Nel mondo della tecnologia mobile, l'innovazione spesso segue percorsi circolari dove ciò che oggi appare rivoluzionario potrebbe essere già stato sperimentato anni fa su piattaforme diverse. Questo fenomeno si manifesta chiaramente nelle recenti indiscrezioni riguardo l'iPhone 17 Pro, che secondo i rumor dovrebbe introdurre una funzionalità camera presentata come novità assoluta, ma che in realtà affonda le radici in oltre un decennio di storia Android. La capacità di registrare simultaneamente con fotocamera frontale e posteriore, spacciata come feature innovativa per i content creator, rappresenta l'ennesimo esempio di come Apple attinga dal vasto repertorio software della concorrenza per rinnovare la propria offerta.
Il ritorno delle funzioni dimenticate
La presunta novità dell'iPhone 17 Pro ricalca quasi perfettamente la Dual Shot del Samsung Galaxy S4, lanciato nel lontano 2013. Questa funzionalità permetteva già allora di catturare video utilizzando contemporaneamente entrambe le fotocamere del dispositivo, con possibilità di personalizzare la cornice del footage selfie e modificarne la posizione sullo schermo. Nel corso degli anni, caratteristiche simili sono diventate patrimonio comune di numerosi dispositivi Android, specialmente quelli provenienti dalla Cina continentale, oltre che dei Galaxy e degli smartphone LG.
Le voci di corridoio suggeriscono che Apple stia preparando un pacchetto di aggiornamenti fotografici significativi per la sua prossima ammiraglia. Il sensore da 48MP ad alta risoluzione sembra ormai dato per scontato, mentre le speculazioni più interessanti riguardano un periscopio aggiornato con lente mobile capace di zoom ottico 8X e una nuova app Pro Camera dedicata ai vlogger.
La corsa infinita al recupero
Quello che emerge chiaramente da questi rumor è il perpetuo gioco di catch-up che Cupertino continua a giocare nei confronti della concorrenza Android. Mentre i dispositivi Google e Samsung hanno già superato la fase dei periscoopi ultra-lunghi, puntando su sensori ad alta risoluzione che sfruttano il cropping assistito dall'intelligenza artificiale, Apple sembra ancora inseguire tecnologie che i rivali stanno già abbandonando per soluzioni più avanzate.
Il problema non risiede tanto nella singola funzionalità quanto nella strategia complessiva di innovazione. L'azienda di Tim Cook appare sempre più dipendente dal vasto catalogo di feature Android per alimentare le presentazioni annuali di settembre, quando la griglia di novità viene sventolata davanti agli utenti come prova di continua evoluzione tecnologica.
L'originalità perduta di Cupertino
Non c'è nulla di intrinsecamente sbagliato nell'adottare funzionalità che si sono dimostrate utili su altre piattaforme. Gli utenti iPhone meritano sicuramente di sperimentare il vero zoom lungo sui loro dispositivi, considerando che questa rimane una delle principali differenze tra i top di gamma Android e i presunti migliori smartphone Apple. Tuttavia, la preoccupazione cresce quando questa strategia diventa l'approccio predominante all'innovazione.
La sensazione è che Apple si trovi incastrata in un buco creativo dal quale fatica a emergere, limitandosi a selezionare caratteristiche esistenti dal mondo Android nella speranza che la maggior parte di esse risulti gradita al pubblico. Questo approccio "lanciare e vedere cosa attacca" rischia di compromettere quella reputazione di pionierismo tecnologico che ha sempre contraddistinto il marchio della mela.