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Ecco il segreto dietro le fotocamere dei Surface Book e Surface Pro 4

Qualche tempo fa sul blog Microsoft erano state postate le sorprendenti foto scattate dai nuovissimi smartphone top gamma Microsoft Lumia 950 e 950XL, oggi invece il colosso di Redmond ha voluto rendere giustizia anche al lavoro fatto dal team fotografico per le nuove fotocamere del Surface Book e del Surface Pro 4.

I risultati naturalmente non sono paragonabili a quelli ottenibili con i nuovi smartphone ma per dei tablet sono tutt'altro che disprezzabili e rappresentano un deciso balzo qualitativo in avanti rispetto al precedente Surface 3.

Anzitutto la fotocamera posteriore di entrambi i dispositivi è passata dai 5 Mpixel del Surface Pro 3 agli attuali 8 Mpixel e poi è stato aggiunto l'autofocus e uno zoom digitale 16x, mentre quella frontale ha visto un aumento della profondità di campo, passata da 70 a 80°, per consentire di catturare più facilmente anche selfie di gruppo.

A fare però soprattutto la differenza sono state le migliaia di interventi nei parametri del processore d'immagine. Tuttavia, come ha spiegato Luke Cui, scienziato del colore a capo del team qualità delle fotocamere dei Surface Book e Pro 4, la scienza da sola non basta, è necessaria anche l'arte affinché sia possibile raggiungere risultati estetici appaganti.

La scienza ha a che fare con aspetti legati al sensore, all'obiettivo e alla selezione, progettazione e produzione del modulo fotografico, tutte attività su cui poggiano le fondamenta per creare immagini ad alta fedeltà.

L'arte invece si basa su queste fondamenta e lavora sulle impostazioni dell'ISP (Image Signal Processor) e su alcuni parametri chiave della modalità automatica come il bilanciamento del bianco, l'esposizione e la messa a fuoco, per aiutare a creare immagini fantastiche.