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Il mistero della strage delle stelle marine è stato risolto

Grazie a una lunga indagine scientifica, i ricercatori hanno trovato il batterio che ha causato la più grave strage marina degli ultimi decenni.

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Avatar di Patrizio Coccia

a cura di Patrizio Coccia

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 07/08/2025 alle 13:20

La notizia in un minuto

  • Un batterio è stato identificato come responsabile della devastante moria di massa che ha ucciso miliardi di stelle marine lungo la costa occidentale del Nord America negli ultimi anni
  • La sea-star wasting disease provoca il distacco delle braccia e la disgregazione dei tessuti, colpendo particolarmente la stella marina girasole che può raggiungere dimensioni enormi
  • La scomparsa di questi predatori apicali ha innescato effetti a cascata negli ecosistemi marini costieri, alterando le catene alimentari e gli equilibri delle comunità bentoniche

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Lungo la costa occidentale del Nord America si è consumata negli ultimi anni una delle più devastanti catastrofi ecologiche marine mai documentate, che ha portato alla morte di miliardi di stelle marine in quello che gli scienziati hanno definito un evento di mortalità senza precedenti. Per anni, i ricercatori hanno cercato di comprendere le cause di questa moria di massa che ha colpito specie iconiche come la stella marina girasole, capace di raggiungere dimensioni considerevoli. Ora, finalmente, la scienza ha individuato il colpevole di questa strage silenziosa.

Il mistero della malattia del deperimento

La sea-star wasting disease, letteralmente “malattia del deperimento delle stelle marine”, rappresenta uno dei fenomeni patologici più enigmatici degli ecosistemi marini costieri. Questa condizione provoca sintomi devastanti negli echinodermi colpiti: le braccia si staccano dal corpo centrale, i tessuti si disgregano e l’animale va incontro a morte certa in tempi relativamente brevi. Le popolazioni di Pycnopodia helianthoides, la stella marina girasole che può raggiungere le dimensioni di un coprimozzo d’auto, sono state tra le più colpite da questo flagello.

Gli scienziati hanno condotto ricerche approfondite per identificare l’agente patogeno responsabile, utilizzando approcci sperimentali mirati. Le indagini si sono concentrate sull’analisi di campioni prelevati da esemplari malati e sulla riproduzione in laboratorio delle condizioni che scatenano la malattia. Questo lavoro di detective scientifico ha richiesto anni di osservazioni sul campo e di esperimenti controllati.

L’identificazione del killer microscopico

Gli esperimenti hanno finalmente svelato l’identità del responsabile: un batterio che agisce come agente causale della malattia del deperimento. Questa scoperta rappresenta una svolta fondamentale nella comprensione di un fenomeno che ha sconvolto gli equilibri degli ecosistemi marini temperati. La conferma dell’origine batterica della patologia è arrivata attraverso test di Koch modificati, che hanno dimostrato la capacità del microrganismo di riprodurre la malattia in condizioni sperimentali.

La portata del disastro ecologico assume proporzioni ancora più drammatiche se si considera il ruolo delle stelle marine girasole negli ecosistemi costieri. Questi predatori apicali fungono da regolatori naturali delle popolazioni di ricci di mare e altri invertebrati, mantenendo in equilibrio le comunità bentoniche. La loro scomparsa ha innescato effetti a cascata che si ripercuotono su interi habitat marini.

Conseguenze per la biodiversità marina

L’impatto della mortalità di massa causata da questo batterio si estende ben oltre la perdita diretta di miliardi di esemplari. Gli ecosistemi delle coste pacifiche stanno sperimentando profondi cambiamenti strutturali, con alterazioni nelle catene alimentari e nella dinamica delle comunità bentoniche. La ricerca scientifica dovrà ora concentrarsi sulla comprensione dei meccanismi di trasmissione del patogeno e sullo sviluppo di strategie di conservazione per le specie sopravvissute.

Questa scoperta apre nuove prospettive per la gestione delle emergenze sanitarie marine e sottolinea l’importanza del monitoraggio continuo degli ecosistemi costieri. La capacità di identificare rapidamente gli agenti patogeni responsabili di episodi di mortalità di massa rappresenta un passo cruciale per la protezione della biodiversità marina in un’epoca di crescenti pressioni ambientali.

Fonte dell'articolo: www.nature.com

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