Il settore dei processori per smartphone sta per assistere a un importante ritorno di fiamma che potrebbe ridefinire gli equilibri di potere nell'industria tecnologica. Samsung si prepara a riconquistare la fiducia di Qualcomm dopo anni di rapporti difficili, inviando campioni di una versione speciale dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 realizzata con tecnologia a 2 nanometri. Questa mossa rappresenta molto più di una semplice partnership commerciale: è il tentativo del gigante sudcoreano di dimostrare che i problemi del passato sono definitivamente superati.
La rivincita di Samsung dopo il disastro del 2022
La storia recente tra Samsung e Qualcomm non è stata delle più rosee. Nel 2022, il colosso americano fu costretto a interrompere bruscamente la collaborazione con Samsung per la produzione del Snapdragon 8 Gen 1, a causa di gravi problemi di surriscaldamento e prestazioni insoddisfacenti. Fu un colpo durissimo per l'orgoglio tecnologico di Samsung, che vide Qualcomm rivolgersi a TSMC per una versione rivista del chip, il Snapdragon 8+ Gen 1, molto più efficiente.
Da allora, tutti i processori flagship di Qualcomm sono stati realizzati esclusivamente da TSMC con tecnologia a 3nm. Ora però Samsung sembra aver trovato la formula per tornare in pista, puntando tutto sulla propria tecnologia SF2 a 2 nanometri.
Galaxy Z Flip 8: il banco di prova della nuova era
Secondo fonti coreane, il primo dispositivo a beneficiare di questa partnership rinnovata potrebbe essere il Galaxy Z Flip 8 (successore dell'attuale Galaxy Z Flip 7, acquistabile su Amazon), atteso per la seconda metà del 2026. Una scelta strategica non casuale: Samsung aveva già sostituito il chip Qualcomm con il proprio Exynos 2400 nel Galaxy Z Flip 7, suscitando qualche perplessità tra gli appassionati più esigenti.
Il nuovo processore rappresenterebbe una soluzione win-win per entrambe le aziende. Samsung dimostrerebbe le proprie capacità produttive ritrovate, mentre Qualcomm otterrebbe accesso a una tecnologia produttiva più avanzata rispetto ai 3nm attualmente utilizzati da TSMC per lo Snapdragon 8 Elite standard.
La tecnologia che fa la differenza
I miglioramenti promessi dalla tecnologia SF2 a 2nm di Samsung non sono solo teorici. La riduzione della distanza tra transistor e il nuovo design delle porte logiche dovrebbero garantire maggiore efficienza energetica e prestazioni superiori. Samsung ha già dimostrato questi progressi con il proprio Exynos 2600, che utilizza la stessa tecnologia produttiva e ha iniziato la produzione di massa il mese scorso.
Gli analisti sottolineano che Samsung sembra aver finalmente risolto i problemi di resa produttiva che avevano afflitto i chip precedenti. Tuttavia, resta da vedere se questi miglioramenti si tradurranno effettivamente in prestazioni stabili anche per il processore Qualcomm.
Una strategia a doppio binario per il 2026
L'approccio di Samsung per il 2026 prevede una strategia diversificata. Mentre la serie Galaxy S26 dovrebbe utilizzare la versione standard dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 prodotta da TSMC, i dispositivi pieghevoli come lo Z Flip 8 potrebbero diventare showcase esclusivi della tecnologia Samsung. Questo permetterebbe all'azienda di distinguere i propri prodotti premium offrendo caratteristiche uniche.
Il successo di questa iniziativa dipenderà dall'approvazione finale di Qualcomm, che valuterà non solo le prestazioni pure del chip, ma anche aspetti cruciali come l'efficienza termica e la resa complessiva della produzione. Solo dopo questo via libera, Samsung potrà procedere con le fasi successive della produzione di massa.