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Poco M4 Pro 5G recensione: è la sostanza che conta

Il nuovo Poco M4 Pro 5G è sul mercato solo da poche settimane, ma è già riuscito ad attirare l’attenzione di molti. Con questo smartphone l’azienda, che ricordiamo essere una costola del brand cinese Xiaomi, rinnova la sua serie low-cost M garantendo agli utenti caratteristiche che difficilmente si assocerebbero ancora oggi ai terminali più economici, come la connettività 5G e un display con frequenza di refresh adattiva a 90Hz.

POCO M4 Pro 5G

Ovviamente, per raggiungere questi risultati rientrando in una fascia di prezzo medio-bassa, sono stati necessari alcuni compromessi: basterà una scheda tecnica sorprendente a consacrare il Poco M4 Pro 5G come best buy di fine 2021 o sarà il caso di ridimensionare le nostre aspettative?

Per saperlo con certezza abbiamo provato per voi, nel corso delle ultime due settimane, un Poco M4 Pro 5G nella configurazione da 6/128GB, lo abbiamo testato nell’uso quotidiano e spinto ai suoi limiti in diverse situazioni di stress. Ecco com’è andata.

Design: farsi notare è un bene?

Il Poco M4 Pro 5G è un telefono low-cost, ma che certamente non intende passare inosservato. Poco eredita il design e l’hardware dello Xiaomi Redmi Note 11, smartphone distribuito sul mercato cinese sotto l’egida della casa madre, ma lo rende proprio con un’operazione di rebranding evidente soprattutto nella scocca posteriore.

Il modello che ho ricevuto in prova presenta la colorazione Cool Blue, un azzurro chiaro con un gradevole effetto frosted che valorizza il policarbonato utilizzato per il retro donandogli una texture opaca piacevole al tocco e un effetto cangiante sotto diverse angolazioni. Anche se personalmente propendo per palette più scure e minimali nei dispositivi tecnologici avrei accettato di buon grado il tocco di colore, se non fosse stato per l’ampia “isola” nera che occupa l’intera parte alta del retro del dispositivo e sulla quale campeggia il nome del brand a caratteri cubitali.

POCO M4 Pro 5G

Preferire uno smartphone dall’aspetto più elegante o più sportivo resta in ogni caso una decisione individuale: se questo branding così aggressivo non è di vostro gusto sarete contenti di trovarlo decisamente più smorzato nella colorazione Power Black. Estetica a parte, i bordi sono anch’essi di materiale plastico ma con effetto metallico e appaiono ben rifiniti e, complici i quasi 200g di peso, il Poco M4 Pro 5G dà un’apprezzabile sensazione di solidità in mano.

A traballare, nel senso letterale del termine, è invece il pulsante dedicato a blocco e sblocco dello schermo, collocato sul lato destro del device insieme al rocker del volume. Questo bottone, che alloggia anche un lettore d’impronte incredibilmente reattivo e preciso per la fascia di prezzo, presenta (almeno nel terminale che ho ricevuto in prova) un gioco quasi impercettibile, ma che contrasta comunque con il resto del look and feel del telefono.

Sul lato inferiore del Poco M4 Pro 5G sono invece presenti uno dei due speaker stereo, il microfono, la porta USB Tipo-C e il jack 3,5mm per gli auricolari con filo. Il lato superiore invece alloggia un LED a infrarossi che permette al dispositivo di essere utilizzato come telecomando; per finire sul lato sinistro è invece collocato lo slot per le schede. Il Poco M4 Pro 5G può accogliere due nanoSIM o una sola SIM insieme a una scheda MicroSD per l’espansione di memoria.

Poco offre in dotazione, oltre allo smartphone in sé, una confezione ricca di accessori: se alcuni sono un pensierino apprezzabile ma comunque di fattura estremamente economica, come la pellicola protettiva sul display e la cover in silicone trasparente, un altro è invece encomiabile. Mi riferisco al caricatore per la ricarica rapida da 33W, che Poco inserisce nella confezione di vendita dello smartphone permettendo agli utenti di usufruire di uno dei punti di forza maggiori del telefono out of the box, senza bisogno di acquisti aggiuntivi.

Display pallido ma reattivo

Il Poco M4 Pro 5G presenta un pannello display da 6,6 pollici con tecnologia LCD e risoluzione FullHD. Il fiore all’occhiello di questo comparto è costituito senza dubbio dalla frequenza di aggiornamento adattiva a 90Hz, con il campionamento del touchscreen che arriva addirittura a punte di 250Hz. L’opzione che attiva la frequenza a 90Hz è disattivata di default in quanto influisce sulle prestazioni della batteria, ma se attivata contribuisce a rendere ancora più fluida un’esperienza d’uso che già, come vedremo più avanti, non presentava criticità.

