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Videogiochi mobile da 20 miliardi di euro in Europa grazie agli acquisti in-app

Grazie agli smartphone, il mondo dei videogiochi è diventato accessibile a tutti: dagli adolescenti agli anziani. L'Europa questa volta è protagonista, il mercato dei videogiochi mobile vale 20 miliardi di euro.

Non è un caso se tanti grandi publisher nipponici hanno deciso di focalizzarsi sui videogiochi per smartphone e tablet. È chiaro che si tratta di un settore in crescita e l'Europa questa volta è protagonista.

La top-10 dello scorso giugno delle applicazioni più remunerative su App Store e Google Play era composta da ben sei titoli sviluppati da software house europee. Quello dei videogiochi per Android ed iOS, secondo un report di ISFE (federazione europea del software interattivo) è un mercato fiorente, stimato intorno ai 20 miliardi di euro.

Con oltre 21000 dipendenti impegnati a tempo pieno nello sviluppo di applicazioni mobile, le piccole aziende europee si concentrano sempre di più sui videogiochi per smartphone e tablet. Il motivo di questo successo è da imputare agli acquisti in-app, che contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, generano la maggior parte dei profitti.

Videogiochi mobile

Giusto qualche giorno fa, uno sviluppatore anonimo, ha cercato di fare chiarezza sul mondo del free-to-play e come le software house si spingano al limite per produrre videogiochi orientati al guadagno, piuttosto che allo scopo ludico.
La tecnica degli acquisti in-app nei videogiochi free-to-play ha subito preso piede, ma di fatto in cosa consiste? Al consumatore viene concessa l'applicazione in maniera totalmente gratuita, solo successivamente, dopo qualche tempo dall'utilizzo, si viene a conoscenza della possibilità di spendere qualche euro per progredire nel gioco, oppure, nel caso di un titolo online, per avvantaggiarsi sugli altri videogiocatori.
Secondo il report dell'ISFE, i videogiocatori che non sfruttano l'opzione degli acquisti in-app sono una percentuale molto bassa.

A quanto pare questa tecnica funziona e genera un bel po' di introiti, ma allo stesso tempo c'è anche chi paragona questo nuovo sistema al gioco d'azzardo. Per esempio, gran parte degli acquisti in-app sono di pochi centesimi, questo fa in modo che al giocatore, soprattutto i soggetti più fragili come gli adolescenti, sembri di spendere relativamente poco, cadendo nella macchina degli acquisti ripetuti.

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