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Come convertire un file AAB in APK

Dovete convertire un pacchetto di applicazioni AAB in APK? Scopriamo insieme come fare utilizzando Android Studio e Bundletool.

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Avatar di Francesca Fenaroli

a cura di Francesca Fenaroli

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 16/02/2023 alle 11:00
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A partire da agosto 2021 il formato APK (Android App Package) non è più lo standard per le applicazioni Android distribuite tramite il Play Store, che devono essere invece caricate dai developer nel formato di packaging dinamico AAB (Android App Bundle).

Un file AAB, al contrario di un APK, contiene solo le risorse necessarie al funzionamento di un'app, riducendo così lo spazio che essa occupa nel dispositivo, mentre le sue chiavi di firma sono gestite direttamente da Google.

android-app-bundle-aab-171590.jpg

Per gli utenti finali, come abbiamo spiegato nella nostra guida ai file AAB, non vi è alcuna differenza, ma se siete più esperti potreste avere più di un motivo per convertire un file AAB in APK. Scopriamo insieme come fare.

Perché convertire un AAB in APK?

Gli Android App Bundles sono pacchetti non eseguibili che di solito sono creati dagli sviluppatori utilizzando tool come Android Studio per il caricamento sul Play Store. Quest'ultimo a sua volta si occuperà di generare un file APK con le risorse più adatte alle caratteristiche di ogni dispositivo di destinazione.

Pertanto è molto raro, ma non impossibile, trovarsi alle prese con un file AAB da convertire in APK. Se siete gli utenti finali dell'app, l'opzione migliore è rappresentata proprio dal download tramite Play Store, che garantirà un file aggiornabile "su misura" per le vostre esigenze.

apk-aab-223335.jpg

Eliminata questa opzione, le casistiche più plausibili per convertire un AAB in APK sono due.

Conservare una specifica versione dell'app

In questo caso si intende estrarre un file APK universale o un set di APK a partire da un Android App Bundle per preservare una specifica versione dell'app prima di un aggiornamento, per caricarla su uno store di terzi o prevenire la sua eliminazione dal Play Store, mettendo così "in salvo" il lavoro dei developer.

Testare l'app prima di caricarla sul Play Store

Forse siete voi stessi gli sviluppatori dell'app in questione e intendete testare manualmente il suo funzionamento su diversi dispositivi in vista di un aggiornamento, per prevenire bug nella versione definitiva. In questo caso vi converrà estrarre diversi APK ed effettuare test in locale prima di caricare l'aggiornamento sulla Google Play Console.

Cosa vi servirà

Oltre al pacchetto AAB che volete convertire in APK e alle due risorse principali per effettuare la conversione, ovvero Android Studio e Bundletool, occorre specificare che questa operazione fa uso della riga di comando e di stringhe, per quanto molto contenute, di linguaggio Java.

Android Studio

android-studio-224522.jpg

Android Studio è un tool per developer messo a disposizione da Google per sviluppare applicazioni per ogni tipo di dispositivo Android. Anche se recentemente il linguaggio di default è passato ad essere Kotlin, Android Studio supporta pienamente Java, così come C++.

Oltre a un editor visuale, che vi consente di modificare direttamente il design delle vostre interfacce utente, e ad altre funzionalità che includono un emulatore, Android Studio permette di ispezionare il contenuto di un file APK anche se costruito con altri tool.

Potete scaricare l'ultima versione di Android Studio, denominata Bumblebee, dalla piattaforma Developers di Google. Android Studio è disponibile per Windows, Mac, Linux e Chrome OS.

Bundletool

Releases · google/bundletool · GitHub

Bundletool è lo strumento che Android Studio e Google Play utilizzano internamente per convertire un Android App Bundle in un file APK adatto all'utilizzo su uno specifico dispositivo. Google mette a disposizione Bundletool anche ai developer, proprio per le finalità di testing di cui parlavamo nel paragrafo precedente.

Bundletool fa uso della console dei diversi sistemi operativi (Prompt dei comandi su Windows e Linea di comando su Mac) per consentire agli utenti avanzati di convertire file AAB in APK, ricreando così gli step utilizzati dai server di Google Play nella generazione degli APK finali.

Potete scaricare Bundletool nella sua versione più aggiornata dalla repository GitHub.

Convertire un file AAB in APK in pochi step

Una volta chiarite le circostanze in cui conviene convertire un file AAB in APK e le competenze necessarie, l'operazione in sé non è affatto complicata.

javascript-es6-es9-la-guida-pratica-da-zero-a-esperti-126062.jpg
  1. Installate Android Studio e Bundletool sul vostro computer;
  2. Create una cartella in cui salvare il vostro file AAB;
  3. All'interno della cartella appena creata premete SHIFT + tasto destro del mouse, poi OK per aprire il prompt dei comandi;
  4. Inserite finestra appena aperta questa linea di codice, sostituendo [app] con il nome del vostro pacchetto AAB:


    bundletool build-apks –bundle = [app].aab –output = [app].apks –mode = universal


  5. Eseguite il comando appena digitato e lasciate che Bundletool prepari il file APKS utilizzando il certificato di debug fornito da Android Studio;
  6. Rinominate il file APKS così ottenuto con l'estensione .zip, decomprimetelo con un tool come WinRar ed estraete il file o i file APK che vi interessano.

Occorre specificare che esistono anche diverse stringhe alternative che permettono, per esempio, di estrarre da un AAB gli APK relativi a un singolo device. Potete trovarle tutte ancora una volta sulla piattaforma Developers di Google.

Installare il file APK

Se avete seguito tutti gli step della conversione da AAB ad APK, l'installazione dei file APK ottenuti sarà una procedura che ormai conoscete bene. In ogni caso, se vi serve un veloce ripasso, potete sempre consultare la nostra guida a proposito:

  • File APK: cosa sono e come installarli sul vostro Android

APKS e APK, qual è la differenza?

Il file con estensione APKS (APK Set Archive) che avrete ottenuto a partire dall'AAB iniziale è, come suggerisce la sigla, un archivio di diversi file APK, divisi in base a caratteristiche specifiche dei device di destinazione, tra cui:

  • Risoluzione dello schermo
  • Architettura
  • Lingua di sistema

Una volta decompresso il file APKS come se fosse un normale file .zip potrete salvare l'intero set oppure, emulando la procedura automatica dei server di Google Play, installare quello più adatto sul vostro device di destinazione.

Fonte dell'articolo: developer.android.com

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