Dopo le prime rilevazioni relative all'M4 iPad Air, al chip M5 Max e al MacBook Neo, compaiono ora su Geekbench i risultati attribuiti al chip A19 dell'iPhone 17e. Con ben undici campioni raccolti, i dati offrono una panoramica abbastanza rappresentativa delle capacità del nuovo SoC Apple destinato al segmento accessibile della gamma iPhone, in arrivo nei negozi a partire dalla prossima settimana.
Dal punto di vista architetturale, l'A19 dell'iPhone 17e monta una CPU a 6 core, una GPU a 4 core e un Neural Engine a 16 core. La configurazione rispecchia quella già vista sull'A19 dell'iPhone 16, suggerendo una condivisione dello stesso die piuttosto che una variante ridotta appositamente progettata, a differenza di quanto accaduto in passato con il processore dell'iPhone 16e.
Analizzando i punteggi CPU, la media sugli undici test si attesta a 3.320 punti in single-core e 8.373 punti in multi-core. I valori mostrano una certa variabilità — il single-core oscilla tra 3.001 e 3.607, mentre il multi-core va da 6.657 a 9.241 — il che è tipico dei benchmark su hardware non ancora commercializzato, dove le configurazioni software potrebbero non essere ancora ottimizzate al massimo.
Il confronto generazionale è comunque sorprendente. In single-core, l'A19 dell'iPhone 17e supera l'A18 dell'iPhone 16e (3.241 punti) e pareggia sostanzialmente l'A19 dell'iPhone 16 (3.319 punti, con un solo punto di scarto). In multi-core, il vantaggio è più marcato rispetto all'iPhone 16e (7.977), all'iPhone 16 Plus (8.266) e all'iPhone 16 (8.280).
È proprio la componente grafica a rivelare il distacco più netto rispetto alla generazione precedente. I quattro risultati Geekbench Metal disponibili oscillano tra 30.831 e 31.597 punti, per una media di 31.163. Questo valore supera nettamente l'iPhone 16e (23.895 punti), rappresentando un incremento di circa il 30% nelle prestazioni GPU. Il dato è rilevante soprattutto per chi utilizza il dispositivo con applicazioni graficamente intensive, dall'elaborazione video ai titoli gaming più esigenti.
Come da prassi consolidata nella comunità tech, i benchmark su dispositivi non ancora disponibili al pubblico vanno interpretati con cautela. Le build software pre-rilascio possono influenzare i risultati in maniera significativa, e solo quando gli utenti potranno effettuare test in autonomia su unità retail sarà possibile tracciare un quadro definitivo delle prestazioni reali dell'iPhone 17e.
In prospettiva, l'adozione del chip A19 nel modello entry-level della gamma iPhone 17 segna un cambio di posizionamento strategico rispetto al passato, quando i modelli "economici" montavano SoC di generazione precedente. Se i benchmark saranno confermati, l'iPhone 17e potrebbe rappresentare uno dei rapporti prezzo/prestazioni più competitivi mai offerti da Apple nel segmento "entry level", con implicazioni interessanti anche per il mercato europeo, dove il prezzo di listino proposto potrebbe rivelarsi determinante per l'adozione di massa.
Insomma, almeno sulla carta, sia questo nuovo iPhone che il MacBook Neo, sembrano mostrare un'entrata a gamba tesa da parte di Apple nella fascia entry-level, quasi come a voler ridimensionare parte di quella immagine aziendale che da anni vede l'azienda di Cupertino incapace di produrre prodotti relamente competitivi a prezzi contenuti.