Certo, non basta l’implementazione di questa tecnologia a trasformare magicamente questo smartphone in un top di gamma: sotto la luce solare il display, che sulla carta raggiunge i 450nit di luminosità massima, inizia a mostrare la sua vera natura; mancano i neri assoluti dei pannelli OLED e la calibrazione dei colori è soddisfacente solo se la si imposta sulla configurazione “Intenso”.

Contestualizzando tuttavia il display del Poco M4 Pro 5G all’interno della rispettiva fascia di prezzo si resta comunque soddisfatti: lo schermo è più che sufficiente nella maggior parte delle condizioni di luce e molto reattivo nell’uso quotidiano, con pochissimi lag o tentennamenti. Ho trovato inoltre calibrata molto bene l’impostazione che permette di ridurre lo sforzo visivo dando una tonalità calda al display di notte (o qualora lo si desideri), denominata “Modalità Lettura” sulla MIUI.

Poco M4 Pro 5G: nato per intrattenere

Nel presentare al pubblico il nuovo Poco M4 Pro 5G il CEO Kevin Qiu aveva indicato i giovani utenti come la fascia di pubblico ideale per la serie M, di cui questo smartphone è l’ultima iterazione. I ragazzi sono però un target particolarmente esigente: uno smartphone come il Poco M4 Pro 5G deve dimostrarsi, per essere all’altezza di questa destinazione d’uso, capace di tenere il passo con l’utilizzo di app sempre più complesse, lunghe sessioni di gaming e una continua creazione e riproduzione di contenuti.

Ho pertanto testato inizialmente questo telefono con la routine d’uso di un’adolescente, rimanendone piacevolmente sorpresa: tra scrolling su TikTok e riproduzione continua di video da YouTube non ho notato sbavature o lag di alcun tipo. Questa affidabilità nelle prestazioni è frutto un equilibrio particolarmente riuscito tra il processore Mediatek Dimensity 810 e le altre componenti dello smartphone.

Nonostante gli evidenti compromessi attuati per rientrare nella fascia di prezzo, si crea nell’utilizzo del Poco M4 Pro 5G un’esperienza immersiva che sarà di certo apprezzata dai più giovani: l’utilizzo dei social beneficia della frequenza di refresh a 90Hz e gli altoparlanti stereo, anche se non calibrati perfettamente, assolvono appieno la loro funzione.

Sono poi passata a utilizzare il Poco M4 Pro 5G spostando temporaneamente su questo device la mia routine quotidiana, che fa ampio uso soprattutto della suite Google. Anche come “muletto” lo smartphone se la cava egregiamente, anche se purtroppo devo segnalare la presenza di lag nell’apertura di documenti e database in cloud particolarmente pesanti. A parte questa piccola sbavatura, che comunque si risolve attendendo qualche secondo o riaprendo l’app, questo smartphone può essere utilizzato più che tranquillamente anche come terminale principale.

Fotocamere, un’occasione sprecata?

Sulla scheda tecnica l’inserimento di un sensore principale da 50MP nel comparto fotografico del Poco M4 Pro 5G aveva fatto ben sperare in un salto di qualità da parte del brand: lo sforzo è certamente apprezzabile, ma purtroppo gli scatti effettuati con questo dispositivo ne tradiscono appieno la sua collocazione in fascia medio-bassa. Senza dubbio è condivisibile da parte di Poco la scelta di rimuovere dal comparto il sensore macro e il teleobiettivo per concentrarsi sulle fotocamere principali, ma i compromessi attuati in questo campo non finiscono qui.

L’obiettivo principale utilizza un sensore da 50MP con f/1.8 dalle prestazioni più che sufficienti in condizioni di buona luce naturale, con uno zoom 2x digitale ma ottimizzato molto bene, in grado di registrare video con risoluzione massima 1080p anche a 60fps.

Purtroppo la qualità delle fotografie scende in modo abbastanza precipitoso negli interni illuminati con luce artificiale, come si vede in questi scatti realizzati a pochi minuti di distanza.

Ho inoltre riscontrato una certa difficoltà nella messa a fuoco in alcune condizioni, per esempio cercando di inquadrare elementi lontani come le cime dei palazzi. Al contrario del sensore principale sono stata invece sorpresa dal grandangolo, che gestisce la distorsione agli angoli degli scatti molto meglio rispetto anche ad altri medi di gamma dal prezzo più alto rispetto al Poco M4 Pro 5G.

Proprio come nel caso del display, i colori degli scatti di questo smartphone appaiono leggermente sottotono di default; ho notato a questo proposito un sensibile miglioramento nella resa cromatica rispetto ai toni reali dei soggetti se si imposta il primo dei filtri live disponibili nel menù dedicato, “Vivace“. L’ottimizzazione HDR può essere impostata in modo da attivarsi automaticamente o restare attiva di default; se si sceglie la prima impostazione lo smartphone sarà abbastanza “pigro” ad attivare questa impostazione, ma le foto così ottenute sono soddisfacenti per la fascia di prezzo del telefono.

