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Smartphone e impermeabilità, class-action contro Sony

Una class-action contro Sony negli Stati Uniti in merito all'impermeabilità degli smartphone Xperia. La notizia è stata diffusa poco fa e ha già scatenato un dibattito molto acceso. Si tratta infatti di un tema sul quale i produttori non hanno mai fatto definitivamente chiarezza, aprendo a tutta una serie di problematiche in sede di assistenza.

Sembra infatti che un numero importante di possessori di smartphone Xperia negli USA abbia lamentato problemi ai dispositivi derivanti dall'infiltrazione d'acqua dopo averli immersi. È stata dunque avviata questa class-action presso la Corte Distrettuale per il Distretto Orientale di New York.

Sony impermeabilità

L'accusa verso Sony è quella di non aver rispettato alcuni termini di progettazione, oltre a quella di aver adottato, in alcuni casi, politiche marketing definite ingannevoli. La causa coinvolge 24 modelli di smartphone Xperia, tutti pubblicizzati con certificazione IP:

  • Xperia M2 Aqua
  • Xperia Z3 Dual
  • Xperia M2 Aqua
  • Xperia Z3 Dual
  • Xperia M4 Aqua
  • Xperia Z3+ Dual
  • Xperia ZR
  • Xperia Z3+
  • Xperia Z Ultra
  • Xperia Z5
  • Xperia Z1
  • Xperia Z5 Compact
  • Xperia Z1 Compact
  • Xperia Z2 Tablet (WiFi)
  • Xperia Z1s (T-Mobile)
  • Xperia Z2 Tablet (LTE)
  • Xperia Z2 Xperia Z2 Tablet (Verizon LTE)
  • Xperia Z3 Xperia Z3 Tablet Compact (WiFi)
  • Xperia Z3 Compact
  • Xperia Z3 Tablet Compact (LTE)
  • Xperia Z3 (T-Mobile)
  • Xperia Z4 Tablet (WiFi)
  • Xperia Z3v (Verizon)
  • Xperia Z4 Tablet (LTE)
Sony impermeabilità

La richiesta della class-action prevede un'estensione di garanzia di 12 mesi per i dispositivi ancora coperti, sei mesi per quelli non più coperti, e un rimborso del 50% del prezzo del dispositivo. Accedere a queste condizioni sarà possibile solo se all'utente è stato negato il normale servizio di garanzia Sony per uno dei dispositivi presenti nell'elenco.

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In attesa che le autorità si pronuncino sulla questione, può essere utile operare un excursus temporale relativo all'impermeabilità degli smartphone, al fine di poter comprendere meglio in che modo si è potuti giungere a una class-action.

Sony impermeabilità

Facciamo un passo indietro

Sony è stata una delle prime aziende ad introdurla nell'ormai lontano 2013, a bordo di Xperia Z. L'eco mediatico attorno a questa caratteristica si è però scatenato nel 2014, quando Samsung ha portato l'impermeabilità sul Galaxy S5, un prodotto che, soprattutto a causa della back cover removibile, ha presentato non poche problematiche a contatto con l'acqua.

Prescindendo dal Galaxy S5 comunque, con l'introduzione della certificazione IP, si sono moltiplicati i casi di smartphone portati in assistenza per i danni causati dalle immersioni. Lo sa bene Sony che, dopo essere stata tra le prime a rendere impermeabili una parte dei propri dispositivi, ha deciso ultimamente di fare un passo indietro.

Sony impermeabilità

Nel 2015 l'azienda giapponese ha attivato una pagina di supporto ufficiale sulla certificazione IP68, nella quale spiegava:

"Se, in base agli standard IPX8*, lo smartphone o tablet Sony è impermeabile, è possibile utilizzarlo nell'acqua contenente cloro delle piscine. Tuttavia, evitare di mantenere il dispositivo in piscina per un periodo di tempo prolungato e, una volta usciti, ricordarsi di risciacquarlo abbondantemente con acqua dolce.

Con il tempo, l'acqua contenente cloro può corrodere le guarnizioni di gomma. Pertanto si consiglia di evitare l'utilizzo prolungato in acqua contenente cloro. Se però desideri utilizzare il dispositivo per immergerti e scattare delle foto spettacolari, non devi preoccuparti di nulla.

*I dispositivi Sony con una classe di protezione IP pari a IPX7 o inferiore non devono essere esposti ad acqua contenente cloro."

Sony impermeabilità

Questo modus operandi di Sony è stato una conseguenza dei problemi riscontrati in relazione ai possessori di smartphone Xperia certificati IP, che molto spesso hanno riportato in assistenza dispositivi danneggiati dall'acqua, a causa di comportamenti non conformi alla certificazione.

Non a caso l'azienda giapponese ha deciso di non certificare IP la serie Xperia X, decisione poi rivista con XZ e, soprattutto, con il più recente XZ Premium (IP68). Una situazione molto simile a Samsung che, dopo i problemi riscontrati dal Galaxy S5, ha deciso di non certificare il Galaxy S6, per poi portare la certificazione IP68 sul Galaxy S7 (e sul nuovo Galaxy S8).

Sony impermeabilità

Il punto della questione ruota proprio attorno al concetto di "conformità di utilizzo". Considerando l'eterogeneità dei dispositivi, l'International Electrotechnical Commission, l'ente che regolamenta queste certificazioni, ha lasciato ampia libertà di manovra ai produttori.

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Ci si è ritrovati dunque dinanzi a smartphone la cui campagna pubblicitaria è stata costruita anche attorno all'impermeabilità, salvo poi non essere coperti da garanzia in caso di danni provocati dai liquidi. 

Questo vuol dire che, al fine di non incappare in decadenza di garanzia, occorre seguire pedissequamente le indicazioni dell'azienda che ha realizzato il vostro smartphone certificato IP. In tal senso è molto utile portare l'esempio di iPhone 7 che, sulla carta, è un IP67. Potrebbe dunque essere immerso tra 15 cm ed 1 metro di profondità, per un massimo di 30 minuti.

Sulla pagina ufficiale dello smartphone però, Apple scrive:

"iPhone 7 e iPhone 7 Plus sono resistenti all'acqua, agli schizzi e alla polvere; sono stati testati in laboratorio in condizioni controllate, con un rating di grado IP67 secondo lo standard IEC 60529. La resistenza all'acqua, agli schizzi e alla polvere non è una caratteristica permanente e potrebbe diminuire con la normale usura. Non tentare di ricaricare il tuo iPhone quando è bagnato; consulta il manuale per pulirlo e asciugarlo. La garanzia non copre i danni provocati da liquidi."

Sony impermeabilità

Ecco perchè il caso legato alla class-action di Sony potrebbe davvero rappresentare un precedente importante per poter finalmente regolamentare, in linea generale, quella che dovrebbe essere la politica di assistenza dei produttori in merito alle certificazione di impermeabilità.


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