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Olimpiadi Tokyo 2020, medaglie fatte con vecchi smartphone

Il Giappone ha quattro anni per migliorare la raccolta dei rifiuti elettronici e riuscire così a recuperare il metallo necessario per forgiare le medaglie da consegnare ai vincitori delle gare sportive. Un'iniziativa che può stimolare molti a fare meglio la raccolta differenziata.

Le Olimpiadi di Tokyo 2020 ci hanno già portato ad ammirare il Giappone grazie a un video promozionale che valorizza la cultura nipponica degli anime e dei videogiochi, nel quale nientemeno che il primo ministro si presta a una trasformazione digitale nel famoso Mario.

Ma se questo è un giochino simpatico per ricordarci il prossimo appuntamento olimpico, il Giappone mette sul tavolo anche un'iniziativa molto più seria: le medaglie consegnate agli atleti vincitori saranno realizzate a partire da vecchi smartphone e altri dispositivi elettronici, che cederanno oro, argento e bronzo.

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Foto: pn_photo / Depositphotos

Un gesto che ovviamente non risolverà l'annoso problema dei rifiuti elettronici ma che, proprio per la portata dei Giochi Olimpici, potrebbe aiutare a renderci tutti un po' più sensibili a riguardo. E se il modo migliore per non creare rifiuti è usare più a lungo i dispositivi e ripararli, è vero anche il fatto che riciclarli può aiutare a preservare la salute del Pianeta e di conseguenza quella di tutti noi. La decisione infatti è stata presa, lo scorso dieci giugno, pensando al "futuro sostenibile".

Per l'occasione il materiale da recuperare è relativamente poco: per Londra 2012 sono bastati 9,6 Kg d'oro, 1.210 Kg d'argento e 700 Kg di rame (componente principale del bronzo). Non molto, se si considera che il Giappone nel 2014 è riuscito a recuperare dai rifiuti elettronici 143 e 1.566 Kg di oro a argento, nonché 11.120 tonnellate di rame. Secondo la rivista Nikkei l'oro e l'argento recuperati dal RAEE giapponese sono il 22% e il 16% delle riserve mondiali.

Il Paese nei prossimi anni si impegnerà a migliorare ulteriormente la raccolta differenziata di rifiuti elettronici: oggi si producono circa 650.000 tonnellate di RAEE, ma si stima che solo 100.000 (circa) finiscano per essere riciclate. A titolo di confronto, il Centro di Coordinamento RAEE ci informa del fatto che in Italia siamo a 131.430 tonnellate nel solo 2016 (fino a luglio) e che nel 2015 abbiamo separato 112mila tonnellate circa di rifiuti elettronici. Non sono quantificate però le materie ottenute dalle operazioni di riciclaggio.

Non è sicuro, comunque, che il Giappone riuscirà a ottenere tutto il metallo necessario per le medaglie, perché quello recuperato dai rifiuti è già assorbito quasi tutto per produrre altri dispositivi elettronici – questo è vero in particolare per l'argento. Ma forse la diffusione di questa notizia invoglierà i giapponesi a fare ancora più attenzione a dove gettano i propri rifiuti. Naturalmente è importante che il cittadino abbia a disposizione un servizio di raccolta che sia abbastanza comodo da usare: voi ne avete uno?