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Apple ha iniziato a silurare gli e-reader concorrenti

Apple ha deciso di valutare le applicazioni per l’App Store con maggiore rigore: il problema è che stranamente rischiano di pagarne le conseguenze tutti gli avversari. Sony ad esempio è stata messa alla porta poiché il suo reader e-book per iPhone (compatibile con Sony Reader Store, NdR) aggirava la piattaforma di pagamento di Cupertino.

Sony Reader app addio

Si tratta senza dubbio della punta dell’icerberg perché anche Amazon e altre librerie sembrano accomunate dallo stesso triste destino. Apple vuole il controllo totale sui pagamenti e quindi una percentuale su ogni transazione. Troppo facile rilasciare un’applicazione su App Store che poi di fatto apre la porta su un’altra attività commerciale, sembra pensare il colosso statunitense.

“È l’opposto di ciò che vogliamo portare al mercato”, ha dichiarato Steve Haber, presidente del dipartimento e-reader di Sony. “Abbiamo sempre pensato di portare i contenuti su ogni dispositivo possibile, non un dispositivo per ogni store”.

Secondo l’analista James L. McQuivey di Forrester Research stiamo assistendo a una transizione importante: dal riconoscimento del valore economico dei soli prodotti a quello della piattaforma di distribuzione. La redditività nel secondo caso è ovviamente più alta, soprattutto valutando con attenzione i costi, ma questa non è una scoperta rivoluzionaria. Le aziende che operano ad esempio nel settore videogiochi lo sanno bene: i ricavi consistenti si fanno con l’immateriale (royalty su giochi e oggetti, servizi, etc.) non con l’hardware.