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Pro
- Le novità sono tante e di valore
- Graficamente è davvero bello
- Un grosso parco giochi in cui darsi alla pazza gioia
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Contro
- IA nemica non sempre al top
- È Borderlands, nel bene e nel male
Il verdetto di Tom's Hardware
Finalmente l’attesa è finita. Dopo sei lunghi anni, seppur con il comunque piacevole intermezzo di Tiny Tina’s Wonderlands, la saga di Gearbox è finalmente pronta a tornare in azione e ad alzare nuovamente l’asticella. Borderlands 4 arriverà infatti il prossimo 12 settembre su PC e Console, ad eccezione di Switch 2 dove è atteso per il 3 ottobre, proponendoci una nuova avventura nei panni di un Cacciatore della Cripta o Cacciacripta che dir si voglia.
Ad attenderci sono un pianeta inedito, nuove minacce e, ovviamente, la stessa follia di sempre, anche se con qualche piccola variazione rispetto al passato. Per verificare con mano se la serie ha perso o meno lo smalto, ci siamo gettati nelle ultime settimane in Borderlands 4 e siamo finalmente pronti a parlarvene.
Un pianeta da liberare
Il nuovo capitolo del fortunato franchise di Gearbox è ambientato questa volta su Kairos, un’enorme pianeta posto agli angoli della galassia. Un corpo celeste su cui vige il dominio indiscusso del Cronocustode, un potente e crudele essere che controlla la maggior parte della popolazione di Kairos tramite degli impianti cibernetici. Al suo diretto controllo vi sono poi tre comandanti, secondi solo al loro capitano in quanto a nefandezze e crimini contro la popolazione. A ognuno di essi è assegnata una regione di Kairos, andando così a comporre una tela di comando e di paura in grado di andare a toccare anche il più remoto angolo del pianeta.
Un regno del terrore che sembrava destinato a durare in eterno, con i pochi oppositori al regime costretti a nascondersi in cunicoli e a tener bassa la testa, almeno fino alla inaspettata comparsa della luna di Pandora Elpis nei cieli di Kairos. Un evento catastrofico, capace di portare però, come suggerisce il nome stesso della luna che in greco antico è lo spirito della speranza, un’ancora di salvezza al popolo dello sventurato pianeta. Poco dopo l’arrivo di Elpis fanno infatti la loro comparsa su Kairos anche i Cacciatori della Cripta, arrivando, proprio come indicato anche questa volta dal nome greco del pianeta, al momento giusto per dare vita alla ribellione contro il Cronocustode.
A differenza dei precedenti capitoli della saga, dove siamo comunque stati spesso e volentieri chiamati a combattere contro despoti e dittatori, in Borderlands 4 il tutto assume un tono ancora più cupo. Il Cronocustode non è infatti un simpaticone come Jack il Bello, né tantomeno chiassoso ed inesperto come i gemelli Calypso, bensì un freddo e spietato calcolatore. Nelle sue parole trova poche volte spazio l’ironia, lasciando il posto a taglienti giudizi e complesse macchinazioni. Dopo aver distrutto una fabbrica di un suo comandante, per farvi capire, ci ha raggiunto non tanto per insultarci o con fare arrabbiato, ma anzi congratulandosi per aver finalmente dato modo al suo sottoposto di sfogare la sua rabbia e le sue complete potenzialità.
Anche i temi trattati sono poi spesso e volentieri più crudi e pesanti, con schiavitù, sfruttamento dei poveri da parte dei potenti e molto altro ancora che sono dei leitmotiv consistenti all’interno di Borderlands 4, che risulta sicuramente essere il capitolo più maturo della saga da questo punto di vista.
Non preoccupatevi in ogni caso troppo se siete degli amanti della follia e dell’ironia che ha da sempre contraddistinto la serie di Gearbox. Sebbene sia smorzata in alcuni frangenti, è infatti comunque presente e, soprattutto quando avremmo a che fare con i vari NPC o qualche missione secondaria, in grado di strappare ben più di una risata. Vedetela più come una vena comica maggiormente contestuale, con la celebre software house, che ha ben capito quando spingere sull’acceleratore a riguardo e quando invece metterla in secondo piano per dare risalto alla crudeltà del Cronocustode.
