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iPhone 11 Pro – Recensione


iPhone 11 Pro
RAM
4 GB
Archiviazione
64/256/512 GB
Schermo
5,8 pollici - 1125 x 2436 pixels
Fotocamera posteriore
Tripla cam, 12 MP + 12 MP + 12 MP
Batteria
3.046
Pagina 1: iPhone 11 Pro – Recensione

Immaginate un iPhone XS, ma più potente, con uno schermo migliore in grado di visualizzare immagini più definite, contrastate e luminose. Aggiungete una terza fotocamera posteriore, migliorate la ricezione grazie alla tecnologia MIMO 4X4, permettetegli di immergersi in acque più profonde, trattate il vetro posteriore così che sembri metallo e potenziate la batteria, per migliorare l’autonomia fino a quattro ore aggiuntive. Quello che state immaginando ora è il nuovo iPhone 11 Pro, molto simile all’iPhone XS dello scorso anno, ma in grado di offrire un’esperienza migliore sotto tutti i punti di vista. Ma è soprattutto la fotocamera, come vedremo, il vero punto di forza dell’iPhone di quest’anno.

Questa che state leggendo è la nostra recensione dell’iPhone 11 Pro, nei prossimi giorni pubblicheremo anche la recensione dell’iPhone 11 Pro Max, sostanzialmente simile al modello base ma con uno schermo più grande, e successivamente quella dell’iPhone 11, il degno sostituto dell’iPhone XR.

Scheda tecnica

Schermo 5,8 pollici OLED, 1242 x 2688, 458 ppi, 19.5:9
SoC A13 Bionic Hexa-core (2×2.65 GHz Lightning + 4×1.8 GHz Thunder)
RAM 4 GB
GPU Apple GPU quad-core
Storage 64/256/512 GB non espandibili
Fotocamera posteriore Triple camera, 12 MP f/1.8 + 12 MP f/2.0 + 12 MP f/2.4, Quad LED, video in 4K a 60 fps
Fotocamera anteriore 12 MP f/2.2
Sicurezza Riconoscimento del volto
Batteria 3.046 mAh
Ricarica Lightning, rapida
Connettività Bluetooth 5.0, Wi-Fi ax dual-band, GPS A-GLONASS BDS, NFC, Radio FM
Reti LTE
Dimensioni 144 x 71.4 x 8.1 mm
Peso 188 grammi
Sistema operativo iOS 13
Colori Grigio Siderale, Oro, Argento, Verde Notte
Prezzo A partire da 1.189 euro

Design

iPhone 11 Pro è sostanzialmente simile all’iPhone XS, ma se andiamo a controllare le misure scopriamo che è leggermente più largo, alto, spesso e pesante. Stiamo parlando di millimetri o frazioni di essi: 0,4 millimetri più alto e spesso, 0,5 millimetri più largo e 11 grammi in più di peso. Difficile accorgersi di queste differenze, anche con i due modelli a confronto ravvicinato.

Queste differenze hanno spinto alcuni produttori di protezioni per schermo a comunicare che i modelli per XS non sono compatibili con 11 Pro; avevo ancora una pellicola di XS, l’ho applicata al nuovo modello e non sento la necessità di dover acquistare una nuova protezione di mezzo millimetro più grande.

Nonostante queste differenze numeriche, ribadiamo che i due iPhone sono sostanzialmente identici per quanto riguarda forme e ingombro, nonché sensori e pulsanti. Sul bordo destro abbiamo il tasto di accensione / attivazione, in quello opposto i tasti del volume e l’interruttore per il “non disturbare”.

Il notch è sempre al suo posto, con la stessa forma e ingombro. Il vetro anteriore di protezione dello schermo è ben trattato per non catturare troppe impronte, e i bordi sono sempre in metallo lucido, perfettamente a filo con i due vetri protettivi.

Se le differenze, guardando l’iPhone dal davanti, sono ridotte, è dalla parte posteriore che si scopre che abbiamo a che fare con il nuovo 11 Pro. Primo di tutto la copertura in vetro è stata trattata per renderla satinata, al punto tale che somiglia più al metallo, che al classico vetro lucido, che fa capolino sull’XS.

È infine il trittico di obiettivi è il vero segno distintivo del nuovi iPhone. Non sappiamo ancora se ci piace o meno. Una volta inserito in una custodia il design è, in ogni caso,  migliorato, ma dobbiamo ammettere che stiamo discutendo su un fattore estremamente soggettivo. L’altra novità riguarda il nuovo colore “Verde notte”, un sorta di verde scuro molto intenso, che si affianca agli altri tre colori classici: oro, argento e grigio siderale.