Risulta sorprendente anche la modalità Ritratto che permette di realizzare, anche senza lente bokeh, scatti non solo a persone ma anche a oggetti più ravvicinati con una buona precisione nel rilevamento dei contorni. Non si tratta certamente di nulla di paragonabile agli scatti di una macchina fotografica, ma per la condivisione sui social questi scatti risultano del tutto adeguati.

Scattando in notturna emerge un’altra debolezza della fotocamera del Poco M4 Pro 5G: lo scarso bilanciamento della luminosità in presenza di fonti di luce intensa come segnali al neon e altri tipi di illuminazione. Segue a ruota la modalità Notte, che tende anch’essa a illuminare “a giorno” gli scatti ma rientra comunque nella sufficienza a patto di avere una superficie stabile su cui appoggiare lo smartphone mentre si scatta.

Merita invece un encomio una feature piccola ma molto utile: la modalità Documenti di Poco, che permette di eseguire scannerizzazioni rapide e molto precise a colori o in bianco e nero senza bisogno di scaricare app di terzi.

Prestazioni da mid-range

Smartphone Geekbench 5 Geekbench ML 3Dmark PCMark Work 3.0 Speedometer 2.0 Jetstream 2
Single core Multi core CPU GPU NNAPI Wild Life Wild Life Stress Test Performance
Poco M4 Pro 5G 599 1823 233 434 407 1235
(7,40 fps)
1235 – 1231
(99,7%)
8471 36,9 (±1,9) 43050
Nokia X10 508 1664 206 476 246 981
(5,90 fps)
982 – 978
(99,6%)
6946 38,16 (±0,26) 47509
Oppo Reno6 717 2066 210 544 939 2022
(12,20 fps)
2020 – 2010
(99,5%)
8062 35,5 (±1,9) 51249

Nel Poco M4 Pro 5G batte un cuore Mediatek, grazie al processore Dimensity 810 5G, un chip realizzato con processo di produzione a 6nm dotato di due core Cortex-A76 a 2,4GHz, sei core ad alta efficienza ARM Cortex-A55 a 2,0GHz e una scheda grafica ARM Mali-G57 MC2 a 1068MHz.

8 best features of the MediaTek Dimensity 810 | MediaTek (en)

Questo SoC è pensato per garantire ai dispositivi nel quale è inserito un ottimo equilibrio tra durata della batteria e prestazioni: nell’utilizzo quotidiano lo smartphone si rivela in effetti molto performante, specialmente per un dispositivo low-cost. Nello specifico la versione da me provata può inoltre contare su ben 6GB di memoria RAM e 128GB di storage, valori più da mid-range che da base di gamma. Nell’uso quotidiano, come già notato, lo smartphone presenta infatti lag solo nella gestione di file particolarmente pesanti.

I benchmark effettuati su questo dispositivo rilevano valori generalmente modesti, ma del tutto in linea con la fascia di prezzo in cui si colloca: il Poco M4 Pro 5G regge bene il confronto con un altro smartphone di fascia medio-bassa come il Nokia X10, ma anche di fronte a un competitor dal prezzo ben più alto come l’Oppo Reno6 conserva dei punti di forza non trascurabili. Il benchmark PCMark Work 3.0 ha rilevato infatti una performance di sistema con punteggio di 8471, addirittura superiore rispetto al valore raggiunto da Oppo e ben lontano dal 6946 del Nokia.

La durata della batteria, che già sulla carta può vantare una capacità da ben 5000mAh, è uno dei fiori all’occhiello del Poco M4 Pro 5G. Sempre nel test PCMark Work 3.o, che si esegue con connettività Wi-Fi abilitata e schermo al 50% di luminosità, l’autonomia dello smartphone ha raggiunto un ottimo risultato di oltre 17 ore: uno dei risultati migliori in assoluto nei nostri benchmark, superato solo dal Nokia X10 con le sue 18:46 ore di autonomia.

Il Poco M4 Pro 5G supporta anche la ricarica rapida Mi Turbo Charge, che grazie al caricatore da 33W incluso nella confezione permette di ripristinare il 100% dell’autonomia in poco più di un’ora, con un risultato non lontano dai 59 minuti dichiarati dall’azienda nella scheda tecnica.

Per quanto riguarda il gaming ho testato questo smartphone con i casual games preinstallati e con il racing game Asphalt 9. Per quest’ultimo titolo ho attivato la modalità Turbo, ossia la configurazione ad alte prestazioni pensata da Poco per il gaming: in questo modo lo smartphone ha retto anche le grafiche in risoluzione massima, mantenendo l’esperienza di gioco fluida e reattiva. D’altro canto il retro dello smartphone ha iniziato a scaldarsi solo dopo pochi minuti di gioco, senza mai raggiungere tuttavia livelli critici.

