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Apple ha venduto tre milioni di iPad: in Italia da 479 euro

Apple ha venduto tre milioni di iPad nei primi tre giorni di vendita del suo nuovo tablet, che è in commercio negli Stati Uniti e in altri dieci Paesi, esclusa l’Italia dove arriverà dal 23 marzo insieme ad altri 23 stati.

Difficile fare un paragone con il successo dell’iPad 2, per il quale Apple non aveva comunicato i dati ufficiali. Alcuni analisti avevano stimato vendite per 1,2 milioni di pezzi, secondo i più scettici non si era andati oltre le 600.000 unità. Anche tenendo conto del dato più ottimistico, significherebbe che l’azienda di Cupertino ha pressoché triplicato le vendite.

Il paragone con l’iPad 1 è invece impietoso: nel 2010 c’erano voluti quasi tre mesi per arrivare alla cifra bruciata questa volta in tre giorni.

Il nuovo iPad Wi-Fi Only sarà in vendita in Italia in nero o bianco a 479 euro per il modello da 16 GB, 579 euro per quello da 32 GB e 679 euro per la versione da 64 GB. Il nuovo iPad Wi-Fi + 4G con supporto per le reti 4G LTE negli Stati Uniti e in Canada e per quelle 3G di tutto il mondo costerà 599 euro per il modello da 16 GB, 699 euro per quello da 32 GB e 799 euro in versione 64 GB.

Ieri sono inoltre emerse informazioni attendibili sui costi di produzione dell’iPad, grazie ai dati sui componenti divulgati da iFixit. Nella tabella si legge che il costo complessivo dei componenti del nuovo iPad in versione Wi-Fi Only da 16 GB è di 306,05 dollari, che salgono a 322,85 dollari per il modello da 32 GB e a 365,45 dollari.

Al contrario della stima approssimativa di UBM TechInsight, iSuppli tiene conto anche dei costi di assemblaggio, svelando che sui modelli Wi-Fi questo passaggio pesa per 10 dollari, contro gli 8 dollari circa del precedente iPad 2 e salgono di 75 centesimi per le versioni LTE.

Il nuovo iPad smontato

La somma di tutti i componenti, che iSuppli identifica con l’acronimo BOM (Bill Of Materials), svela che la differenza con il prezzo di listino si aggira attorno al 50 per cento nel caso del modello LTE da 32 GB, cifra avvicinata anche dall’iPad Wi-Fi Only da 64 GB, dove il delta di prezzo raggiunge il 48%, per scendere al minimo con il modello da 16 GB (solo il 31%). A questa forbice di prezzo, come detto, bisogna sottrarre i costi di assemblaggio (molti dei nostri lettori ci avevano azzeccato con le loro supposizioni), più le spese non conteggiate in tabella, che comprendono software, licenze, canoni e altro.

Alla fine è confermato che il nuovo iPad è più costoso da produrre rispetto al modello precedente, e UBM ci aveva azzeccato anche sul peso dei componenti chiave: il componente più costoso è il display Retina prodotto da Samsung, che pesa per 87 dollari sul costo complessivo, rispetto ai 57 dollari del modello standard dell’iPad 2. Seguono la batteria, 50 dollari, la tecnologia touchscreen (40 dollari, prodotta da TPK, Wintek e Chi Mei), la memoria NAND e il processore (23 dollari).

Il dettaglio dei costi dei materiali del nuovo iPad – Clicca per ingrandire

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Fra i calcoli curiosi di iSuppli spicca quello relativo alle commissioni di Samsung, che per ciascun iPad LTE da 32 GB venduto incassa fra il 30,2 e il 39,4 percento del prezzo di listino, perché anche se le NAND flash sono prodotte in parte da Toshiba, nella lista dei fornitori la sud coreana è al secondo posto.

Il conto non include le batterie, le cui celle secondo IHS potrebbero essere fornite da Samsung, ma senza sufficiente certezza. Nel caso il dato fosse confermato, il 50% delle spese d’acquisto dei materiali dell’iPad (quindi del BOM) andrebbe in tasca a Samsung. Secondo la stessa agenzia di ricerche di mercato è anche possibile che nelle prossime forniture i Retina display vengano prodotti anche da LG Display e Sharp, anche se per ora sono rimaste escluse dalla succulenta torta.