Il mercato degli smartphone pieghevoli si arricchisce di un nuovo protagonista che promette di ridefinire l'approccio alla produttività mobile. Motorola ha scelto di debuttare nel segmento dei dispositivi a libro con il razr fold, un terminale che abbandona il formato a conchiglia per cui il brand è diventato celebre negli ultimi anni, puntando invece su dimensioni generose e funzionalità pensate per chi cerca un'alternativa ai tradizionali tablet pieghevoli. La strategia è chiara: offrire un dispositivo che nella vita quotidiana si comporti come uno smartphone classico, ma che all'occorrenza si trasformi in una superficie di lavoro e intrattenimento molto più ampia.
L'architettura del motorola razr fold parte da un principio opposto rispetto ai pieghevoli compatti: quando è chiuso, il dispositivo mantiene uno schermo esterno da 6,56 pollici perfettamente utilizzabile per tutte le operazioni standard, eliminando quella sensazione di dover "aprire" il telefono per ogni interazione. È una scelta che strizza l'occhio a chi trova scomodi i display esterni ridotti di altri pieghevoli e preferisce la familiarità d'uso di uno smartphone tradizionale.
Ma è nell'apertura che il razr fold rivela la sua vera natura. Il pannello interno raggiunge gli 8,09 pollici con risoluzione 2K e tecnologia LTPO, offrendo quella che Motorola definisce "una grande tela" per il multitasking. L'azienda americana ha lavorato sulle interfacce adattive e sui layout flessibili, introducendo anche il supporto per il moto pen ultra, lo stilo proprietario che trasforma il dispositivo in uno strumento per prendere appunti e disegnare con maggiore precisione.
Sul fronte dell'intelligenza artificiale, Motorola ha scelto un approccio locale piuttosto che basato sul cloud. Le funzionalità AI on-device includono "Catch me up" e "Next Move", strumenti pensati per mantenere l'utente aggiornato e organizzato senza dipendere costantemente dalla connessione dati. Si tratta di assistenti che elaborano le informazioni direttamente sul dispositivo, garantendo maggiore privacy e tempi di risposta più rapidi rispetto alle soluzioni che richiedono l'invio di dati a server esterni.
Il comparto fotografico rappresenta uno degli aspetti più curati del progetto. Motorola ha implementato una tripla fotocamera posteriore da 50 megapixel che comprende un sensore principale, un'ottica ultrawide con funzione macro e un teleobiettivo periscopico con zoom ottico 3x. Quest'ultima soluzione, tipica dei flagship più costosi, permette di avvicinare soggetti distanti senza perdere qualità d'immagine, un vantaggio non scontato nel segmento dei pieghevoli.
La configurazione fotografica si completa con una fotocamera esterna da 32 megapixel, utilizzabile quando il dispositivo è chiuso per selfie e video senza necessità di aprirlo, e una fotocamera interna da 20 megapixel posizionata sul display principale per le videochiamate. L'integrazione del sensore Sony LYTIA e il supporto alla registrazione in Dolby Vision testimoniano l'ambizione di Motorola di competere anche nel campo della creazione di contenuti video, con sistemi di stabilizzazione avanzata che dovrebbero garantire riprese fluide anche in movimento.
Con questo lancio, Motorola completa la propria offerta nel mercato dei pieghevoli, affiancando al consolidato formato a conchiglia dei precedenti razr un dispositivo che si rivolge a un pubblico diverso: professionisti e creativi che cercano la versatilità di uno schermo grande senza rinunciare alla portabilità. Il razr fold si inserisce in un segmento già presidiato da competitor affermati, ma promette di differenziarsi grazie all'equilibrio tra dimensioni dello schermo esterno e funzionalità complessive, una scelta progettuale che potrebbe risultare vincente per chi trova troppo limitati gli schermi esterni dei concorrenti.