MIUI 12.5: continuiamo così!

Il Poco M4 Pro 5G arriva sul mercato italiano con installata la più recente personalizzazione di Android di casa Xiaomi, la MIUI 12.5 Global basata su Android 11, a cui si aggiunge il launcher firmato Poco che presenta una pratica suddivisione delle applicazioni installate in menù a seconda della loro destinazione d’uso.

Sebbene non dia ancora la stessa sensazione di completezza e coesione interna della One UI o di Android Stock, devo dire che la MIUI è maturata tantissimo nel corso del tempo, rivelandosi più che adeguata per gran parte degli utenti con ben poche sbavature.

Alcuni elementi della UI (in particolare nella barra delle notifiche) sono sbilanciati dal punto di vista delle dimensioni e la schermata di visualizzazione delle app aperte a doppia colonna è meno intuitiva rispetto ad altre interfacce, ma si tratta davvero di critiche minori che non impattano in alcun modo l’esperienza d’uso effettiva. Buono anche il multitasking; manca invece il Picture-in-Picture, ma a mio parere non si tratta affatto di una feature imprescindibile.

La reputazione negativa associata alle prime iterazioni della MIUI è ormai un lontano ricordo: non sono presenti pubblicità di alcun tipo nell’esperienza quotidiana, meno che mai annunci invasivi o sconvenienti e il bloatware si è ridotto in modo consistente. Direi anzi che, data la destinazione d’uso di questo smartphone, trovare preinstallate le app dei principali social network e alcuni instant games è addirittura un pregio per i più giovani.

Sono presenti inoltre sul Poco M4 Pro 5G altre utilità preinstallate senza infamia e senza lode, specie nel caso del blocco note che, come dimostra Samsung, può rivelarsi uno strumento potentissimo se ottimizzato a sufficienza. Questo smartphone può vantare anche, al contrario dei device Huawei più recenti, l’accesso ai servizi e alla suite Google: l’azienda ne fa un punto di forza al punto da citarli addirittura sul lato della confezione dello smartphone, ma per una buona esperienza d’uso sui terminali Android risultano senza dubbio fondamentali.

Conclusioni

Ci sono molti motivi per comprare un device di fascia medio-bassa anche oggi, in particolare per i più giovani: si può trattare del primo smartphone comprato in autonomia, o addirittura del primo telefono mai posseduto da un ragazzo o una ragazza in età scolare a cui la famiglia non vuole affidare un costoso top di gamma.

POCO M4 Pro 5G

Il Poco M4 Pro 5G è uno smartphone low-cost in grado di fornire un’esperienza d’uso soddisfacente, che compensa in modo sensato ed equilibrato i compromessi attuati con una connettività all’avanguardia e un display molto reattivo. La resa della fotocamera principale è una grande pecca a mio parere su un device così fortemente votato all’utilizzo da parte dei giovani, ma le prestazioni sono quello che conta davvero: nella sostanza il Poco M4 Pro 5G non fa rimpiangere quasi mai di non avere in mano un device più costoso, rivelandosi capace di sostenere anche il gaming e arrivando senza problemi a due giorni di utilizzo grazie all’ampia batteria.

Il prezzo di listino del Poco M4 Pro 5G ammonta rispettivamente a 229,90 euro per versione base 4/64GB e 249,90 euro per la variante qui testata, con la configurazione da 6/128GB. L’azienda propone comunque sconti interessanti che alzano l’asticella del rapporto qualità/prezzo, come la promo Black Friday attualmente in corso sullo store ufficiale po.co:

Poco M4 Pro 5G


Una ventata d'aria fresca nel panorama degli smartphone economici, Poco M4 Pro 5G riesce a far parlare di sé grazie alla connettività di ultima generazione e a performance fluide e affidabili. Le fotocamere e i materiali utilizzati nel retro tradiscono la sua natura di base di gamma, ma è la sostanza che conta: la batteria infinita, pronta a sostenere ore di gaming e riproduzione video, ne fa il compagno perfetto per gli utenti più giovani.

Pro

  • Sensore di impronte digitali preciso e veloce
  • Display a 90Hz
  • 5G e Wi-Fi dual-band
  • MIUI 12.5 ormai quasi perfetta
  • Accesso ai servizi Google
  • Batteria capiente e ben ottimizzata
  • Ottime prestazioni di gioco per la fascia di prezzo

Contro

  • Design brandizzato poco raffinato
  • Fotocamere molto sottotono
  • Materiale plastico sul retro
  • Bottoni leggermente instabili
  • Tendenza a riscaldarsi con uso prolungato
  • Display non luminosissimo