Console da gioco portatile, tanti ci provano, nessuno ci riesce

Come sarebbe la console da gioco portatile perfetta? Proviamo a immaginarla in questo articolo dedicato.

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a cura di Andrea Riviera

Managing Editor

Sono ormai passati quasi due anni dall’inaugurazione delle console portatili da gioco moderne, beninteso mi riferisco a quelle basate su un’architettura PC, era inaugurata dalla Steam Deck. A onor del vero non è proprio corretto quanto ho appena scritto, poiché c’erano già stati molti tentativi prima della piattaforma di Valve, ma come accade solitamente, un traguardo storico è spesso definito dall’impatto sociale che ne consegue, e possiamo dire che è stata Steam Deck a far conoscere al mondo questa tipologia di dispositivi. Un po’ come è successo con iPhone e il suo design “tutto schermo” senza tasti fisici che segna l’inizio dell’era degli smartphone moderni, nonostante i palmari basati sullo stesso design esistevano da anni.

Cosa è successo in questi ultimi due anni

Ripercorriamo velocemente i principali eventi di questo settore negli ultimi due anni. Valve ha presentato a sorpresa Steam Deck, un prodotto che non è stato oggetto di rumor nei mesi precedenti come solitamente accade. L’impatto mediatico è stato devastante, facendo dimenticare inizialmente tutti gli anni di Nintendo Switch o Playstation portatili, per poi ridimensionarsi piano piano. I preorder della console sono stati moltissimi, io stesso ne ho acquistata una immediatamente, e nei mesi a seguire si sono avvicendati test, recensioni e notizie dal gusto misto. Steam Deck è stata, a conti fatti, accolta positivamente dalla community di videogiocatori, probabilmente anche perché nonostante chiare limitazioni, rappresentava un’esperienza unica nel suo genere, soprattutto grazie al sistema operativo proprietario che offriva un’esperienza d’uso da vera console “accendi e gioca”.

Tom's Hardware
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Nel frattempo, dall’oriente, vari brand come Ayaneo cercavano di potenziare la loro presenza, sfruttando il rinnovato interesse portato dal Steam Deck sul settore. Nonostante queste console potevano offrire caratteristiche anche migliori, subivano limitazioni da parte del software e per via di un prezzo molto superiore a quello di Steam Deck.

Dopo un anno senza alcun tipo di concorrenza diretta, ecco arrivare ROG Ally, la console portatile di Asus che rappresentava un’evoluzione del settore. Non sto parlando del fatto che ROG Ally era, ed è, oggettivamente migliore di Steam Deck sotto vari aspetti (ma anche peggiore sotto altri aspetti), ma dell’arrivo del chip Z1 di AMD (nelle sue varianti). AMD non è nuova nella realizzazione di APU pensate per le console da gioco, tutt’altro considerando che la sua tecnologia è all’interno di Xbox Series X e Playstation 5, nonché di Steam Deck. Tuttavia fino a questo momento AMD aveva realizzato soluzioni personalizzate per i produttori, mentre Z1 è praticamente un chip che ha debuttato in Ally ma che può essere usato da qualsiasi produttore abbia le carte in regola per firmare accordi con il produttore di CPU.

Infatti si tratta dello stesso chip presente all’interno di Legion Go, l’ultima console uscita fino ad ora che, a suo modo, rappresenta un ulteriore step evolutivo dell’attuale mercato, definendo dei nuovi standard assolutamente necessari per questa tipologia di prodotti, mettendo tuttavia in risalto delle chiare limitazioni della tecnologia moderna.

La potenza è adeguata, ma…

Gli ultimi due anni passati a giocare con tutte le principali console da gioco o surrogati, come la Logitech G Cloud per lo streaming in cloud o la PS Portal, per lo streaming da PS5, mi hanno permesso di avere delle idee abbastanza chiare su tutto quello che funziona e che non funziona nei prodotti attuali.

