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OnePlus Watch, ecco perché non ha Wear OS

Proprio da qualche giorno OnePlus Watch è realtà, il primo smartwatch dell’azienda Cinese che si è fatta grande negli anni a suon di “flagship killer”.

OnePlus Watch

Di acqua sotto i ponti ne è passata da quell’aprile 2013 e OnePlus è diventata sempre più importante e presente sul mercato, producendo dispositivi di ottima fattura. Smartphone, cuffie, accessori ed ora anche gli smartwatch.

OnePlus Watch

Fin da quando arrivarono a palesarsi i primi rumors sul fatto che un indossabile era in progetto, fu abbastanza lecito pensare che sarebbe stato usato Wear OS. E invece la risposta è no perché ora che è ufficiale sappiamo che l’azienda ha scelto di fare da se e di cucire addosso al prodotto il software che essa stessa pensava di eseguire: si chiama RTOS.

I vertici di OnePlus hanno rilasciato quanto segue:

Abbiamo scelto di utilizzare un sistema operativo sviluppato sulla base di RTOS perché riteniamo che fornisca un’esperienza fluida ed affidabile offrendo al contempo una durata della batteria eccezionale, coprendo alcune delle maggiori preoccupazioni che abbiamo appreso da persone che acquistano uno smartwatch.

Ovviamente RTOS è strutturato diversamente da Wear OS, ad esempio il modo in cui vengono gestite le attività. Le funzioni vengono avviate solo quando necessario e i task vengono messi in una sorta di risparmio energetico per garantire una durata della batteria soddisfacente. Le memorie veloci poi fanno il resto con una ripresa delle funzioni rapida e veloce.

Ma come per ogni cosa, ovviamente, c’è anche il rovescio della medaglia. Wear OS dispone di uno Store sconfinato e le App per RTOS sono sicuramente più limitate. L’azienda ha scelto di utilizzare RTOS per il suo OnePlus Watch per ottemperare a ciò che cercano i clienti in uno smartwatch, venendo incontro alle esigenze che la gente si aspetta di trovare.

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