 chilometri di fibra ottica commerciale Telekom al di fuori di un laboratorio." Parallelamente, Cisco ha replicato lo stesso esperimento a New York utilizzando l'hardware Qunnect identico, collegando data center nella metropoli americana e confermando la riproducibilità della tecnologia su diverse infrastrutture geografiche.
Nonostante il successo, rimangono alcuni aspetti da perfezionare. L'accuratezza media dei dati teletrasportati si attesta attualmente al 90%, una percentuale che dovrà migliorare per applicazioni mission-critical. Gli obiettivi futuri di Deutsche Telekom e Qunnect includono l'estensione delle distanze di trasmissione, l'aumento del numero di nodi nella rete e la realizzazione di configurazioni multi-nodo per il teletrasporto, essenziali per costruire una vera rete quantistica distribuita.
Le implicazioni pratiche di questa tecnologia sono molteplici e toccano ambiti diversi dell'ecosistema digitale. Il calcolo quantistico distribuito potrà beneficiare di collegamenti sicuri tra sistemi fisicamente separati, mentre le comunicazioni protette quantisticamente offriranno livelli di sicurezza teoricamente inviolabili. Le reti di sensori quantistici potranno coordinarsi su vasta scala, e i servizi quantistici basati su cloud diventeranno una possibilità concreta per utenti che non possiedono hardware quantistico locale.
L'approccio di Cisco al tema si inserisce in una strategia più ampia annunciata lo scorso novembre, quando l'azienda aveva rivelato piani per costruire una rete di calcolo quantistico distribuito in collaborazione con IBM, capace di collegare sistemi fault-tolerant su lunghe distanze. La convergenza tra infrastrutture di rete tradizionali e tecnologie quantistiche rappresenta un percorso più sostenibile rispetto alla costruzione di reti dedicate completamente nuove, accelerando potenzialmente l'adozione su scala commerciale.