Un uomo di 39 anni in stato di morte cerebrale ha ricevuto il primo trapianto al mondo di polmone proveniente da un suino geneticamente modificato, aprendo nuove prospettive per i pazienti in attesa di un organo compatibile. L’intervento, eseguito il 15 maggio 2024 presso il First Affiliated Hospital of Guangzhou Medical University in Cina, è stato descritto questa settimana su Nature Medicine: l’organo ha funzionato per nove giorni, prima che lo studio venisse interrotto su richiesta della famiglia.
La sfida più complessa della medicina dei trapianti
Il trapianto di polmoni è considerato il più difficile tra gli interventi di questo tipo. Muhammad Mohiuddin, chirurgo dell’Università del Maryland che nel 2022 ha guidato il primo trapianto di cuore suino in un paziente vivente, ha spiegato che i polmoni possiedono la più alta concentrazione di vasi sanguigni tra tutti gli organi, il che li rende particolarmente vulnerabili agli attacchi del sistema immunitario e ai danni da coagulazione. Nonostante i rischi, Mohiuddin ha definito questo tentativo “un primo passo” verso la xenotrapiantologia polmonare.
L’organo trapiantato proveniva da un maiale modificato dalla società Chengdu Clonorgan Biotechnology. Il team aveva rimosso tre geni suini per ridurre la risposta immunitaria e introdotto tre geni umani per migliorare la compatibilità con il tessuto polmonare. Questa combinazione ha permesso di osservare nei primi giorni l’assenza di segni di rigetto, infezione o malfunzionamento.
Un traguardo in un contesto globale
Dopo 24 ore si è registrato gonfiore polmonare legato alla temporanea mancanza di ossigeno durante l’intervento, mentre al terzo e al sesto giorno i medici hanno riscontrato i primi danni da anticorpi. Sorprendentemente, al nono giorno la situazione è migliorata, con una riduzione delle lesioni tissutali, segno che l’organo stava iniziando ad adattarsi.
L’esperimento si colloca in un filone di ricerca internazionale sempre più attivo: tra Stati Uniti e Cina almeno sei pazienti hanno già ricevuto organi da suini geneticamente modificati, tra cui cuori, reni, fegato e timo. Il successo parziale di questo trapianto di polmone suggerisce che in futuro quasi tutti gli organi suini potrebbero essere adattati per l’uso clinico, offrendo una possibile soluzione alla cronica carenza di donatori umani e aprendo la strada a una nuova era della medicina dei trapianti.