Android

Perché l’Irlanda rifiuta i 13 miliardi di Apple?

Quale paese europeo potrebbe mai rinunciare a più di 13 miliardi di euro? La decisione dell'Irlanda di appellarsi all'ordine della Commissione UE, per il caso fiscale Apple, sembra incomprensibile eppure la risposta è nel giro di affari che lega la "terra fertile" (dal celtico ĪweriÅ«) agli Stati Uniti.La Camera di Commercio irlandese conferma che le aziende statunitensi insediate sono ormai 700 e impiegano circa 140mila addetti. Fra queste: Facebook, Intel, Microsoft, Linkedin, PayPal, Twitter, Apple, Dell, Google, etc.

ireland usa

Il volume di affari è superiore a 71 miliardi di euro all'anno. Inoltre grazie alle facilitazioni del governo nazionale queste aziende hanno investito sul territorio negli ultimi 26 anni ben 247 miliardi di euro.

In pratica per gli Stati Uniti è il foreign direct investment (FDI) di riferimento mondiale per il settore chimico (che include l'industria farmaceutica) e il secondo per quello informatico.

I colossi statunitensi contribuiscono alle entrate fiscali con circa 2,6 miliardi di euro e ulteriori 11,6 miliardi confluiscono nell'economia nazionale in termini di stipendi, beni e servizi. Inoltre esportano dall'Irlanda circa 89 miliardi di euro di prodotti in ogni parte del mondo.

Insomma, accettare di far pagare a Apple miliardi di dollari frutto di accordi con il governo nazionale potrebbe essere controproducente. Il paese potrebbe perdere la fiducia e il volume di affari generato dalle aziende statunitensi. Per di più l'impatto sul lavoro sarebbe devastante.

Non a caso il Ministro delle Finanze Michael Noonan ha dichiarato che darà battaglia alla richiesta di Bruxelles, come d'altronde ha già annunciato Tim Cook. Il Gabinetto irlandese però non ha una posizione unanime e sebbene venerdì pomeriggio sia giunto a un accordo per l'appello, questo mercoledì bisognerà attendere l'ok della Camera Bassa (Dáil). A prescindere dall'esito del voto – che comunque non dovrebbe riservare sorprese – verrà istituita una commissione di indagine per fare luce sui trattamenti fiscali di tutte le multinazionali che hanno sede nel paese.

apple cork
Sede Apple a Cork

Il Commissario UE alla concorrenza Margrethe Vestager ha dichiarato di non voler "rendere la vita difficile alle imprese responsabili che pagano la loro giusta quota di tasse, al contrario, voglio assicurarmi che tutti abbiano un'uguale possibilità di successo" sul mercato.

Gli esperti del settore sostengono che per dirimere la questione ci vorrà molto tempo. La battaglia legale è appena iniziata, ma da qui all'epilogo l'Irlanda potrebbe rischiare moltissimo. Comprensibile che voglia difendere chi l'ha risollevata dalla crisi nera del 2008. Quando la bolla immobiliare e la tempesta finanziaria globale ridussero la "tigre celtica" in micetto da salvare.