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Pro
- Aumento di risoluzione piacevole, soprattutto in portatile
- Caricamenti più rapidi e maggiore stabilità
- Nuove funzioni legate all’hardware di Switch 2 coerenti con lo spirito del gioco
- Prezzo contenuto e natura non obbligatoria dell’upgrade
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Contro
- Supporto al mouse utile, ma limitato e non pienamente sfruttato
- Il multiplayer ampliato soffre ancora delle animazioni invasive di ingresso dei giocatori
- L’impatto visivo iniziale è meno evidente rispetto ad altre Switch 2 Edition Nintendo
Il verdetto di Tom's Hardware
Informazioni sul prodotto
Scrivere oggi di Animal Crossing: New Horizons significa confrontarsi con un gioco che, nel bene e nel male, è diventato molto più di un semplice capitolo della serie. È stato rifugio, compagnia silenziosa, rituale quotidiano in un periodo che rimarrà indelebile nella memoria di tutti, il lockdown. Mi sembra ieri quando il titolo uscì: avendolo preordinato in digitale, aspettai che si sbloccasse a notte fonda e finii per giocarci fino al mattino. Dopodiché, in dieci giorni accumulai oltre 90 ore; una vera e propria droga che, nel periodo di "reclusione" in cui vivevamo, era perfetto per riuscire a connettermi con i miei amici e, seppur virtualmente, stare insieme.
Ovviamente non fui l'unica a rifiugiarmi nell'isola di Animal Crossing, dato che il gioco è diventato un fenomeno culturale che ha superato i confini del medium e che, a distanza di anni, continua a esistere in una dimensione quasi sospesa nel tempo. L’arrivo della Nintendo Switch 2 e della relativa edizione dedicata non poteva, quindi, che sollevare una domanda precisa: quanto ha ancora senso tornare su quell’isola?
La risposta di Nintendo è stata sorprendentemente misurata e tiepida. Nessuna rivoluzione, nessun rilancio roboante. La Nintendo Switch 2 Edition di New Horizons sceglie una strada più prudente, quasi timida, intervenendo dove possibile senza snaturare un equilibrio che, evidentemente, la casa di Kyoto ritiene ancora valido. Ed è proprio in questa scelta che si gioca gran parte del valore (e dei limiti) di questa espansione.
Un’isola che cambia senza farsi notare
Il primo impatto con New Horizons su Switch 2 è sottile: chi si aspettava uno stacco netto, un “effetto wow” immediato, rischia di rimanere spiazzato. L’aumento di risoluzione c’è ed è tangibile, ma si manifesta più nei dettagli che nell’insieme. I contorni dei personaggi risultano più puliti, le superfici più omogenee, le texture degli alberi e del terreno meno rumorose. È una pulizia generale dell’immagine che non stravolge, ma affina.
Anche alcune imperfezioni storiche sono state smussate: il banding cromatico sull’acqua è meno evidente, le ombre sono più stabili e l’immagine in portatile guadagna una coerenza che prima mancava. I caricamenti, pur senza diventare istantanei, risultano sensibilmente più rapidi e contribuiscono a rendere il ritorno sull’isola meno macchinoso, soprattutto per chi entra ed esce spesso dal gioco.
Il frame rate, invece, resta ancorato ai 30 fotogrammi al secondo. Una scelta che farà storcere il naso a molti, ma che trova una sua giustificazione tecnica in un impianto ludico costruito attorno a tempistiche e animazioni che mal si sposano con un raddoppio delle prestazioni. Il risultato finale è comunque più stabile rispetto al passato, con la scomparsa di quei micro rallentamenti che affioravano nelle isole più ricche di elementi.
Piccole novità, pensate con cautela
Nintendo ha deciso di sfruttare l’hardware di Switch 2 anche per introdurre alcune funzionalità inedite, ma sempre seguendo quella filosofia del “non disturbare” che permea l’intera operazione. L’aggiunta più evidente è il supporto al controllo tramite mouse, utilizzabile con i Joy-Con di nuova generazione o con un mouse collegato in modalità docked.
Sulla carta, è una soluzione perfetta per un gioco che vive di decorazione, di micro-spostamenti millimetrici e di infinite prove ed errori. Nella pratica, l’implementazione risulta più conservativa del previsto: il mouse entra in gioco solo in specifiche fasi, mentre l’apertura dei menu riporta immediatamente ai controlli tradizionali, spezzando quella continuità che avrebbe potuto trasformare questa funzione in un vero punto di svolta. Rimane comunque un’aggiunta utile, capace di rendere meno tediose alcune operazioni e di alleggerire la gestione degli spazi interni.
Torna anche il megafono, una vecchia conoscenza dei fan di lunga data, che permette di richiamare gli abitanti sparsi per l’isola sfruttando il microfono della console. È una funzione marginale, quasi folkloristica, ma coerente con lo spirito del gioco e sorprendentemente comoda quando si è alla ricerca di un NPC specifico.
Più incisiva, almeno sulla carta, l’espansione del multiplayer locale, che ora consente fino a dodici giocatori simultanei. Un passo avanti evidente per chi vive Animal Crossing come esperienza sociale, anche se resta il tallone d’Achille di sempre: le lunghe e inevitabili animazioni di ingresso sull’isola, che interrompono il flusso di gioco e mal si conciliano con sessioni affollate.
Un aggiornamento che sa di continuità
È importante chiarire un punto: tutti i nuovi contenuti ludici vengono distribuiti gratuitamente a prescindere dalla piattaforma. L’update a pagamento, dal costo contenuto di 4.99€, è riservato esclusivamente ai miglioramenti tecnici e alle funzioni legate a Switch 2. Una scelta onesta per quanto ha da offrire l'aggioramento, che evita di frammentare la community e lascia al giocatore la libertà di decidere se e quando fare il salto.
Ed è proprio questa onestà che definisce l’intera operazione. New Horizons non viene ripensato, né rilanciato come esperienza “nuova”. Viene semplicemente accompagnato nel passaggio generazionale, con interventi mirati e un approccio che sembra più interessato a preservare che a stupire.
Nel cuore, alla fine, resta lo stesso gioco di sempre. Un luogo dove il tempo scorre lento, dove le giornate sono scandite da rituali familiari e dove il valore non sta nella progressione, ma nella permanenza. Chi lo ha amato continuerà a farlo, trovando in questa edizione un modo più confortevole per restare sulla propria isola. Chi se ne era allontanato potrà tornare a curiosare senza sentirsi obbligato a pagare. Chi non lo ha mai giocato, troverà oggi un pacchetto ricchissimo, rifinito e più accogliente che mai.
Animal Crossing: New Horizons vale la pena su Switch 2?
Animal Crossing: New Horizons Nintendo Switch 2 Edition non è una seconda primavera, ma un’estensione naturale. Un aggiornamento che migliora ciò che può, introduce qualche novità ben calibrata e mantiene un prezzo accessibile, senza mai perdere di vista la natura del gioco originale. Poteva osare di più, certo, ma probabilmente non era quello l’obiettivo.
È un add-on pensato per chi non ha mai davvero lasciato la propria isola e desidera continuare a viverla anche sulla nuova console Nintendo, con qualche comodità in più e senza tradire quello spirito di quiete che, ancora oggi, rende New Horizons un piccolo rifugio digitale difficile da abbandonare.