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Recensione LG G3 s: non male, ma non fatevi ingannare dal nome

LG G3 s

G3 s è una versione esteticamente simile, ma più piccola, del top di gamma G3, ma sotto alla scocca si nascondono specifiche tecniche molto differenti.

Recensione

È ormai un trend consolidato, a seguito della presentazione di un nuovo smartphone top di gamma, a stretto giro viene presentata una versione più economica e con schermo più piccolo. Mini, Compact, o come nel caso di LG G3, ecco G3 s – il suffisso "s" starà per "small"? – una versione del G3 che del modello originale mantiene il design, e poco altro.

Fino a oggi l'unico prodotto "derivato" che mi ha convinto veramente è la versione "Compact" del Sony Z2/Z3, principalmente perché le differenze rispetto al modello da cui deriva sono limitate. Il G3 s, infatti, è molto differente rispetto al G3. La piattaforma hardware è la Qualcomm Snapdragon MSM8926, appartenente alla serie 400, un modello quad-core Cortex A7 funzionante alla massima velocità di 1.2 GHz. G3, vi ricordo, è basato sullo Snapdragon 801, un SoC di altra classe. Lo stesso vale ovviamente per la GPU, l'Adreno 305, inferiore quanto a prestazioni rispetto all'Adreno 330. La memoria RAM è di 1 GB, la metà, o addirittura un terzo rispetto a quella disponibile con il G3 da 32 GB, e cambia anche lo spazio d'archiviazione, di solo 8 GB – a disposizione dell'utente rimarranno circa 4 GB.

Infine, lo schermo passa da un modello da 5.5" e risoluzione di 2560×1440 pixel del G3, a uno schermo da 5" e risoluzione di 1280×720 pixel. La densità pixel risultante è di 294 PPI, quasi la metà rispetto i 534 PPI del G3. Il confronto chiaramente non regge, ma le immagini del G3 s sono comunque definite e belle da vedere. A uno sguardo ravvicinato si potrà notare la scalettatura dei pixel, ma è qualcosa che interesserà veramente solo ai più "invasati". Inoltre la resa cromatica è buona, i colori sono naturali e calibrati. C'è una leggera mancanza nel blu che tende a rendere le immagini un po' più calde, sto parlando di una deviazione minima, praticamente invisibile se non si usano immagini specifiche. La valutazione dello schermo è positiva. La copertura è in Gorilla Glass 3, mentre il rivestimento oleofobico non è dei migliori.

Spazio RGB

La dotazione di connettività si può definire classica, è un modello LTE, c'è il Wi-Fi n, il GPS, il Bluetooth in versione 4.0, quindi a basso consumo energetico. È invece insoddisfacente la dotazione dei sensori. Ci sono quelli necessari al rilevamento della posizione (accelerometri e giroscopi), che sono ormai la normalità e varrebbe forse la pena non citarli nemmeno più, ma manca il sensore di luminosità. Significa che lo schermo non gestirà autonomamente la retroilluminazione, sarete costretti ad agire manualmente tramite il software, e oltre ad essere scomodo, una scorretta regolazione incide negativamente anche sul consumo della batteria.

Oggi tutti gli smartphone, e più in generale i dispositivi dotati di schermo e batteria, devono avere un sensore di luminosità. A tal proposito abbiamo chiesto a LG come mai questa scelta, ecco cosa ci ha risposto Raffaele Cinquegrana, Product Portfolio Manager: "durante lo sviluppo di un prodotto è importante bilanciare le caratteristiche tecniche con i costi di produzione, tenendo sempre d’occhio le esigenze degli utenti. Sugli smartphone di fascia media della nostra gamma abbiamo privilegiato l’autonomia includendo una batteria con una capacità superiore rispetto al sensore di luminosità".

