Il settore videoludico sta vivendo una fase di profonda trasformazione, e uno dei progetti più emblematici di questa turbolenta era è senza dubbio Beyond Good & Evil 2. Dopo l'annuncio della ristrutturazione organizzativa di Ubisoft e la cancellazione di ben sei titoli in sviluppo, tra cui l'attesissimo remake di Prince of Persia: The Sands of Time, la community si è immediatamente interrogata sul destino del sequel diretto da Fawzi Mesmar. Ora, per la prima volta dall'annuncio del "major reset" dell'azienda francese, il creative director ha rotto il silenzio per rassicurare fan e addetti ai lavori: Beyond Good & Evil 2 è ancora in sviluppo attivo e il team rimane concentrato sulla consegna di un'esperienza memorabile.
La dichiarazione di Mesmar arriva attraverso un post su LinkedIn, nel quale il director ha voluto chiarire la posizione del suo progetto all'interno della nuova struttura aziendale. "Il mio team, io stesso e Beyond Good & Evil 2 non siamo stati toccati dai recenti cambiamenti", ha spiegato, riferendosi alla riorganizzazione che ha visto Ubisoft dividere i propri studi di sviluppo in "creative houses" autonome. Il titolo è stato confermato come parte di una di queste nuove divisioni, un dettaglio che ha sorpreso molti osservatori considerando la drastica scelta dell'editore di eliminare progetti già avanzati dal proprio portfolio.
La storia travagliata di Beyond Good & Evil 2 rappresenta ormai un caso di studio nell'industria videoludica. Annunciato originariamente nel 2008, il prequel del celebre action-adventure uscito nel 2003 è stato ri-presentato al pubblico durante l'E3 2017 con un trailer cinematico che mostrava un'ambientazione sci-fi open world promettente e tecnicamente ambiziosa. Da allora, però, il progetto è praticamente scomparso dai radar, con aggiornamenti sporadici e nessuna finestra di lancio concreta in vista.
Le difficoltà produttive del titolo non sono un mistero: nel 2020 il creatore originale Michel Ancel ha lasciato Ubisoft e l'intera industria videoludica per dedicarsi alla fauna selvatica, abbandonando così il suo ruolo guida sul progetto. In una precedente dichiarazione, lo stesso Ancel ha offerto la sua visione su cosa sia andato storto durante il suo periodo in azienda, identificando i conflitti tra i diversi livelli manageriali come la principale causa dei problemi di sviluppo. Un'analisi che risuona con le difficoltà produttive che hanno afflitto numerosi altri progetti AAA negli ultimi anni, dal crunch culture alle pipeline di sviluppo disorganizzate.
Nonostante le rassicurazioni di Mesmar, la community rimane comprensibilmente scettica. La cancellazione simultanea di sei giochi da parte di Ubisoft ha messo in luce quanto precarie possano essere le sorti anche di produzioni apparentemente consolidate. Il remake di Prince of Persia, in particolare, sembrava un progetto relativamente sicuro, rendendo la sua eliminazione ancora più sorprendente e gettando ombre sul futuro di altri titoli in sviluppo prolungato.
Nel suo messaggio, il creative director ha anche espresso solidarietà verso i colleghi colpiti dalle cancellazioni, esortando l'industria a offrire supporto in questi momenti difficili. Un richiamo significativo in un periodo in cui l'intero comparto gaming sta affrontando licenziamenti e ristrutturazioni a catena, con migliaia di sviluppatori che hanno perso il lavoro tra il 2024 e il 2025 in quella che molti definiscono una delle crisi più severe mai attraversate dal settore.