Il mondo della navigazione web si prepara a un nuovo sconvolgimento, con OpenAI che sta per lanciare il suo browser proprietario dotato di intelligenza artificiale integrata. Secondo fonti vicine all'azienda, il debutto potrebbe avvenire nell'arco di poche settimane, rappresentando un passo cruciale nella strategia di espansione della compagnia californiana. L'obiettivo dichiarato è quello di penetrare più profondamente nella vita quotidiana degli utenti, sia professionale che personale, attraverso un ecosistema di servizi sempre più interconnessi.
La sfida ai giganti del web
La mossa di OpenAI arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, con Google Chrome che domina il mercato con oltre 3 miliardi di utenti. Tuttavia, l'azienda di Sam Altman può contare su una base solida di oltre 500 milioni di utenti attivi settimanali di ChatGPT, un bacino potenziale significativo per il nuovo browser. Paradossalmente, il prodotto dovrebbe essere costruito su Chromium, la stessa base open-source utilizzata da Chrome, Edge e Opera.
La strategia non è completamente inedita nel panorama tecnologico. Perplexity ha già lanciato mercoledì scorso il suo browser Comet, attualmente disponibile solo per gli abbonati del piano Max da 200 dollari mensili. Anche Opera ha presentato a maggio una versione "completamente agenziale" del suo browser, dimostrando come l'integrazione dell'IA stia diventando il nuovo standard del settore.
L'intelligenza artificiale come chiave di volta
Il cuore del nuovo browser di OpenAI sarà rappresentato dalle funzionalità di intelligenza artificiale agenziale, simili a quelle di Operator. Questi strumenti promettono di eseguire azioni concrete per conto degli utenti, come prenotare ristoranti o gestire appuntamenti. L'accesso diretto ai dati di navigazione potrebbe fornire all'IA le informazioni necessarie per operare in modo più efficace e personalizzato.
Una caratteristica distintiva del browser sarà la tendenza a mantenere le interazioni all'interno dell'interfaccia del chatbot, riducendo la necessità di visitare direttamente i siti web. Questo approccio ricorda le AI Overviews di Google e potrebbe rappresentare una sfida per i proprietari di siti web, che vedrebbero ridotto il traffico verso le loro pagine, pur rimanendo le fonti primarie delle informazioni utilizzate dall'IA.
Dati e opportunità strategiche
La raccolta di dati degli utenti rappresenta un elemento centrale della strategia di OpenAI. L'esempio di Google dimostra come le informazioni raccolte attraverso Chrome siano fondamentali per il targeting pubblicitario e lo sviluppo di servizi personalizzati. Per OpenAI, l'accesso a questi dati potrebbe accelerare lo sviluppo delle sue capacità di intelligenza artificiale e aprire nuove opportunità di monetizzazione.
Il timing del lancio potrebbe rivelarsi particolarmente favorevole. Il Dipartimento di Giustizia americano ha chiesto a Google di cedere Chrome, dopo che un giudice ha stabilito che l'azienda opera come monopolista nel settore delle ricerche, violando lo Sherman Act. OpenAI ha già manifestato interesse per un'eventuale acquisizione del browser più utilizzato al mondo, qualora Google fosse costretta a venderlo.
Il progetto sembra aver preso forma concreta dopo l'assunzione di due ex dirigenti di Google che hanno contribuito alla creazione di Chrome. Questa mossa, riportata già lo scorso anno, ha alimentato le speculazioni su un possibile ingresso di OpenAI nel mercato dei browser, speculazioni che ora sembrano trasformarsi in realtà.