L’APU presente in Steam Deck, che offre all’incirca la metà della potenza di Z1 Extreme presente in Ally e Legion Go, ha dimostrato come la potenza oggi disponibile non rappresenta un problema. Su Steam Deck è possibile far girare pressoché ogni gioco AAA, ovviamente con la limitazione della qualità impostata nei giochi, della risoluzione e della velocità, cioè gli FPS generati.

Dire che è possibile usare un gioco solo a risoluzione 720p a bassa qualità e 30 FPS non sempre molto promettente, ma quando impugnate Steam Deck e iniziate a giocare sul suo schermo da 7 pollici l’esperienza che vi restituisce si può facilmente definire soddisfacente. Ho giocato e finito interi giochi su Steam Deck, da Horizon a Spiderman, e non c’è mai stata una volta in cui ho pensato di smettere per via della qualità di gioco che percepivo. Certo, avviare lo stesso gioco a risoluzione 4K su uno schermo enorme non è qualcosa di comparabile, ma ciò nonostante l’esperienza di gioco è sempre rimasta ottima sotto tutti gli aspetti.

Considerando quanto vi ho appena detto, la potenza raddoppiata di Z1 Extreme di AMD non può fare altro che migliorare il giudizio, permettendo di alzare la qualità o di avere più FPS per un gioco più fluido.

Tuttavia le APU attuali con la loro grafica integrata non permette di andare oltre. O meglio, dipende dal gioco, è ovvio che esistono giochi molto leggeri che permettono di raggiungere prestazioni decisamente più alte, ma tutto questo discorso è legato alla volontà di giocare a titoli AAA in movimento.

Non servono schermi ad alta risoluzione

Proprio perché le prestazioni dei chip sono limitate, creare console con schermi ad alta risoluzione è totalmente inutile. La scelta di Lenovo di dotare Legion Go di uno schermo QHD non è per niente condivisibile, e la scelta di Asus di usare uno schermo Full HD è solo accettabile. Lo schermo di Legion Go è certo più grande degli altri, ma dotarlo di una risoluzione QHD, che oltretutto non permette di effettuare uno scaling di qualità adeguata, sembra solo una scelta marketing per “vincere” sotto il profilo di dotazione tecnica. Ma a conti fatti vi ritroverete con un’interfaccia grafica poco usabile, sarete obbligati a usare i giochi a risoluzione 720p con una qualità finale risultante discutibile e comunque peggiore rispetto Ally. Quest’ultima è dotato di uno schermo Full HD, che ha forse più senso perché permette di innalzare la qualità di alcuni giochi leggeri, e comunque lo scaling è migliore e anche quando s’imposta la risoluzione 720p le immagini non sono male.

Schermi a risoluzione più alta avranno senso solo in futuro, con chip più potenti, mentre ad oggi sono totalmente inutili, oltre al fatto che innalzano il costo della console in maniera ingiustificata.

La qualità dei comandi è essenziale

Steam Deck offre dei controlli di buona qualità, ROG Ally anche, Legion Go aggiunge la possibilità di rimuoverli, come Switch, e Portal di Sony ci mostra quanto sia vincente usare un vero Joypad di qualità collegato a uno schermo.

Logitech invece ci mostra quanto sia sbagliato implementare comandi di qualità solo discreta, e lo stesso si può dire di molte Ayaneo, punti deboli che saltano all’occhio quando si utilizzano giochi in cui la precisione degli input è essenziale, come molti FPS.

In questo momento desidero una console alle cui estremità ci sono controller della qualità dei gamepad per Playstation o Xbox, che si possono scollegare così da offrire la massima ergonomia, e che all’occorrenza le due estremità si possono collegare tra loro, ottenendo un controller classico. Il tutto abbinato alla soluzione adottata da Lenovo, quindi con uno stand dietro allo schermo che permette di trasformare la console portatile in una sorta di posizione fissa quando necessario.

Non possiamo pretendere più autonomia

Le piattaforme hardware oggi disponibili e la limitazione delle dimensioni che possono occupare le batterie, per evitare di stravolgere il concetto di portabilità, non ci permettono oggi di ottenere risultati di autonomia superiori a un’ora e mezza circa. E non credo che sia nemmeno necessario chiedere di più. La dimensione delle console attuali le rende portabili, più che veramente portatili, di conseguenza questa autonomia potrebbe essere considerata sufficiente in quei contesti dove è impossibile raggiungere una presa di corrente.

