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Google vende il Nexus 7 sottocosto: carità o furbizia?

Due diverse analisi mostrano come Google non faccia quasi nessun profitto sul nuovo Nexus 7. L'imperativo è vendere più tablet possibili, affinché siano molti gli utenti a utilizzarlo. Una scelta che in qualche modo va a discapito delle altre aziende che producono tablet Android.

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Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 12/07/2012 alle 12:35 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:41
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Il Nexus 7 da 8 GB costa a Google 159 dollari (materiali e assemblaggio), per poi finire in vendita a 199 dollari. Il totale raggiunge invece i 166,75 dollari (assemblaggio incluso) per il modello da 16 GB, venduto poi a 249 dollari. Le informazioni sono state raccolte dalla nota società di ricerca iSuppli, che rivede al ribasso quelle pubblicate qualche giorno fa da UBM TechInsights - che aveva ipotizzato un costo di 184 dollari per il prodotto da sette pollici.  

Google Nexus 7

Considerando anche i costi di progettazione, marketing e distribuzione si conferma quindi quanto affermato da Larry Page la settimana scorsa, e cioè il fatto che Google vende questo tablet con Android 4.1 con un margine praticamente nullo, appena rilevante per il modello più capiente. 

Il diretto concorrente di questo prodotto è il Kindle Fire di Amazon, che come il Nexus 7 costa 199 dollari e ha 8 GB di memoria. L'azienda di Jeff Bezos però spende solo 139 dollari per creare il proprio tablet e ha quindi un margine leggermente maggiore, anche perché probabilmente la sua struttura riduce in parte gli altri costi accessori.

Le due diverse rilevazioni confermano quindi il fatto che Google sta rinunciando ai profitti pur di vendere il Nexus 7, che è già disponibile sul Play Store statunitense e presto lo sarà anche in altre parti del mondo. Considerati i margini però solo il modello da 16 GB sarà probabilmente acquistabile nei negozi e tramite gli operatori telefonici.

Si è scoperto che il Nexus 7 ha un sensore magnetico. Forse per la smart cover.

Quella di Google è una scelta radicale, dettata dalla necessità di raggiungere velocemente la "massa critica" quanto a tablet Android in circolazione. Più che comprensibile, ma allo stesso tempo possiamo immaginare che i partner dell'azienda non siano per nulla contenti: Asus, Samsung, Lenovo e altri cercano di vendere tablet Android ricavandoci un profitto, e di certo non sentivano il bisogno di un altro concorrente a basso costo oltre al Kindle Fire – che si è rivelato una vera spina nel fianco per loro, almeno nel periodo natalizio.

Il Nexus 7 inoltre sancisce definitivamente l'esistenza di una nuova fascia di mercato, vale a dire quella dei tablet più piccoli. Una nicchia che per il momento è appannaggio esclusivo di Android, ma se si dà retta alle voci presto potrebbe entrare in campo anche Apple, e rompere le uova nel paniere di Google.

Il costo pezzo per pezzo

Un'iPad da circa otto pollici è infatti dato ormai praticamente per certo, e si è speculato anche sul prezzo. Apple potrebbe persino entrare nel mercato a 200 dollari, quanto il Nexus 7, con un margine ridotto o nullo; oppure, com'è più probabile, optare per 250 o anche 300 dollari, per mantenere un profitto accettabile.

Il fatto è che, come abbiamo visto più volte, a parità di prezzo o anche se l'iPad costa un po' di più sono molti i consumatori che preferiscono Apple. I motivi sono dei più vari, e vanno dalla semplice affezione per il marchio a un maggior numero di applicazioni disponibili, dagli schermi ad alta risoluzione (retina) a un più esteso catalogo di musica e film.

Al di là di ciò che pensa il singolo consumatore, se Apple dovesse dare conferme alle (insistenti) voci di corridoio Google potrebbe avere ben poco tempo per mettere in atto il proprio piano e distribuire quanti più Nexus 7 possibile. Naturalmente un mercato non è mai monolitico, e il dominio odierno di Apple domani potrebbe trasformarsi nel regno di Google o nel territorio di Microsoft; nel breve termine tuttavia il potere di Apple non sembra in discussione. Come se la caverà Google?

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