Lightning vs. USB-C

iPhone 11 Pro è ancora dotato di un connettore Lightning, una soluzione non scontata considerando che Apple è già passata all’USB-C per gli iPad Pro e tutti i MacBook. Durante la presentazione di iPhone 11 Pro abbiamo chiesto il perché di questa scelta, considerando la flessibilità della connessione USB-C, che permette una maggior interoperabilità tra i dispositivi moderni.

La risposta è stata che per iPhone, differentemente ad esempio da iPad Pro, Apple non vede particolari ragioni tecniche per passare al nuovo standard USB. La compatibilità, nonché le prestazioni dell’USB, sono comode su un prodotto come l’iPad Pro, che può essere usato per attività impegnative, come ad esempio la connessione di un hard disk esterno per trasferire contenuti multimediali in grande quantità. iPhone è più uno smartphone, che un potenziale sostituto di un PC, e di conseguenza la velocità del Lightning è ancora più che sufficiente per tutte le attività.

Inoltre Apple non voleva deludere tutti gli utenti che hanno già molti accessori e cavi Lightning. Certo quest’ultima affermazione è vera, come lo è anche il contrario, dato che molte persone potrebbero trovarsi meglio con un solo cavo USB-C, appunto quello di un iPad Pro o di un MacBook.

In ogni caso il cavo Lightning presente all’interno della confezione è rinnovato, e all’estremità opposta è dotato di una connessione USB-C, mentre il carica batteria è da 18 watt, ed è in grado di ricaricare l’iPhone 11 Pro del 50% in solo mezz’ora.

Il SoC A13 Bionic

Come di consueto, Apple ha aggiornato il processore alla base di iPhone 11 Pro, l’A13 Bionic. I dati ufficiali parlano del 20% di prestazioni in più, assieme a un miglioramento dell’efficienza, da imputare maggiormente al processo produttivo a 7 nm di TSMC.

Un punto fondamentale del design del chip Apple riguarda la sua modularità, che permette ad Apple di controllare ogni parte del chip, dai core computazionali base agli engine neural core, memoria, cache e ogni altra singola parte del silicio in maniera autonoma, così da spegnere tutto quello che non serve e ottenere di conseguenza un grande risparmio energetico.

Se vi interessa una custodia per iPhone 11 vi consigliamo le cover di Mujjo che potete trovare su Amazon a questo link.

Buona parte della potenza del chip è oggi a supporto degli sviluppatori, che possono utilizzare tecniche come il machine learning per realizzare applicazioni da una parte più complesse, e dall’altra più efficienti. Apple ha fatto una lista di aree di miglioramento del suo chip che includono, oltre al già citato “apprendimento automatico”, anche una gestione energetica avanzata, Secure Enclave, HDR imaging, high-efficiency audio processing, depth engine, neural engine, pro display engine, desktop-class storage controller, pro video encoder, always-on processor, HDR video processor, camera fusion, computational photography, high performance unified memory, high bandwidth cache, advanced silicon packaging e enhanced OLED processing. Insomma, il pacchetto completo.

Inutile dire che iPhone 11 Pro è sempre veloce e scattante. Ormai da diversi anni vi diciamo che misurare le prestazioni di uno smartphone ha veramente poco senso, motivo per cui anche i produttori di SoC mobile si stanno concentrando più che sulle prestazioni, che comunque offrono sempre un miglioramento rispetto ai modelli precedenti, sull’inserimento e miglioramento di funzioni aggiuntive, come quelle citate poco fa.

Il chip U1

Tra le novità dell’iPhone 11 Pro c’è il chip U1, la cui lettera “U” sta per “Ultra Wideband”. Si tratta di una tecnologia di comunicazione senza fili a breve raggio direzionale, che può essere usata per la localizzazione spaziale nel trasferimento di informazioni.

Facciamo alcuni esempi. Se oggi attivate AirDrop per scambiare file tra i dispositivi Apple compatibili, l’iPhone identifica tutti i dispositivi compatibili e ve li propone in una lista. Non potete sapere quale dispositivo, tra quelli mostrati, è il più vicino a voi. Con il Chip U1 invece lo saprete, e addirittura potrete puntare l’iPhone in direzione di un dispositivo per identificarlo velocemente nella lista di quelli proposti.

Applicazioni future potrebbero, ad esempio, trasformare l’iPhone in una sorta di transponder direzionale per aprire l’automobile, o per ricercare dispositivi all’interno della casa, in maniera più accurata di quanto può fare GPS o Bluetooth.