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Akimbot, nel segno di Ratchet & Clank | Recensione

Akimbot prova a far tornare ai giocatori nl'amore per gli action TPS alla Ratchet & Clank e Jak & Dexter: ci sarà riuscito?

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Avatar di Giacomo Todeschini

a cura di Giacomo Todeschini

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 02/09/2024 alle 10:00
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  • Pro
    • Divertente
    • Colmo di situazioni folli
    • Il prezzo è ottimo
  • Contro
    • Alcune sezioni mal realizzate
    • Qualche problematica di troppo

Il verdetto di Tom's Hardware

7
Akimbot è una grande lettera d’amore a Ratchet & Clank; una lettera con qualche errore di grammatica e un paio di chiazze di inchiostro, ma pur sempre un qualcosa che viene dal cuore. I ragazzi di Evil Raptor hanno infatti confezionato un action TPS che ricorda la saga di Insomniac da tutti i pori, pur senza ovviamente mai lambirne il livello qualitativo. Akimbot è un gioco onesto, che, nonostante svariati difetti, intrattiene e riesce tutto sommato a colpire il bersaglio, senza fare però centro.

Informazioni sul prodotto

Lo ammettiamo: ci siamo sbagliati, o almeno in parte. Qualche giorno fa, subito dopo essere tornati dalla Gamescom 2024, vi avevamo infatti parlato del nostro primo incontro con Akimbot con termini non esattamente lusinghieri. Lo avevamo descritto come “un’opera non pronta per sbarcare sul mercato da lì a una decina di giorni”, evidenziando numerosi problemi di pulizia che avevamo riscontrato nel nostro provato in quel di Colonia.

Dopo aver avuto modo di mettere le mani sopra la versione completa del gioco e averci passato sopra qualche ora, le nostre opinioni sono però decisamente migliori. Certo, resta sempre il dubbio del come mai abbiano deciso di mostrarci la sezione con la macchina, una delle più deboli dell’intera esperienza anche ora, ma la situazione complessiva è adesso ben migliore. Capiamoci: non stiamo certo parlando di una sleeper hit o di un action TPS irrinunciabile, bensì di un titolo onesto in grado di dire la propria. Andiamo però con ordine e vediamo insieme come è questo Akimbot.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:

  • GPU: Zotac RTX 3070 Twin Edge OC
  • MOBO: Asus ROG STRIX Z370-F
  • RAM: G.Skill Trident Z RGB 16GB DDR4 3200MHz
  • CPU: Intel i5 8600k 3.6 GHZ
  • SSD: Sabrent SSD 2TB Rocket NVMe PCIe M.2 2280
  • Tastiera: Corsair K70 LUX LED Rosso Cherry MX Brown
  • Mouse: Fnatic Flick 2
  • Cuffie: Logitech G930
  • Monitor: Samsung C27HG 70 Quad HD 144Hz HDR

Tanti punti in comune

Akimbot, opera dei ragazzi francesi di Evil Raptor che ci avevano regalato in passato il discreto Pumpkin Jack, è prima di tutto una grande dichiarazione d’amore agli action TPS che hanno reso grande PS2, come Jak & Dexter e Ratchet & Clank. La maggior fonte di ispirazione del gioco è in particolare proprio la saga nata grazie a Insomniac. Un legame, quello con la serie con come protagonista il simpatico lombax, che si può trovare su praticamente in ogni aspetto di Akimbot.

Immagine id 32727

A partire dall’ambientazione fino alla presenza di un duo di protagonisti, passando per il sistema di gioco, il focus sulle armi e, infine, anche il design stesso di Exe, il protagonista del gioco: tutto nell’opera di Evil Raptor richiama infatti Ratchet & Clank, senza mai provare minimamente a nasconderlo. In particolare, Akimbot assomiglia molto a uno dei capitoli più celebri della serie PlayStation, ossia Ratchet Gladiator.

Nel gioco impersoneremo Exe, un cacciatore di taglie cybernetico trovatosi costretto a fare coppia con Dataset, un loquace piccolo robot, e a dare la caccia a un ex-scienzato di nome Malware – che in inglese è chiamato in modo molto più ispirato Evilware. Malware, in particolare, è alla ricerca di un potente artefatto capace di riscrivere le leggi del tempo e, proprio per evitare che riesca nel suo intento, Exe e Dataset vengono obbligati a mettersi alla sua caccia.

Il tutto attraverso viaggi spaziali, nel tempo, a bordo di veicoli, carrarmati e chi più ne ha più ne metta. Un'avventura colma di adrenalina e avvenimenti, per quanto contraddistinta da una sinossi alla base non certo fenomenale. Come dichiarato dai ragazzi di Evil Raptor stessi, del resto, Akimbot è esattamente il gioco che avrebbero voluto produrre quando avevano dieci anni. Solo con più esplosioni.

Immagine id 32728

Binari roventi

L’impianto di gioco di Akimbot è estremamente lineare. In ogni missione bisogna infatti partire da un punto A per arrivare a uno B, eliminando i nemici che ci si parano dinnanzi, evitando le innumerevoli trappole disseminate in ogni dove, cimentandosi in sezioni platform e completando anche qualche semplice puzzle. Le deviazioni possibili dal percorso prestabilito sono giusto una manciata per livello e di ridotta ampiezza e servono semplicemente a recuperare il collezionabile di turno.

A spezzare il ritmo sono delle sezioni a bordo di veicoli più o meno convenzionali. Alcune di esse, come quella dell’oramai arcinota macchina, sono veramente macchinose e mal realizzate, mentre altre funzionano meglio e riescono a intrattenere il giocatore. Pure queste fasi, comunque, sono quasi tutte su binari e consentono una libertà di scelta parecchio ridotta.

Immagine id 32030

Quando si è a piedi, Akimbot si comporta invece bene. Certo, il feedback dei colpi non è eccezionale, ma le quattro armi a disposizione di Exe, più una tra quattro bocche da fuoco speciali, sono tutto sommato divertenti da usare e riescono a offrire dei feedback differenti. Le fasi platform, poi, sono discretamente realizzate e, seppur spesso e volentieri contraddistinte dai medesimi leitmotiv, hanno un loro perché.

Insomma, un action TPS senza infamia e senza lode, che fa spesso discretamente bene quello che si propone di fare, con qualche defaillance dovuta soprattutto all’aver voluto proporre troppe situazioni differenti con un team di una decina scarsa di persone.

Il vero problema di Akimbot è il voler spesso e volentieri tirare troppo per le lunghe determinate situazioni e sezioni. In molti livelli, ad esempio quelli a bordo di una navicella spaziale in cui bisogna combattere nemici e schivare asteroidi, si arriva infatti stanchi, con lo stage che viene allungato ben più del necessario.

Akimbot: aspetto tecnico

Una situazione, quella dell’aver messo troppa carne al fuoco senza averne la forza, che si ripropone anche un po’ sull’aspetto tecnico. I livelli di gioco, per quanto alla fine dei conti differenti, sono infatti talvolta troppo spogli, sebbene sia innegabile come qualche colpo d’occhio, vedi ad esempio quello qui sotto, sia di buon valore.

Immagine id 32729

Con la configurazione presente a inizio articolo in Quad HD non abbiamo in ogni caso avuto problemi a fare girare il gioco a dettagli alti, non riscontrando né artefatti né problematiche prestazionali. Molto buono, per il tipo di gioco e il relativo budget, infine il doppiaggio inglese, anche se l’iniziale simpatia degli scambi di battute tra i due personaggi finirà poco dopo per darvi sui nervi a causa della prolissità di Dataset.

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