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Telefoni Android più costosi per colpa di Nokia e Microsoft

Google ha presentato un reclamo ufficiale alla Commissione Europea in cui accusa Nokia e Microsoft di pratiche collusive volte a far aumentare i prezzi dei cellulari Android e favorire dei terminali Windows Phone. Tutto parte dall’accordo intercorso fra Nokia e Mosaid, che Google non esita a definire un “troll dei brevetti”.

Nokia e microsoft alimentano il patent troll?

A quanto si apprende l’azienda finlandese nel settembre scorso ha sottoscritto un accordo con Mosaid per la cessione di circa 1200 brevetti essenziali relativi agli standard wireless. Secondo Google “Mosaid ritiene di poter realizzare ricavi delle licenze per la cessione d’uso, tanto da guadagnare più di quanto abbia messo in cassa dalla sua fondazione nel 1975 ad oggi”.

Ricordiamo che Mosaid era già salita alla ribalta della cronaca un paio di mesi fa per avere denunciato, fra le altre, pezzi grossi come Nvidia, Freescale e Interphase con l’accusa di avere usato brevetti di sua proprietà che riguardano la gestione energetica e l’architettura dei microprocessori. Google non è al momento in grado di stabilire se Mosaid stia cercando di cedere in licenza i brevetti in questione, ma sta mettendo le mani avanti perché sostiene che si tratti di licenze coperte dalle condizioni FRAND (Fair, Reasonable, and Non-Discriminatory terms) e che quindi non si possano usare per arricchirsi.

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Nella breve nota diffusa dall’azienda di Mountain View si legge che Nokia e Microsoft stanno incentivando il patent troll e dovrebbero essere ritenute responsabili delle conseguenze. Google precisa inoltre che la denuncia formale presso l’Unione Europea è stata condivisa anche con le autorità statunitensi.

Da Nokia tutto tace, mentre Microsoft ha pubblicato una risposta piccata in cui scrive che “Google si lamenta per i brevetti ma si dimentica di rispondere alle crescenti preoccupazioni da parte dei legislatori relative all’abuso di brevetti essenziali, e si lamenta delle pratiche antitrust nel settore smartphone quando lei stessa controlla oltre il 95% della ricerca mobile e della pubblicità“. 

Un attacco in piena regola che rispedisce al mittente le accuse di “abuso di standard essenziali sui brevetti”, ricordando che sono in corso indagini da parte dell’antitrust europea su Motorola per la violazione degli impegni FRAND relativi, tra l’altro, a brevetti essenziali per gli standard wireless.