Dal 1° gennaio 2026 viaggiare all’interno dell’Unione Europea diventa un po’ meno ansioso per chi vive con lo smartphone in mano. Con l’arrivo del nuovo anno scatta infatti un nuovo tassello del percorso tracciato dall’Unione Europea sul fronte del Roaming Like At Home, e la parola chiave è una sola: più Giga. Una promessa che, stavolta, non resta sulla carta ma si traduce in numeri concreti, destinati a incidere direttamente sulle soglie di traffico dati utilizzabili quando ci si trova all’estero.
Il cambiamento nasce dalla riduzione del massimale dei costi all’ingrosso per i dati mobili, ovvero il prezzo massimo che un operatore può far pagare a un altro per l’utilizzo della rete in roaming. Da domani il tetto scende ufficialmente dagli attuali 1,30 euro per Giga a 1,10 euro per Giga, IVA esclusa. Un taglio che non arriva all’improvviso, ma rappresenta una nuova tappa di un percorso iniziato nel 2022 e che accompagnerà utenti e operatori fino al 2032, anno in cui il roaming zero resterà garantito salvo nuovi interventi normativi.
La riduzione del massimale è stata infatti progressiva e programmata. Nel 2022 il costo era fissato a 2 euro per Giga, sceso poi a 1,80 euro nel 2023, a 1,55 euro nel 2024 e a 1,30 euro nel 2025. Con il 2026 si arriva a 1,10 euro, mentre l’ultimo e definitivo calo è previsto per il 2027, quando il valore si stabilizzerà a 1 euro per Giga fino alla fine dell’attuale regolamento, prevista per il 2032. Restano invece invariati i massimali all’ingrosso per chiamate ed SMS, che dal 2025 sono fissati rispettivamente a 0,019 euro al minuto e 0,003 euro per SMS.
Ma cosa cambia davvero per gli utenti? In termini pratici, la diminuzione del costo all’ingrosso si traduce in un aumento dei Giga disponibili in roaming UE, soprattutto per le offerte con canone mensile più alto. La formula con cui gli operatori calcolano la quantità di traffico dati utilizzabile all’estero resta la stessa, ma cambia il divisore.
Dal 1° gennaio 2026 il calcolo diventa: Giga Europa = (costo mensile dell’offerta IVA esclusa / 1,10) × 2.
Un dettaglio tecnico solo in apparenza, perché abbassando il valore di riferimento cresce automaticamente il numero di Giga inclusi. Un effetto domino che rende più generose le soglie di roaming senza modificare il prezzo dell’offerta nazionale. Il 2026 porta con sé anche un aggiornamento importante della geografia del Roaming Like At Home. Entrano ufficialmente nel perimetro due nuovi Paesi: Moldavia e Ucraina, che da domani permetteranno di chiamare, inviare SMS e navigare alle stesse condizioni previste in Italia. Un segnale politico oltre che pratico, che amplia ulteriormente l’area in cui vale il principio del “come a casa”.
Esce definitivamente di scena, invece, il Regno Unito. Dopo la Brexit, il Paese era rimasto per anni in una sorta di limbo, incluso nel roaming zero solo per scelta commerciale dei singoli operatori. Con il 2026 tutti i principali gestori italiani hanno ormai rimosso Londra e dintorni dalla lista RLAH. L’ultimo in ordine di tempo è stato iliad, che ha detto addio al roaming zero nel Regno Unito pochi giorni fa, allineandosi a TIM, WindTre, Very Mobile e ho. Mobile, che già applicano tariffe extra UE o offerte dedicate.
La lista aggiornata dei Paesi in cui il roaming funziona “come a casa” comprende quindi gran parte dell’Europa e alcuni territori d’oltremare: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, oltre a territori come le Antille Francesi, la Guyana Francese, Mayotte e Réunion. La Svizzera resta invece una scelta discrezionale: Vodafone e ho. Mobile la includono, mentre altri operatori propongono soluzioni dedicate.
Il quadro normativo di riferimento resta il Regolamento UE 2022/612 (che potete trovare nella fonte a fondo articolo) entrato in vigore a luglio 2022, che continua a fare da bussola al roaming europeo. Dal 1° gennaio 2026 quella bussola punta verso un’Europa un po’ più connessa, con meno contatori mentali da fare prima di aprire una mappa o caricare una storia su Instagram. E per chi viaggia spesso, anche questo conta.