Il mondo della sicurezza mobile si prepara a un'importante evoluzione con l'arrivo del chip Titan M3 di Google, destinato a equipaggiare i futuri smartphone Pixel 11. Secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore, il processore Tensor G6 che animerà la prossima generazione di dispositivi Mountain View integrerà questa nuova soluzione di sicurezza hardware, rappresentando il primo salto generazionale significativo in questo settore dal 2021. Un aggiornamento atteso da tempo, considerando che l'attuale Titan M2 equipaggia tutti i Pixel dal modello 6 in poi, ormai da quattro anni.
La scoperta proviene dal leaker Mystic Leaks su Telegram, che ha pubblicato uno screenshot contenente riferimenti a "Google Epic" e "longjing", identificati rispettivamente come nome in codice del chip Titan M3 e del relativo firmware. L'informazione, ripresa e validata da 9to5Google, conferma quanto già ipotizzato dalla comunità tech: Google sta lavorando a una sostanziale revisione della propria architettura di sicurezza hardware, un elemento fondamentale nell'ecosistema Android dove la protezione dei dati personali e biometrici rappresenta una priorità crescente.
Il Titan M2, introdotto con la serie Pixel 6, ha stabilito nuovi standard di protezione per gli smartphone Android, funzionando come enclave sicuro per dati biometrici e chiavi crittografiche. Il chip gestisce la validazione dell'integrità del sistema operativo Android e protegge attivamente contro molteplici vettori di attacco, mantenendo la crittografia dello storage fino al primo sblocco del dispositivo dopo l'avvio. Google ha più volte sottolineato come questa soluzione sia progettata per resistere ad attacchi sofisticati come laser fault injection, analisi elettromagnetica e voltage glitching, tecniche utilizzate per compromettere la sicurezza hardware.
Al momento non sono emerse specifiche tecniche dettagliate sul Titan M3, ma è lecito aspettarsi miglioramenti significativi rispetto alla generazione precedente. L'evoluzione della sicurezza mobile negli ultimi anni ha visto emergere nuove minacce, dalle vulnerabilità a livello firmware agli attacchi sempre più sofisticati contro i sistemi biometrici. Un chip di nuova generazione potrebbe implementare contromisure più efficaci contro exploit zero-day, protezioni rafforzate per i processi di machine learning on-device sempre più diffusi negli smartphone moderni, e standard crittografici aggiornati per la gestione delle credenziali.
L'integrazione del Titan M3 nel Tensor G6 conferma l'approccio olistico di Google alla sicurezza, dove il processore principale e il chip dedicato collaborano per creare un ambiente protetto multi-livello. Il Tensor G6, destinato ai Pixel 11 attesi per l'autunno 2025, dovrebbe rappresentare un'evoluzione sostanziale anche sotto il profilo prestazionale, ma l'enfasi sulla sicurezza hardware testimonia come Mountain View consideri questo aspetto prioritario rispetto alle pure performance di calcolo.