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Google Pixel toccato con mano, davvero niente male

Come certamente saprete, ieri a San Francisco Google ha presentato i suoi nuovi smartphone top gamma Pixel, che segnano un'importante cambio di strategia nel mondo hardware per il colosso di Mountain View. Chi è riuscito ad essere presente all'evento ha ovviamente avuto modo di provare brevemente i dispositivi, e gli hands-on sono fioccati. Le prime impressioni sono unanimemente assai positive e si concentrano per la maggior parte sui due aspetti più innovativi dei Pixel, la fotocamera e l'assistente digitale.

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Noi abbiamo preso come riferimento gli articoli di Andrew Martonik di Android Central e Philip Michaels di Tom's Guide, due siti del network Purch di cui fa parte anche Tom's Hardware Italia. I nostri due colleghi hanno espresso posizioni quasi sovrapponibili, per cui non le riporteremo separatamente ma ci limiteremo a fare un discorso generale.

Da un punto di vista costruttivo i nuovi Pixel sembrano molto ben realizzati e non soltanto perché i materiali impiegati sono di ottima qualità, ma soprattutto perché, tenendoli in mano, trasmettono una piacevole sensazione di solidità. Positive anche le impressioni sull'ergonomia: grazie infatti alle smussature lungo i fianchi la scocca offre un ottimo grip.

Per quanto riguarda la configurazione hardware invece giustamente non viene espresso alcun parere. Sulla carta si tratta di un'ottima piattaforma da top gamma, starà poi ai test e all'utilizzo quotidiano verificarne l'effettiva efficienza.

Ad attirare l'attenzione invece sono stati soprattutto la fotocamera posteriore e le novità software, prima tra tutte il nuovo assistente digitale Google Assistant. Ovviamente in un hands-on non c'è il tempo materiale per effettuare prove approfondite, ma da quanto visto le prestazioni della fotocamera sembrano davvero notevoli. Anzitutto l'avvio e la cattura delle immagini, come già evidenziato durante la presentazione, sembra essere davvero veloce e virtualmente privo di lag, inoltre la scelta di scattare di default in modalità HDR+, sembra pagare in termini di risultati. In fondo, se DxOMark dopo i propri test ha assegnato 89, il punteggio più elevato fino ad ora, un motivo ci sarà.

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Impressionante già a un primo rapido utilizzo infine è risultato il nuovo assistente digitale. Forse ieri l'innovazione di Google Assistant non è stata adeguatamente sottolineata, ma l'impiego di reti neurali e deep learning per la sua AI portano a risultati davvero notevoli. Google Assistant infatti non solo è in grado di rispondere alle domande come fanno per la maggior parte anche le altre soluzioni simili, ma comprende il contesto e da questo estrapola informazioni in maniera autonoma, riuscendo così ad anticipare i bisogni dell'utente e a fornire risposte più dettagliate, aiutato anche dalla profonda integrazione nel sistema.

Per fare un esempio, quando il redattore ha chiesto quando ci sarebbe stata la partita dei Giants, senza specificare altro, Google Assistant, rilevando la posizione a San Francisco tramite il GPS, gli ha fornito i dati della squadra di baseball locale, i San Francisco Giants, e non dei New York Giants, squadra di football americano dalla parte opposta degli USA.

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Ci sarà ovviamente da testare più a lungo lo smartphone, ad esempio per saggiarne l'autonomia (ieri si è parlato di 7 ore di autonomia con una ricarica di soli 15 minuti), ma anche se tutti sono abbastanza impressionati dai nuovi nati di Google, qualcuno oggi non ha mancato di stigmatizzare una mancanza fondamentale: i Google Pixel infatti non sono impermeabili, un'assenza ingiustificata ed ingiustificabile al giorno d'oggi in un top gamma. Al momento non è chiaro come mai Google non abbia implementato questa caratteristica, magari per scoprirlo bisognerà attendere qualche teardown che, siamo sicuri, non si farà attendere a lungo.