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Esteticamente il G3 s è identico al G3, è un po' più piccolo (137,7 x 69,9 x 10,3 mm), 1 mm più spesso e di pochi grammi più pesante. Sempre costruito in plastica, ma lavorata per renderla preziosa con vari effetti satinato, è elegante e bello da vedere, anche se non c'è traccia di metallo a parte un piccola parte del bordo che fa parte del telaio della struttura. Ingombri ridotti nella parte anteriore, con i bordi sottili aiutano a mantenere un aspetto elegante. La copertura posteriore si rimuove per accedere al vano batteria e per installare la Micro SIM e Micro SD per ampliare la memoria, essenziale considerando i meno di 4 GB di memoria interna libera. I pulsanti del volume e accensione sono spostati sul retro, proprio sotto la fotocamera, nella stessa configurazione vista sugli ultimi modelli LG. Nel bordo superiore c'è la porta a infrarossi, sotto quella MicroUSB e il jack audio, e i vari fori su entrambi i bordi per i microfoni.

Nonostante la piattaforma hardware sia inferiore rispetto a quella del fratello maggiore, in grado di offrire prestazioni limitate in un confronto diretto, l'ergonomia del dispositivo intesa come fluidità e velocità d'interazione non è compromessa. Android è in versione 4.4.2, e l'interfaccia è la LG UI 3.0, con Knock On e Knock Code, il primo per sbloccare – e bloccare – il telefono con un doppio tocco, e il secondo per usare una serie di tocchi in successione come una sorta di password.

Nonostante rimane sempre una questione soggettiva, la personalizzazione software di LG ha i suoi vantaggi, posizionando degli interruttori rapidi così come la regolazione della luminosità dello schermo e il volume nel menu a tendina delle notifiche, vari widget e applicazioni già disponibili a bordo.  La personalizzazione di Android è ormai tale che mi soffermo sempre meno sulla descrizione e analisi del software. Non ci sono, di fatto, applicazioni o widget così particolari da essere menzionati.

Nella confezione è incluso il caricabatterie, il cavo USB e un paio di auricolari, che però non sono lo stesso modello QuadBeat 2 presente in alcuni smartphone LG, tra cui il G3, ma un non meglio definito modello classico. L'altoparlante è sul retro, e tutto il suono è concentrato in una piccola feritoia nella parte bassa della scocca. Non è la soluzione ideale, il doppio altoparlante frontale è attualmente la scelta che offre il meglio della qualità audio. La potenza misurata dell'altoparlante interno è di 73.1 dB, un valore di media classifica. Non vale nemmeno la pena soffermarsi troppo sulla valutazione dell'audio degli auricolari: sono semplicemente discreti, vanno bene per le telefonate. Durante la prova non ho riscontrato problemi di ricezione da imputare al telefono. L'altoparlante interno taglia molto la parte bassa dello spettro audio, se lo usate come vivavoce, a fronte di una voce più metallica dell'interlocutore, rimarrete comunque soddisfatti.

La fotocamera è un modello da 8 megapixel, un sensore più piccolo rispetto quello da 13 Mpx del G3, ma beneficia ugualmente dell'autofocus laser. Come risultato la messa a fuoco è veloce, quasi quanto quella del G3 – probabilmente parte della velocità è da imputare alla piattaforma hardware meno potente, ma è più una sensazione durante l'uso continuo che una dato realmente misurabile. Qui di seguito potete vedere alcuni scatti di prova. Nonostante i soggetti non rispecchiano le tante bellezze della nostra Italia (purtroppo non abbiamo sempre il tempo per passeggiare e fare foto), cerchiamo di fare scatti che riprendono svariate situazioni, in condizioni di differenti riprese e luminosità. Le foto sono state scattate alla massima risoluzione e in modalità automatica, che è poi il modo in cui la maggior parte delle persone si comporta.

Tutte le foto sono ingrandibili a dimensione originale

Dagli scatti vediamo che in condizioni di macro i risultati sono buoni, anche in condizione di luminosità non massima. Tutto cambia quando si vuole riprendere grandi panorami in condizioni di luminosità non ideale, la qualità si degrada velocemente e le immagini diventano poco precise. Di seguito potete vedere anche il video di prova che abbiamo girato alla massima risoluzione, cioè Full HD. Più o meno il comportamento è lo stesso delle foto, in condizioni di buona luminosità la qualità del video è molto buona, mentre in condizioni non ideali l'immagine diventa velocemente rumorosa e ci sono anche dei problemi con la messa a fuoco in movimento. Discreta invece la stabilizzazione delle immagini.

