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Noti marchi includono spyware negli smartphone venduti in Cina

Una ricerca ha evidenziato come tre dei più noti marchi di smartphone cinesi includano spyware nei device venduti in Cina.

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Avatar di Silvio Colombini

a cura di Silvio Colombini

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 14/02/2023 alle 15:00
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Stando ai risultati di una ricerca, alcuni noti marchi di smartphone cinesi incorporerebbero degli spyware nelle applicazioni pre-installate.

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Ad affermarlo sono stati Haoyu Liu e Paul Patra, entrambi “legati” all’università di Edimburgo, e Douglas Leith del Trinity College di Dublino che hanno fatto la scoperta dopo alcune accurate e approfondite ricerche a carico dei modelli di punta di tre notissimi marchi.

Lo studio, pubblicato sotto il nome di “Android OS Privacy Under the Loupe – A Tale from the East” (letteralmente: Privacy del sistema operativo Android sotto la lente di ingrandimento: un racconto dall'est) nello specifico punta il dito contro Xiaomi, Realme e OnePlus. La ricerca ha rivelato che le app pre-installate inviano grosse quantità di informazioni sensibili ai venditori dei dispositivi nonché agli operatori di rete mobile cinesi: tra i dati raccolti ci sono, ad esempio, connessioni social, identificativi di posizione e profili dell’utente. Il tutto senza chiedere autorizzazioni di alcun tipo né, tantomeno, rendere nota la cosa ai proprietari dei dispositivi.

Tranquillizziamo, almeno in parte, i lettori: secondo quanto riportato, l’indagine è stata effettuata su smartphone venduti e distribuiti in Cina. Tuttavia, proprio sulla base dei risultati ottenuti, i tre ricercatori si sono spinti a chiedere “controlli più severi sulla privacy per aumentare la fiducia della gente comune nelle società tecnologiche", sottolineando che molte sono "parzialmente di proprietà statale".

Non solo, la stessa ricerca ha evidenziato che gli smartphone venduti in Cina abbiano un quantitativo di app di terze parti preinstallate da tre a quattro volte superiore e un numero di autorizzazioni da otto a dieci volte superiore rispetto ai telefoni distribuiti in altri Paesi. Tra gli elementi accusati di inviare dati sensibili sono state individuate diverse app di navigazione e input, oltre a varie app di notizie, streaming video e acquisti online fornite con il firmware cinese pronto all'uso.

Gli autori dello studio hanno evidenziato come, in Cina, i diritti alla privacy e all’anonimato siano praticamente inesistenti: basti solo considerare che ogni numero di telefono nel Paese è registrato con un ID cittadino. I ricercatori hanno anche avvertito che non sia da escludere la possibilità di un potenziale tracciamento, anche se gli utenti viaggiano all'estero.

Fonte dell'articolo: arxiv.org

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