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PlayStation 4

Control, abbiamo giocato per più di tre ore al titolo Remedy!

Abbiamo giocato su PS4 per più di tre ore al nuovo titolo di Remedy e 505 Games: Control. Ecco le nostre impressioni sul titolo action!

Manca davvero poco all’uscita sul mercato di Control, la nuova proprietà intellettuale sviluppata da Remedy e distribuita da 505 Games. In questi mesi abbiamo avuto modo di provare diverse volte il gioco d’azione della software house finlandese e le impressioni sono sempre state abbastanza positive con alcune riserve.

Qualche settimana fa, a Milano, siamo riusciti a provare il gioco completo per più di tre ore consecutive, completando le prime tre missioni principali. Detto questo, possiamo sicuramente già anticiparvi alcune nostri pareri su quello che sarà la versione finale dell’atteso videogioco d’azione in arrivo il 27 agosto.

Alla ricerca della verità

La demo giocata ci ha permesso di entrare più in confidenza con la parte narrativa del gioco, ma nonostante alcune certezze in più, Control rimane decisamente criptico e affascinante, anche dopo 3-4 ore di gioco. Tutto ciò, almeno per quanto ci riguarda, è molto positivo, e invita inevitabilmente il giocatore a cercare di capirne di più passo dopo passo, rimanendo sempre con mille dubbi e domande nella testa.

La storia vede la protagonista Jesse Faden trovare, dopo una ricerca durata anni, l’FBC, il Federal Bureau of Control, un ente governativo apparentemente nascosto che avrebbe, in passato, rapito il fratello Dylan dopo un evento paranormale avvenuto molti anni prima in un posto chiamato Ordinary.

Per una serie di coincidenze ed eventi segnati dal destino di cui non vogliamo raccontarvi per non rivelare troppo della vicenda, Jesse trova l’arma di servizio dell’agenzia, una pistola senziente che permette di cambiare forma a seconda dell’utilizzo e che solo il direttore o chi ha tratti di DNA particolari può utilizzare. Per questo motivo la nostra Jesse si ritrova nei panni della nuova direttrice in maniera totalmente casuale e inaspettata.

La Oldest House, il luogo dove il Federal Bureau of Control si trova è apparentemente desolato e a parte qualche personaggio particolare come l’inserviente Ahti o la dottoressa Emily pope, sono ben poche le persone con cui è possibile interagire e chiacchierare.

Questo perché una misteriosa forza chiamata Hiss ha “infettato” gran parte della struttura e del personale, corrompendoli e facendoli ritorcere contro Jesse e gli altri personaggi.  Lo scopo di Jesse è quindi quello di capire la provenienza di questo Hiss, scoprire la verità su suo fratello e indagare sui segreti nascosti del Federal Bureau of Control.

Essendo la Oldest House un edificio pieno di uffici e particolari ambienti, l’atmosfera che accompagna l’avventura è sempre al confine tra tensione e mistero, un connubio che funziona e che riesce a essere perfettamente coerente con tutta la componente artistica del gioco stesso che mischia corridoi angusti ad ampi atri dallo stile minimalista.

Il gioco non è mai chiaro, ma non perché non voglia esserlo, ma al contrario per cercare di far scaturire nel giocatore quella voglia di andare avanti e scoprire di più sugli eventi che circondano la protagonista. A impreziosire il tutto ci pensano gli immancabili documenti che come in tutti i classici videogiochi Remedy, risultano importanti per approfondire alcuni aspetti del mondo di gioco. Da un punto di vista strettamente narrativo, il gioco ci ha ricordato, almeno in queste prime ore, Alan Wake; affascinante nel suo modo di raccontare. Ci sarebbe tanto da dire, ma come già accennato, non vogliamo assolutamente rischiare di rovinarvi l’esperienza una volta acquistato il titolo.

Il control(lo) totale

Il gameplay di Control è immediato nella formula, cogliendo alcuni elementi positivi da Quantum Break e limandoli per cercare di garantire la migliore esperienza possibile durante l’avventura. Jesse, come abbiamo già detto, ha a disposizione un’arma di servizio che può cambiare forma, facendola diventare rapidamente un piccolo mitra o anche un fucile a pompa.

Ciò che varia tutti gli scontri sono però i poteri. Jesse ne può assumere diversi completando alcune missioni secondarie ed entrando nel Piano Astrale, un luogo onirico che permette di imparare questi nuovi poteri che variano dalla possibilità di lanciare oggetti e detriti contro i nemici, fino a volare o addirittura creare un piccolo scudo per proteggersi dai colpi.

Il gioco di Remedy ha una tipica struttura metroidvania, questo significa che la protagonista può esplorare in lungo in largo l’edificio, anche facendo backtracking, utile per completare missioni opzionali, cercare casse per il loot – chiariamo che non ci sono microtransazioni o trovare documenti legati alla storia. Oltre a questo può salire di livello e potenziare alcune caratteristiche come la vitalità o l’energia, oppure trovare materiali per potenziare armi ed equipaggiamento.

Visivamente e artisticamente lascia senza fiato

Ciò che rende i combattimenti ancor più adrenalinici e spettacolari sono gli effetti particellari e la fisica generale. L’ambiente di gioco è altamente distruttibile, oltretutto i poteri consentono effetti di luce davvero incredibili consolidati dall’ottimo Northlight Engine già apprezzato con Quantum Break. C’è però da fare una considerazione, durante la nostra prova abbiamo avuto alcuni cali di framerate abbastanza evidenti, anche se confidiamo che la patch dal day one – già confermata – aiuti a sistemare il tutto, soprattutto perché alcuni cali ci sono sembrati abbastanza strani considerando la situazione di gioco, forse dovuti a qualche piccolo problema di ottimizzazione del codice. A onor del vero, c’è da dire che il gioco spreme al massimo la PlayStation 4 standard e durante la nostra precedente prova di Londra il gioco ci era sembrato particolarmente in forma dal punto di vista tecnico che rimane comunque davvero impressionante, sia per quanto riguarda la mole poligonale su schermo che per la fisica degli oggetti. Non nascondiamo che non vediamo l’ora di vederlo in Ray-Tracing.

Tirando le somme

A parte qualche minima riserva tecnica su console standard che speriamo di vedere risolta all’uscita, Control sembra davvero un titolo capace di sorprendere, sia per una trama che sembra ispirata sia per un modello di gioco convincente e un comparto grafico di alto livello. Remedy crede fortemente in questa nuova proprietà intellettuale e non nascondiamo che siamo davvero curiosi di vedere dove voglia andare a parare la storia nel suo complesso, considerando che Control punta a dare vita a un universo narrativo imponente e assolutamente non banale. L’appuntamento con la verità è rimandato con la recensione, ma già da ora possiamo certamente dire che Control ha tutte le premesse per divenire una delle avventure più memorabili di questa generazione.