Il panorama dell'intelligenza artificiale mobile sta per essere ridefinito da una collaborazione destinata a fare rumore nel settore tecnologico. Apple ha ufficialmente confermato una partnership pluriennale con Google per integrare i modelli Gemini all'interno delle future versioni di Siri e delle funzionalità di Apple Intelligence. La mossa rappresenta un cambio di strategia significativo per Cupertino, che per la prima volta affiderà a un partner esterno il cuore computazionale dei propri modelli linguistici di base, gli Apple Foundation Models.
La conferma è arrivata attraverso una dichiarazione rilasciata da Apple alla CNBC, nella quale l'azienda ha spiegato le motivazioni tecniche dietro questa scelta: "Dopo un'attenta valutazione, abbiamo determinato che la tecnologia di Google fornisce la base più capace per gli Apple Foundation Models e siamo entusiasti delle innovative nuove esperienze che sbloccherà per i nostri utenti". Una formulazione che lascia intendere come Mountain View abbia superato altri competitor, probabilmente tra cui OpenAI e Anthropic, nella corsa per fornire l'infrastruttura AI alla casa di Cupertino.
L'accordo tra Apple e Google si estende su più anni e prevede l'utilizzo dei modelli Gemini come fondamenta per le prossime generazioni dei sistemi di intelligenza artificiale proprietari di Apple. Questa integrazione dovrebbe portare a un significativo miglioramento delle capacità conversazionali di Siri, assistente vocale che negli ultimi anni ha accumulato un gap prestazionale rispetto a concorrenti come Google Assistant e Amazon Alexa, oltre che rispetto ai più recenti chatbot basati su large language models.
La tempistica di rilascio rimane tuttavia avvolta nel mistero. Apple non ha fornito dettagli specifici su quando le nuove funzionalità basate su Gemini arriveranno agli utenti finali, limitandosi a confermare l'esistenza della partnership. Secondo le fonti di CNBC, le prime implementazioni potrebbero debuttare entro la fine del 2026, anche se non è chiaro se si tratterà di un rollout globale o di una fase beta limitata a determinate regioni linguistiche.
Questa alleanza strategica era nell'aria da mesi, come documentato dai report di Mark Gurman di Bloomberg, che aveva anticipato le trattative tra le due big tech californiane. La conferma ufficiale pone fine alle speculazioni e apre interrogativi sul futuro della strategia AI di Apple, tradizionalmente incentrata su sviluppo interno e attenzione alla privacy. L'integrazione di tecnologia Google solleva infatti domande su come Cupertino gestirà l'elaborazione dei dati sensibili degli utenti, considerando che finora aveva promosso un approccio on-device per le operazioni di machine learning.
Dal punto di vista commerciale, l'accordo potrebbe rivelarsi vantaggioso per entrambe le parti. Google rafforza la propria posizione nel mercato dei modelli linguistici enterprise e ottiene visibilità presso l'enorme base utenti iOS, mentre Apple accelera il proprio percorso nell'AI generativa senza dover investire anni in ricerca e sviluppo per raggiungere la parità tecnologica con i leader del settore.