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Huawei, ecco HarmonyOS: parte ufficialmente la sfida ad Android e iOS

HarmonyOS potrà essere installato su una miriade di dispositivi elettronici, non solo smartphone. Huawei gioca così d'anticipo sugli Stati Uniti.

Era nell’aria ormai da settimane, ma oggi è arrivata l’ufficialità: HarmonyOS è il nuovo sistema operativo proprietario di Huawei. È open-source, supporta qualsiasi dispositivo elettronico (smartphone, tablet, PC, smart speaker, smartwatch, cuffie ecc…), sarà in grado di eseguire le app Android (ma anche quelle Linux e le web-app) e, ovviamente, gli sviluppatori di terze parti potranno sfruttarlo grazie al fatto che l’ARK Compiler per il suo sviluppo supporta anche Java, Kotlin, Javascript, C e C++.

Come già anticipato dallo stesso management di Huawei, lo sviluppo di HarmonyOS è in realtà iniziato 2 anni fa, con l’azienda cinese che, all’epoca, ha creato la versione 1.0 del microkernel. Ovviamente, la situazione con gli Stati Uniti ha inevitabilmente accelerato i piani e, allo stato attuale, la versione 2.0 del microkernel è prevista per il 2020, mentre nel 2021 dovrebbe arrivare la 3.0.

Considerando inoltre la natura “cross-device” di HarmonyOS, il pensiero corre inevitabilmente a Google Fuchsia, il sistema operativo dell’azienda di Mountain View che dovrebbe rappresentare la naturale evoluzione di Android. Ve ne abbiamo parlato in tanti articoli, anche perché Big G sta continuando a lavorare al suo sviluppo. Per adesso però Huawei ha certamente guadagnato un importante vantaggio strategico.

C’è però un aspetto da sottolineare. Richard Yu, CEO di Huawei, ha ribadito la volontà di continuare a utilizzare Android. Com’è noto però, questo non dipende solo dal gigante di Shenzen, anche perché esattamente tra 10 giorni scadrà la sospensione del ban imposto dagli Stati Uniti, e a quel punto sapremo quello che sarà il destino dell’azienda cinese in relazione al robottino verde.

Secondo quanto dichiarato però, l’eventuale avvicendamento tra Android e HarmonyOS sarebbe rapidissimo, attuabile addirittura in un paio di giorni, così come dichiarato dalla stessa Huawei. L’azienda cinese non ha comunque rilasciato altri dettagli sul nuovo sistema operativo, il cui annuncio rappresenta evidentemente un’importante prova di forza nei confronti degli Stati Uniti.

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