Il ritorno di Samsung Foundry nel settore della produzione di semiconduttori ad alta tecnologia si fa sempre più concreto, con Qualcomm che si prepara a diventare il prossimo cliente di peso per i chip a 2 nanometri della divisione manifatturiera del colosso coreano. Dopo anni di difficoltà nel competere con TSMC, Samsung è riuscita a invertire la rotta grazie allo sviluppo del processo produttivo di seconda generazione a 2nm, denominato SF2P, che sta attirando l'interesse dei principali attori dell'industria tecnologica. La mossa di Qualcomm rappresenta un segnale importante per il mercato dei semiconduttori, dove la diversificazione delle fonti produttive sta diventando strategica per i grandi produttori di chip.
Durante il CES 2026, Cristiano Amon, CEO di Qualcomm, ha confermato ai giornalisti l'avvio di trattative concrete con Samsung Electronics per la produzione su contratto utilizzando il processo a 2nm. "Tra le numerose fonderie disponibili, abbiamo avviato discussioni con Samsung Electronics per la produzione in outsourcing utilizzando l'ultimo processo a 2 nanometri", ha dichiarato Amon, aggiungendo che il lavoro di progettazione è già stato completato con l'obiettivo di una commercializzazione imminente. Questa partnership segna un punto di svolta per entrambe le aziende, con Qualcomm che punta a diversificare la propria catena di fornitura e Samsung che consolida la sua posizione nel segmento più avanzato della produzione di semiconduttori.
Il processo SF2P di Samsung ha rappresentato una vera svolta tecnologica per la divisione Foundry, permettendo al produttore coreano di essere il primo al mondo pronto per la produzione di massa su nodo a 2nm. Questa tecnologia offre miglioramenti significativi in termini di efficienza energetica e densità transistor rispetto ai nodi precedenti, rendendola particolarmente appetibile per i chip di fascia alta destinati a smartphone, dispositivi AI e applicazioni automotive. Tesla è stata la prima grande azienda a scommettere su questa tecnologia, seguita dall'interesse manifestato da AMD e Google, e ora anche Qualcomm sembra pronta a fare il grande passo.
Sebbene il rapporto di Hankyung Korea Market non specifichi esattamente quale SoC Qualcomm intenda far produrre a Samsung, considerando il nodo produttivo avanzato si tratterebbe quasi certamente di un chip di fascia alta. Fonti precedenti hanno indicato come candidato più probabile lo Snapdragon 8s Elite Gen 5, che potrebbe posizionarsi come variante leggermente superiore o inferiore rispetto allo Snapdragon 8 Elite Gen 5 principale. La denominazione "8s" suggerirebbe una versione ottimizzata, probabilmente con un diverso bilanciamento tra prestazioni e consumi o con specifiche personalizzate per determinati segmenti di mercato.
Questa mossa strategica di Qualcomm arriva in un momento cruciale per l'industria dei semiconduttori, dove la concentrazione della produzione avanzata nelle mani di TSMC ha creato preoccupazioni legate alla sicurezza della catena di approvvigionamento e alla dipendenza da un unico fornitore. Distribuire la produzione tra più fonderie rappresenta una scelta prudente per mitigare i rischi geopolitici e produttivi, specialmente per componenti critici come i processori per smartphone. La collaborazione tra Qualcomm e Samsung Foundry potrebbe inoltre portare a ottimizzazioni tecniche specifiche, dato il rapporto consolidato tra le due aziende nel settore mobile.