image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Artico, dati falsati sulla perdita di neve Artico, dati falsati sulla perdita di neve...
Immagine di Onde marine, il giroscopio cambia le regole Onde marine, il giroscopio cambia le regole...

Un’eruzione galattica ridefinisce il ruolo dei buchi neri

In VV 340a, getti di plasma alimentati dal buco nero espellono gas essenziale, alterando profondamente l’evoluzione della galassia.

Advertisement

Avatar di Antonello Buzzi

a cura di Antonello Buzzi

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 15/01/2026 alle 08:20

La notizia in un minuto

  • Un buco nero supermassiccio nella galassia VV 340a sta espellendo la più estesa struttura di gas coronale mai osservata, con nebulae che si estendono per tre kiloparsec – una dimensione che supera di 30 volte le tipiche osservazioni
  • Il James Webb Space Telescope ha permesso di penetrare le dense nubi di polvere galattica rivelando getti di plasma a spirale che trasportano energia equivalente a 10 quintilioni di bombe all'idrogeno al secondo
  • La galassia sta perdendo ogni anno massa sufficiente a formare 19 stelle simili al Sole, un processo che limita drasticamente la formazione stellare e ridefinisce la comprensione dell'evoluzione galattica

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

Nella galassia, un buco nero supermassiccio sta orchestrando uno spettacolo cosmico di proporzioni senza precedenti. Astronomi dell'Università della California a Irvine hanno documentato la più estesa struttura di gas coronale mai osservata nell'universo, una scoperta che ridefinisce la comprensione degli effetti che questi oggetti estremi esercitano sull'evoluzione galattica. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, rivela come VV 340a – una galassia distante circa 400 milioni di anni luce – stia perdendo letteralmente le sue riserve di materia prima attraverso getti potentissimi che si estendono per distanze colossali.

La peculiarità di questa scoperta risiede nelle dimensioni e nella natura del fenomeno. I ricercatori hanno identificato due enormi nebule di gas surriscaldato che fuoriescono da entrambi i lati della galassia, ciascuna con un'estensione di almeno tre kiloparsec – circa 57 trilioni di miglia. Per comprendere la portata di queste strutture, basta considerare che l'intero disco di VV 340a misura approssimativamente tre kiloparsec di spessore. "In altre galassie, questo tipo di gas altamente energizzato è quasi sempre confinato a poche decine di parsec dal buco nero centrale", spiega Justin Kader, ricercatore postdottorale in fisica e astronomia alla UC Irvine e primo autore dello studio. "La nostra scoperta supera di un fattore 30 o più quanto tipicamente osservato".

Il meccanismo alla base di questo gigantesco deflusso risiede nell'interazione tra materia in caduta e campi magnetici intensissimi. Quando il gas precipita verso il buco nero supermassiccivo raggiunge temperature estreme e, incontrando potenti campi magnetici, viene accelerato e lanciato nello spazio sotto forma di getti di plasma. Le osservazioni radio condotte con il Karl G. Jansky Very Large Array nel New Mexico hanno rivelato che questi getti seguono una traiettoria a spirale attraverso lo spazio, testimonianza di un fenomeno denominato "precessione del getto" – un graduale cambiamento nella direzione di emissione analogo all'oscillazione di una trottola.

L'energia trasportata dal gas coronale equivale a 10 quintilioni di bombe all'idrogeno che esplodono ogni secondo

Il James Webb Space Telescope si è rivelato strumento indispensabile per questa scoperta. La galassia VV 340a contiene infatti enormi quantità di polvere che bloccano la luce visibile, impedendo ai telescopi tradizionali di penetrare nelle sue regioni interne. Le capacità di osservazione nell'infrarosso di Webb – il più grande telescopio spaziale mai costruito, posizionato a circa un milione di miglia dalla Terra in orbita solare – hanno permesso di attraversare questi veli oscuri e rivelare il gas coronale in eruzione. Questo plasma super-ionizzato prende il nome dall'atmosfera esterna del Sole per descrivere materiale riscaldato a temperature estreme, tipicamente confinato nelle immediate vicinanze dei buchi neri e raramente osservato a grandi distanze.