Mare, montagna e desolazione
Un’altra cosa su cui non è poi assolutamente necessario preoccuparsi sono le ambientazioni del gioco. Il setting di Borderlands 4, pur essendo ambientato esclusivamente su un pianeta, è infatti particolarmente vario. Su Kairos possiamo ad esempio trovare sia luoghi come le Tramonterre, delle placide lande con tanto di idilliaci paesaggi marittimi e floride colline, che territori inospitali come le Terrarse di Carcadia, dove canyon desertici e un’atmosfera spettrale contraddistinguono il panorama.
Non mancano poi neanche montagne innevate, tipiche della Catena di Terminus, e innumerevoli caverne dove scovare tesori ed artefatti. Impossibile non citare poi gli ipertecnologici avamposti del Cronocustode e dei sui tirapiedi, che spiccano tra le ambientazioni di Kairos come un qualcosa di posticcio e che poco ha da condividere con l’altrimenti splendido pianeta.
Un altro degli aspetti che abbiamo notato girovagando in lungo e in largo per gli scenari di gioco è poi come il mondo di Borderlands 4 sia particolarmente vivo e vario. Passando più volte nel medesimo posto è infatti comune trovarsi dinnanzi a situazioni diverse, che rendono il tutto più accattivante e realistico. Per farvi un esempio, ci è capitato di tanto in tanto nelle Tramonterre di vedere degli abitanti locali mettersi a caccia della fauna locale, mentre altre volte abbiamo trovato il medesimo luogo colpito da attacchi aerei del Cronocustode o dalla comparsa di qualche essere particolarmente coriaceo.
Ogni nostro viaggio tra le lande di Kairos, insomma, può regalare delle sorprese e, se non andremo di fretta per completare il prima possibile le missioni principali, Borderlands 4 saprà regalare molto dalla sua esplorazione. Oltre a tali eventi randomici, infatti, vi sono poi anche i classici accampamenti avversari da liberare, quest secondarie fuori di testa, oggetti nascosti, cripte e molto altro ancora.
Per quanto la campagna sia sicuramente piacevole, alcuni dei migliori momenti in compagnia del gioco li abbiamo infatti passati senza correre dietro a nulla e semplicemente vagando tra una zona e l’altra, schivando proiettili e scovando sempre qualcosa di nuovo e inaspettato.
L'importanza di essere un Cacciatore della Cripta
A rendere l’esplorazione, ma anche i combattimenti come vedremo a breve, più accattivanti, fluidi e gratificanti sono poi le svariate nuove abilità dei Cacciacripta. A differenza che in passato, infatti, gli eroi di Borderlands 4 sono dotati di alcune peculiarità niente male, in grado di tornare assai utili in svariate occasioni.
La più evidente di esse è sicuramente il doppio salto, che consente una navigazione verticale degli ambienti molto più veloce, con anche il rampino che risulta essere ben più che una semplice aggiunta. Nonostante non possa essere usato liberamente ma solo per avvicinarsi a determinati appigli, riesce difatti a ridurre sensibilmente i tempi di spostamento in alcuni frangenti e permette anche di arrivare in luoghi altrimenti irraggiungibili. Il poter nuotare, arrampicarsi e planare sono poi altre piacevolissime novità, che rendono la nostra esperienza nel girovagare per il mondo di gioco ben più coesa che in passato.
Tutte queste migliorie sono poi ovviamente sfruttabili anche durante gli scontri, che si dotano grazie ad esse di dinamiche e variabili completamente nuove, pur senza snaturare l’amato core della saga. Poter balzare su alti edifici per sottrarsi dal fuoco nemico e attrarre a sé barili esplosivi con il rampino da lanciare poi in giro sono solo alcuni esempi di queste nuove possibilità, che rendono il tutto ancora più vario che in passato.
Il bello è appunto che il tutto si integra alla perfezione con la già rodata impalcatura del gunplay preesistente, arricchendola e donandole nuova vita senza perdere un’oncia del fascino a cui ci ha abituato la saga.
