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Nokia, l’araba fenice della telefonia mobile

Il Mobile World Congress 2017 è stato mediaticamente dominato da Nokia che adesso è chiamata ad una concreta prova sul mercato da outsider, dopo anni di dominio assoluto.

Nokia è stata la dominatrice mediatica del Mobile World Congress 2017. La nuova versione del 3310 è ancora oggi uno dei trend topic principali sul web, ed in generale l'attenzione rivolta all'evento di presentazione tenutosi a Barcellona è stata davvero elevata. Il tutto senza che venisse presentato uno smartphone top gamma, l'unico grande assente della conferenza dell'azienda finlandese.

Considerando il percorso di Nokia nel mercato della telefonia mobile, tutto questo non può stupire. Basta operare una sorta di salto nel passato per rendersi conto di quella che è stata la sua posizione di assoluto dominio. Nel 2009, Nokia si attestava sul 36% di quota mercato, quasi il doppio di Samsung che occupava la seconda posizione con il 19%.

Immagine Corpo 1 Nokia
Quaota di mercato Nokia nel 2009

In quel momento si era agli albori del settore smartphone, con Android ed iOS che erano arrivati, rispettivamente, da uno e due anni sul mercato. Non a caso Symbian era il sistema operativo più diffuso nel segmento della telefonia mobile, con una quota mercato del 46%. Osservare dalla prospettiva odierna la creatura di Google attestarsi, nel 2009, al 3%, rende inevitabilmente l'idea di quanto lontano sia quel periodo tecnologico.

Questa sorta di fotografia rappresenta un percorso che ha visto Nokia dominare per 14 anni ininterrotti, con alcuni dispositivi che hanno letteralmente segnato un'epoca. Basti pensare, ad esempio, al Nokia 1110, commercializzato nel 2005 e divenuto rapidamente il cellulare più venduto nella storia, con 250 milioni di esemplari venduti a livello globale. Per fare un rapido parallelismo, le vendite di iPhone 7 e 7 Plus si sono attestate, ad oggi, su 75 milioni di unità.

Immagine Corpo 2 Nokia
Quota di mercato Symbian nel 2009

Il successo dell'azienda finlandese non è stato però determinato solo dai classici feature phone, ma anche da dispositivi che, di fatto, sono stati in grado di far intravedere un possibile sviluppo futuro dell'intero settore. Come dimenticare, sempre datata 2005, la storica serie N, con il capostipite N70 che ha aperto la strada ad una gamma che ha visto la presentazione di nuovi modelli fino al 2010, in piena esplosione del fenomeno smartphone.

È stato inevitabilmente tutto il lavoro di ricerca e sviluppo che ha permesso a Nokia di potersi imporre a livello globale. Investimenti che hanno consentito, ad esempio, di poter proporre per prima un concetto di fotocamera di qualità in un telefono cellulare (grazie anche alla collaborazione con Zeiss), realizzando tecnologie come quella Pure View che ha portato il Nokia 808 ad essere premiato al Mobile World Congress 2012 (dunque con l'azienda in crisi) come Best New Mobile Handset, Device or Tablet.

Immagini Corpo 4 Nokia
Nokia 808 con obiettivo Carl Zeiss

Ed è probabilmente questo il grande punto interrogativo attorno ad HMD Global, ovvero la capacità di investire in ricerca e sviluppo, da sempre un fiore all'occhiello per l'azienda finlandese. Quel concetto di continua sperimentazione che oggi manca all'intero settore smartphone, e che potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta per potersi fare spazio in una realtà estremamente satura e competitiva.

I numeri mediatici fatti registrare al Mobile World Congress 2017 sono stati senza dubbio incoraggianti, e rappresentano il primo elemento concreto da cui ripartire, al fine di permettere a Nokia di poter rinascere dalle proprie ceneri.