Telefonia

Per gli Stati Uniti, ZTE resta ancora una minaccia

Nessuno spiraglio di apertura da parte degli Stati Uniti nei confronti di ZTE. La Federal Communications Commission (FCC, autorità americana per le comunicazioni) ha respinto la richiesta della compagnia di cinese di non essere considerata come una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. ZTE, così come Huawei, è stata messa al bando nel Paese a stelle strisce per presunti rapporti con il governo di Pechino che potrebbe sfruttare i colossi asiatici per mettere in atto attività di spionaggio. Minacce sempre respinte dagli accusati.

Il Presidente della FCC, Ajit Pai, ha definito il rifiuto della richiesta come “un altro passo importante per proteggere le reti di comunicazione statunitensi dai rischi per la sicurezza”. In un tweet diffuso da Pai, il Presidente sottolinea che ZTE non ha esplicitamente negato le accuse secondo cui – a detta degli USA –  “la legge cinese impone controlli sia legali che extralegali ai cittadini cinesi e ai cittadini stranieri, alle aziende e alle organizzazioni che operano in Cina per fornire accesso, cooperazione e supporto alle attività di raccolta di informazioni del governo”.

Come si legge dal lungo comunicato pubblicato da Pai sul sito dell’autorità, a dicembre la FCC ha intenzione di votare un ordine che attua il Secure and Trusted Communications Networks Act del 2019. Le nuove regole stabiliranno le procedure e i criteri per la pubblicazione di una lista nera contenente le apparecchiature e i servizi di comunicazione che rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale.

Su queste basi, agli operatori verrà richiesto nuovamente di rimuovere queste apparecchiature e verrà istituito un programma di rimborso per l’implementazione di reti sicure e affidabili. Di fatto, le aziende USA non potranno attingere al noto fondo governativo di 8,3 miliardi di dollari pe acquistare attrezzatture da società inserite in questa lista nera.

Per il momento, non ci sono state dichiarazioni nei confronti di Huawei ma una decisione relativa al colosso di Shenzhen dovrebbe essere presa ugualmente nel corso del mese di dicembre. Insomma, è una battaglia che sembra destinata a continuare nonostante il cambio della presidenza della Casa Bianca.

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