Una commistione tra il vecchio e il nuovo davvero ben fatta e che viene saggiamente sfruttata anche dal level design delle zone adibite ad accogliere le varie battaglie del gioco. Città, insediamenti e caverne si sviluppano infatti spesso e volentieri in verticale e sono contraddistinte da svariati appigli, tetti e rientranze nelle quali arrampicarsi, risultando dei veri e propri parchi giochi dove utilizzare in totale libertà il proprio immenso arsenale.
Arsenale che come da tradizione è oltremodo vario, andando a toccare un totale di oltre trenta miliardi di armi differenti. Un numero spropositato e difficilmente immaginabile, del quale abbiamo potuto provare con mano solo una piccola parte. Le varie bocche di fuoco da noi testate si sono in ogni caso rilevate convincenti, divertenti da usare e accattivanti da vedere. Grazie al classico pizzico di follia della saga di Gearbox, abbiamo infatti potuto usare armi di ogni sorta, come ad esempio delle granate a grappolo a mo’ di coltelli, capaci di creare situazioni totalmente fuori di testa. Se avete giocato a qualche altro Borderlands avrete inteso benissimo quello di cui stiamo parlando.
Proprio come le armi, anche i quattro differenti Cacciatori della Cripta offrono un vasto ventaglio di scelta, soprattutto considerando come ognuno di essi sia poi contraddistinto da tre differenti alberi delle abilità. Noi abbiamo vissuto la nostra avventura in particolare in compagnia di Rafa l’eso-soldato, sfruttando soprattutto le sue due possenti torrette sulle spalle, ma abbiamo anche provato a vivere qualche frangente in compagnia degli altri eroi. Quello che abbiamo notato è come i poteri dei diversi Cacciacripta siano tra di loro decisamente vari e permettano di vivere le avventure di Borderlands 4 in modo differente. In cooperativa il tutto si amalgama poi ancora meglio, permettendo a un gruppo di giocatori ben affiatato di dare vita ad azioni di gioco spettacolari.
Quello che non ci ha convinto al massimo è stata l’IA dei nemici, che più di una volta abbiamo trovato incastrati in elementi dello scenario o a girovagare all’apparenza a vuoto. Sul grande numero, come spesso accade in gioco, il tutto si nota meno, ma è un qualcosa che val comunque la pena far notare. Nonostante le grandi e innegabili novità, poi, Borderlands 4 è un degno esponente della saga in ogni suo aspetto: se non siete mai riusciti a farvi piacere la serie di Gearbox, probabilmente neanche questo quarto capitolo vi farà quindi cambiare idea a riguardo.
Un gran bel vedere
Borderlands 4 riesce a offrire tutto quello che vi abbiamo finora raccontato con un comparto grafico decisamente di primo piano, che sfrutta alla grande l’Unreal Engine 5. La qualità di texture e ambienti è infatti decisamente notevole e porta a un livello superiore il cel shading classico della saga, ricreando delle zone davvero belle da vedere e da esplorare.
Anche l’illuminazione e la gestione dei riflessi sono nettamente migliori che in passato, con Borderlands 4 che dà nuova vita pure agli effetti delle armi e delle diverse esplosioni. Meno convincenti sono solo le animazioni dei vari NPC, soprattutto quando impiegati in qualche dialogo, ma per il resto il passo in avanti fatto da Gearbox è evidente e di grande valore.
Al netto di alcuni cali di framerate incontrati nei primissimi giorni della nostra prova, poi risolti quasi completamente da una patch rilasciata l’altro ieri, Borderlands 4 offre poi un framerate solido, pure nelle situazioni più concitate o durante i repentini spostamenti nelle ambientazioni open world. Con una RTX 5070, un Intel Core Ultra 7 265K e 48GB di RAM abbiamo in particolare vissuto la nostra esperienza in quel di Kairos senza grossi problemi a dettagli alti/ultra in Quad HD, godendoci le bellezze del pianeta e l’irresistibile frenesia del gioco. Scordatevi purtroppo di poter vivere questa nuova avventura dei Cacciatori della Cripta con un PC particolarmente datato, ma se la vostra configurazione è convincente vi troverete davanti un titolo tanto bello da giocare quanto da vedere.