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Agenti segreti a rischio per colpa della fitness app Polar

Agenti segreti dell'NSA, militari in aree a rischio come Baghdad e persino un dirigente aziendale: scoprire dove vivono è semplice secondo alcuni giornalisti di Bellingcat e De Correspondent, visto che tutti utilizzano una fitness app, Polar, che rivela sulla propria mappa le loro abitazioni. I giornalisti infatti hanno notato che rintracciarli è facilissimo: la maggior […]

Agenti segreti dell'NSA, militari in aree a rischio come Baghdad e persino un dirigente aziendale: scoprire dove vivono è semplice secondo alcuni giornalisti di Bellingcat e De Correspondent, visto che tutti utilizzano una fitness app, Polar, che rivela sulla propria mappa le loro abitazioni.

I giornalisti infatti hanno notato che rintracciarli è facilissimo: la maggior parte infatti utilizza il proprio nome reale e spesso finisce i propri esercizi dinanzi a casa, alla base o all'hotel in cui vive. Polar aggrega tutti i dati dei propri utenti su un'unica mappa quindi basta effettuare una semplice ricerca et voilà, militari e agenti segreti sono a rischio, i colleghi ne hanno rintracciati ben 6500.

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Una situazione che era già avvenuta di recente, a gennaio scorso, quando l'app Strava, anch'essa dedicata al fitness, aveva rivelato tramite la geolocalizzazione, il posizionamento di basi segrete militari e governative.

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Polar ovviamente è già corsa ai ripari, bloccando temporaneamente la funziona "esplora" sulla mappa e mettendo la lavoro i propri sviluppatori per realizzare nuovi strumenti tramite cui consentire agli utenti di tenere sotto controllo la propria privacy, come ad esempio un comando per cancellare in un colpo solo l'intera cronologia dei propri allenamenti.

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Il vero problema però non è delle aziende, ma dei singoli. La privacy e la sicurezza sul Web continuano ad essere argomenti verso cui la maggior parte di noi non è sensibile e se addirittura un agente segreto non si preoccupa di usare il proprio nome vero e di condividere la propria posizione GPS su una mappa pubblica, evidentemente c'è qualcosa che davvero non va e non saranno strumenti in più a disposizione in un'app a risolvere il problema.   


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