L'integrazione di dati provenienti da molteplici osservatori ha permesso di ricostruire la storia violenta di questa galassia. Il telescopio Keck II alle Hawaii ha individuato gas più freddo che si estende fino a 15 kiloparsec dal buco nero centrale, probabilmente il "reperto fossile" di precedenti episodi di attività. Secondo i ricercatori, questo materiale rappresenta i detriti lasciati da espulsioni precedenti, quando il buco nero espelleva gas dal nucleo galattico in passate fasi di alimentazione intensa.

Le conseguenze per VV 340a sono drammatiche sul piano della formazione stellare. La galassia sta perdendo ogni anno massa sufficiente a formare 19 stelle simili al Sole, un tasso che limita significativamente la sua capacità di generare nuovi astri. "Ciò che sta realmente accadendo è una limitazione significativa del processo di formazione stellare nella galassia attraverso il riscaldamento e la rimozione del gas", precisa Kader. Il meccanismo opera quando i getti collidono con il materiale circostante all'interno della galassia, spingendolo lontano dal centro e riscaldandolo a temperature estreme.

Vivian U, coautrice senior dello studio e ora scienziata associata presso l'Infrared Processing and Analysis Center del Caltech, sottolinea l'eccezionalità dell'osservazione: "Abbiamo trovato la struttura di gas coronale più estesa e coerente fino ad oggi. Ci aspettavamo che JWST aprisse la finestra di lunghezze d'onda dove questi strumenti per sondare i buchi neri supermassicci attivi sarebbero stati disponibili, ma non ci aspettavamo di vedere emissioni così altamente collimate ed estese nel primo oggetto che abbiamo esaminato".

La scoperta offre anche spunti sulla storia della Via Lattea. Sebbene nessun getto simile sia attualmente attivo nella nostra galassia, evidenze suggeriscono che il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea abbia attraversato un evento di alimentazione circa due milioni di anni fa – un fenomeno che i primi antenati umani come l'Homo erectus potrebbero aver osservato nel cielo notturno. Il team di ricerca, supportato da finanziamenti NASA e National Science Foundation, intende ora estendere l'indagine ad altre galassie per comprendere quanto questi fenomeni di getti precessanti influenzino l'evoluzione galattica a lungo termine, gettando nuova luce sui processi che hanno plasmato l'universo che osserviamo oggi.

Fonte dell'articolo: www.sciencedaily.com

Le notizie più lette

#1
Non ve ne siete accorti, ma con OpenClaw OpenAI ha appena ucciso ChatGpt
3

Business

Non ve ne siete accorti, ma con OpenClaw OpenAI ha appena ucciso ChatGpt

#2
Onde marine, il giroscopio cambia le regole

Scienze

Onde marine, il giroscopio cambia le regole

#3
L'intelligenza artificiale non aumenta la produttività e l'entusiasmo delle aziende si raffredda
2

Business

L'intelligenza artificiale non aumenta la produttività e l'entusiasmo delle aziende si raffredda

#4
Artico, dati falsati sulla perdita di neve
1

Scienze

Artico, dati falsati sulla perdita di neve

#5
Windows 11, arriva lo speedtest direttamente dalla taskbar
7

Hardware

Windows 11, arriva lo speedtest direttamente dalla taskbar

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca quadrati

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Onde marine, il giroscopio cambia le regole

Scienze

Onde marine, il giroscopio cambia le regole

Di Antonello Buzzi
Artico, dati falsati sulla perdita di neve
1

Scienze

Artico, dati falsati sulla perdita di neve

Di Antonello Buzzi
La Luna si restringe e aumenta il rischio sismico

Scienze

La Luna si restringe e aumenta il rischio sismico

Di Antonello Buzzi
La fibra attuale può supportare l’Internet quantistico
1

Scienze

La fibra attuale può supportare l’Internet quantistico

Di Antonello Buzzi
La Cina accelera sulle interfacce cervello-computer e sfida Neuralink

Scienze

La Cina accelera sulle interfacce cervello-computer e sfida Neuralink

Di Antonello Buzzi

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • TechRadar
  • SosHomeGarden
  • Aibay

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.