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iPod, 18 anni fa Steve Jobs rivoluzionava l’industria discografica

Il 23 ottobre del 2001, esattamente 18 anni fa, Steve Jobs tirava fuori dalla tasca dei suoi immancabili jeans l’iPod di prima generazione. Un prodotto che rappresentava un unicum all’epoca, inserito in un contesto nel quale diretti concorrenti sembravano lontani anni luce. La famosa ghiera cliccabile, unitamente al display e all’hard disk interno da 5 Gigabyte (realizzato da Toshiba, un quantitativo enorme per quei tempi), offrivano un’esperienza utente talmente nuova da rivoluzionare, letteralmente, l’industria discografica.

L’iPod ha infatti dato avvio a una profonda rivoluzione nel modo di fruizione della musica. Dal momento del suo arrivo sul mercato, di fatto, la diffusione dei CD è progressivamente calata a favore del formato digitale. Come spesso accade nel mondo dell’elettronica di consumo, in quel momento storico Apple deteneva un vantaggio tecnologico enorme: poter immagazzinare migliaia di brani musicali, scorrere comodamente la propria libreria con la ghiera meccanica e sincronizzare i contenuti con una connessione FireWire (35 volte più veloce della USB 1.1), rappresentavano un salto di qualità enorme rispetto ai classici lettori mp3.

La prima generazione però era compatibile (e quindi poteva essere sincronizzata) solo con i Macintosh. Il vero successo planetario è arrivato l’anno successivo, nel 2002, quando Apple ha introdotto la compatibilità con Windows. Da quel momento, l’iPod ha iniziato a rappresentare per l’azienda di Cupertino ciò che oggi è l’iPhone, incidendo in maniera determinante sul fatturato e dando avvio a quella lunga stagione che ha trasformato la creatura di Steve Jobs in quel gigante economico che è oggi.

La storia successiva è nota ai più. Nel 2005 arriva l’iPod Nano, mentre nel 2007 l’iPhone di prima generazione dà una scossa al mondo della telefonia, iniziando a cannibalizzare tanti altri settori, incluso quello della fruizione della musica. Attualmente nel catalogo prodotti Apple, per certi versi incredibilmente, c’è ancora l’iPod Touch, che l’azienda di Cupertino continua a rinnovare ad intervalli più o meno regolari. Gli smartphone hanno ormai soppiantato i lettori mp3 e i servizi di streaming hanno definitivamente rivoluzionato il mercato discografico.

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