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3D Sonic Gen 2: ora Qualcomm può eguagliare i sensori biometrici fisici

Qualcomm ha presentato i suoi nuovi sensori biometrici che funzionano al di sotto del display. La seconda generazione dei 3D Sonic dispone di una superficie di utilizzo più ampia e la velocità di riconoscimento cresce del 50% rispetto alla prima generazione.

Qualcomm

Inoltre il primo smartphone ad utilizzare questo nuovo sensore sarebbe vicinissimo. Sarebbero infatti gli smartphone della famiglia Galaxy S21, grazie ad un accordo raggiunto tra le parti per la fornitura all’inizio dell’anno. Tra l’altro, sempre la prima generazione, è stata utilizzata da un sacco di altri OEM, Samsung inclusa.

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Oltre alla superficie e alla velocità maggiore c’è dell’altro. Il 3D Sonic Gen 2 migliorerà affidabilità e sicurezza così da escludere problematiche legate al possibile furto di identità o l’accesso allo smartphone con exploit. In termini tecnici, la superficie che riconoscerà le dita crescerà dal 36 mm² a 64 mm², arrivando ad acquisire ancora più precisione nella lettura dei dati biometrici.

Qualcomm afferma che riconoscere l’impronta sarà velocissimo, grazie anche ad un algoritmo che scansionerà e prevederà che quella appoggiata sia o no l’impronta corrispondente. Galaxy S21 sarà il primo ad utilizzarlo dal punto di vista cronologico ma tutta una serie di brand, che già utilizzavano il 3D Sonic Gen 1, avranno modo di includerlo nei loro prodotti. Il nuovo sensore delle impronte digitali sarà sempre realizzato con tecnologia ad ultrasuoni 3D e Qualcomm punta a realizzare uno scanner che vorrà raggiungere e superare le prestazioni di uno fisico tradizionale.

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