Il software della fotocamera non è dei più creativi che ho visto, tutt'altro. Ad eccezione della modalità HDR e Panorama, tutto il resto è automatico e non è possibile intervenire sui parametri di scatto.

Vediamo infine i test sull'autonomia. Con il nostro test, che si compone di un mix di attività, cioè navigazione web su Wi-Fi, navigazione 3G, visualizzazione di video, chiamate, ascolto di musica e videogiochi, in sessioni da 30 minuti, intervallate da sessioni di stand by sempre da 30 minuti. La connettività 3G è sempre accesa ed è attiva la sincronizzazione. Lo schermo è regolato a 200 cd/m2. Questo rappresenta un test intensivo, con un uso più leggero la batteria dura più a lungo, ma è importante considerare un valore con uno scenario reale, che si avvicina all'autonomia minima. Insomma, il 3Gs ferma il cronometro a 10 ore e 48 minuti, un valore elevate considerando la media dei dispositivi odierni. A parte il numero oggettivo, durante l'uso quotidiano sono arrivato fino a sera, senza particolari problemi, ma ho dovuto tenere sott'occhio la luminosità dello schermo. Questa incide per circa un quarto sul consumo totale, e se lo imposterete sulla luminosità massima, ad esempio perché siete all'aperto, e poi vi dimenticate di riportarla a un livello più basso, inciderà molto di più sul consumo limitando l'autonomia.

 
 
 

Verdetto

Nonostante il G3 s è in grado di convincere sotto diversi aspetti, non sono contento di alcune scelte LG. L'ergonomia d'uso è buona, la fotocamera mette a fuoco e scatta velocemente (anche se di poteva fare qualcosa di più sotto il punto di vista della qualità in condizioni non ottimali), l'autonomia è soddisfacente e la qualità dello schermo, soprattutto quella cromatica, è convincente. È esteticamente bello, anche se questo punto rimane soggettivo, avrei preferito che si scaldasse un po' meno durante l'uso intensivo. Non condivisibile è invece la scelta di non implementare un sensore di luminosità.

Ma quanto costa? Prendendo Amazon come riferimento, nel momento in cui sto scrivendo, il prezzo è di circa 300 euro o poco meno, mentre il G3 è venduto a circa 480 euro. La differenza di prezzo è di circa 180/200 euro, che non sono pochi, e probabilmente giustificano le tante differenze tecniche. Dopotutto, design a parte, G3 e G3 s sono smartphone di categorie completamente differenti, al punto tale che il nome si può ricondurre unicamente a una strategia marketing.

Questa fascia di mercato è attualmente la più difficile, perché a circa 300 euro si possono acquistare prodotti migliori, a partire dalla schiera di smartphone dei vari marchi cinesi alla riscossa, all'immancabile Nexus 5. La buona notizia, per LG, e che dal prezzo di listino di 349 euro, dopo poche settimane si può già trovare a circa 300 euro, e cercando bene online non è difficile trovarlo anche a meno. Siccome qualsiasi scelta si riconduce poi a una questione di costo, 300 euro è un prezzo forse troppo elevato per il G3 s, e per diventare appetibile deve scendere sotto i 250 euro. Per desiderare questo smartphone dovrete innamorarvi del design, dei tasti posteriori e del software LG con il suo Knock Code. Se nessuna di queste caratteristiche è per voi fondamentale, guardatevi attorno, altrimenti tenete d'occhio il prezzo.

Punti a favore
  • Estetica
  • Autonomia
  • Messa a fuoco laser
  • Knock Code
Nella Media
  • Prestazioni
  • Schermo
  • Audio
  • Software
Punti a sfavore
  • Manca il sensore di luminosità
  • Prezzo
  • Spazio di archiviazione
 
Dati Tecnici
 
Estetica
 
Software
 
Prestazioni
 
Schermo
 
Audio
 
Autonomia
 
Fotocamera
 
Prezzo
 
VOTO COMPLESSIVO 75/100