I ricercatori hanno confrontato due gruppi: 39 adulti sotto i 30 anni e 36 persone tra i 60 e i 70 anni. Per quattro settimane, ogni partecipante ha alternato l’assunzione di succo di barbabietola ricco di nitrati a un placebo privo di queste sostanze, con periodi di pausa per azzerarne gli effetti. Il risultato è stato sorprendente: solo negli anziani si è registrata una significativa riduzione della pressione arteriosa, mentre i giovani non hanno mostrato cambiamenti rilevanti.
Questa differenza ha spinto gli scienziati ad approfondire l’analisi con tecniche di sequenziamento genetico del microbioma orale. In entrambi i gruppi il profilo batterico si modificava dopo l’assunzione del succo, ma con trasformazioni radicalmente diverse tra giovani e anziani.
Il delicato equilibrio batterico della bocca
Negli anziani, il consumo regolare di succo di barbabietola ha ridotto i batteri Prevotella, considerati potenzialmente dannosi, e aumentato le Neisserie, specie benefiche per la salute. Questo riequilibrio del microbioma si è rivelato cruciale per ottimizzare la conversione dei nitrati alimentari in ossido nitrico, molecola fondamentale per il corretto funzionamento dei vasi sanguigni.
"Sappiamo che una dieta ricca di nitrati apporta benefici per la salute, e che con l’età la produzione di ossido nitrico diminuisce", spiega la professoressa Anni Vanhatalo, autrice principale dello studio. "Gli anziani tendono inoltre ad avere una pressione arteriosa più elevata, con maggior rischio di complicazioni cardiovascolari come infarto e ictus".
Alternative gustose alla barbabietola
Per chi non apprezza il gusto della barbabietola, esistono valide alternative: spinaci, rucola, finocchi, sedano e cavolo nero sono altrettanto ricchi di nitrati e potenzialmente in grado di garantire benefici simili. Non si tratta solo di introdurre nitrati nella dieta, ma di attivare una cascata di reazioni che coinvolge l’intero ecosistema batterico della bocca.
Il professor Andy Jones, co-autore dello studio, sottolinea come "gli alimenti ricchi di nitrati alterino il microbioma orale in modo da ridurre potenzialmente l’infiammazione, oltre ad abbassare la pressione arteriosa negli anziani". Una prospettiva che apre la strada a ulteriori ricerche su variabili come sesso biologico e stile di vita nella risposta individuale agli integratori di nitrati.
Una nuova frontiera per l'invecchiamento sano
Lo studio, sostenuto dal BBSRC e realizzato attraverso il NIHR Exeter Clinical Research Facility, dimostra quanto la bioscienza possa chiarire i legami tra dieta, microbioma e invecchiamento sano. "Capire come i nitrati alimentari influenzano i batteri orali e la pressione arteriosa negli anziani apre nuove opportunità per migliorare la salute vascolare con la nutrizione", evidenzia il dottor Lee Beniston del BBSRC.
Incoraggiare il consumo di verdure ricche di nitrati potrebbe quindi diventare una strategia naturale e accessibile per proteggere la salute cardiovascolare in età avanzata, supportando un meccanismo biologico che il corpo fatica a mantenere con il passare degli anni.