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100 anni fa Ericsson arrivava in Italia, storia tecnologica del Belpaese

Ericsson celebra un secolo di attività in Italia. Era il 3 ottobre del 1918, infatti, quando l’azienda avviava le operazioni nel nostro paese. Un momento in cui il telefono era ancora una novità assoluta (secondo Wikipedia la prima linea fu installata a Milano nel 1877) e solo le fantasie più fervide avrebbero potuto immaginare un oggetto come lo smartphone.

Lo “sbarco” in Italia avvenne a Roma con la società chiamata FATME (Fabbrica Apparecchi Telefonici e Materiale Elettrico); all’epoca c’era circa un telefono ogni 500 abitanti ed Ericsson investiva capitali in FATME, che vendeva i propri prodotti prevalentemente a enti pubblici.

Negli anni successivi l’infrastruttura si sviluppò velocemente e si posarono decine di migliaia di chilometri di cavi. Ericsson, sempre tramite FATME, restò al centro di questa evoluzione. Fino al 1931, anno in cui il primo telefono in bachelite arrivò nel Belpaese direttamente dalla Svezia.

La Seconda Guerra Mondiale rappresentò una parentesi in cui tutte le aziende di questo tipo si concentrarono sulla produzione di tecnologie militari, ma si ripartì subito con l’introduzione del cavo coassiale a 960 canali, che permetteva collegamenti a lunga distanza.

Arrivarono velocemente gli anni ’50 e ’60, e nella cornice di un paese che cresceva rigogliosamente venne introdotta la “teleselezione”, cioè la possibilità di telefonare direttamente fuori dal proprio distretto urbano, senza passare dal centralino. Ericsson contribuì con le proprie centraline, sempre più evolute di anno in anno.

Si arriva così al 1978, anno in cui FATME, che è ormai diventata la filiale italiana di Ericsson, installa la prima centrale digitale d’Italia. Siamo a Napoli Capodichino, e la novità segna l’inizio di una nuova era per le telecomunicazioni sul territorio italiano.

Nel 1990 si comincia a parlare di cellulari ed Ericsson è sempre sulla cresta dell’onda, con l’infrastruttura TACS e persino qualche telefono – i loro modelli resteranno in commercio fino ai primi anni del terzo millennio. L’azienda fu di nuovo protagonista nel 1996, quando insieme a TIM immise sul mercato la prima scheda ricaricabile – oggi sono diventate la norma. Poi, nel 2002, l’azienda prende parte all’innovazione UMTS, questa volta insieme all’operatore Tre.

Arriviamo a pochi anni fa, il 2013, quando una tecnologia sviluppata in Italia da Ericsson insieme a Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e Cnit permette di stabilire il record mondiale di velocità su Internet. Nel 2016 l’azienda svedese avvia la sperimentazione sulle linee 5G, e questo ci porta alle ricerche odierne, indirizzate a una rete più capillare e dalle maggiori prestazioni.

Che dire, niente male per una società che nel 1876 era un negozio specializzato nella riparazione di telegrafi. Quasi un secolo e mezzo dopo è un colosso mondiale, a cui dobbiamo gran parte dello sviluppo tecnologico dell’ultimo secolo – anche e soprattutto in Italia. Auguri!

Con questa guida potete imparare a costruire una stazione radio. Da lì a entrare nella Storia è un attimo!