Forse non tutti saranno d’accordo con quanto ho appena scritto, ma il fatto è che solo con giochi meno impegnativi è possibile andare oltre e non ha senso lamentarsi per un limite della tecnologia odierna. Il fatto è che questa situazione non è destinata a cambiare, almeno per molto tempo.

Potremmo pensare che le future piattaforme hardware saranno in grado di offrire la stessa potenza con un profilo energetico più basso, e certamente lo saranno. Tuttavia credo che quando usciranno chip più potenti la tendenza sarà quella di mantenere questi risultati di autonomia, ma permettere di giocare a impostazioni qualitative o risoluzione più alta. Il benefico sarà solo legato a chi vorrà usare giochi meno impegnativi con profili energetici limitati, situazione che offrirà ancora più autonomia, se mai ne servisse.

Il software rimarrà sempre un problema

Non ho ancora parlato dell’elefante nella stanza: Windows. Per tutte le console, Steam Deck esclusa, il vero problema è Windows. A fronte di un vantaggio chiaro, cioè la possibilità di usare qualsiasi store e launcher di giochi, laddove Steam Deck è limitata a Steam (senza modifiche o l’uso della modalità Desktop che limita la qualità dell’esperienza), ci ritroviamo ad avere a che fare con Windows e la sua interfaccia non ottimizzata per un’esperienza console-like.

Quanto è un problema la presenza di Windows? Dipende. A oggi l’esperienza con le interfacce personalizzate che lavorano in Windows è solo tiepida. Si tratta di prodotti acerbi che cercano solo di raggruppare e mostrare in un look & feel da console i giochi installati su quello che, per logica, è un normale PC. Funzionano ma richiedono sempre l’interazione con i singoli software e spesso si sarà costretti a fare i conti con piccoli tasti e campi di testo di windows, con cui dovremo interagire senza mouse e tastiera.

Se l’implementazione dell’hardware della console con Windows è fatta bene, quindi si evitano situazioni in cui, per esempio, la tastiera virtuale non si attiva quando si clicca in un campo di testo o lo caratteristiche dello schermo non vengono sempre riconosciute in maniera corretta, allora possiamo tollerare Windows e le interfacce proprietarie più o meno acerbe.

Ma ciò non toglie che la mancanza di una soluzione “alla Steam Deck” limita il pubblico e lo riduce a chi ha un’esperienza di gioco con il PC. Poiché in caso contrario la frustrazione potrebbe essere tale da considerare queste console inutilizzabili o quasi. Mi rendo conto che questa è un’espressione forte, e che se usate il PC ogni giorno vi sembrerà estrema, ma chi usa una Nintendo Switch, per fare un esempio altrettanto estremo, è in grado di usarla anche se non ha mai messo le mani su un PC. Quindi è essenziale considerare questi problemi e questo tipo di approccio, altrimenti queste console / PC non si democratizzeranno mai.

Come potrebbe essere la console da gioco perfetta oggi

Prendendo in considerazione tutte queste valutazioni, ecco come dovrebbe essere, secondo me, la console perfetta con la tecnologia attuale.

Processore AMD Z1 Extreme, schermo OLED 720p (massimo Full HD con un buon scaler) da 7”, almeno 512 GB di SSD (meglio 1 TB), comandi di ottima qualità, addirittura a livello dei gamepad classici, rimovibili come per Legion Go. Sistema di dissipazione efficiente, come quello di ROG Ally, che permette di tenere temperatura e rumorosità sotto controllo. L’ideale sarebbe avere un software proprietario come quello di Steam Deck, qualcosa di difficilmente realizzabile, ma Windows potrebbe essere più sopportabile a fronte di una dotazione hardware e e delle caratteristiche elencate. Trasportabilità pari a quella di ROG Ally. Per una console di questo genere sarei disposto a spendere quello che costa oggi Legion Go, anche se un prezzo attorno alle 500 euro sarebbe probabilmente più corretto.