Il fenomeno del review bombing su Metacritic ha colpito ancora, ma questa volta con una svolta inaspettata: invece di affossare un titolo controverso, la community sta spingendo alle stelle un gioco oggettivamente pessimo risalente al 2008. Disney Cory in the House per Nintendo DS, tie-in di una sitcom Disney ormai dimenticata, sta infatti scalando la classifica dei migliori giochi di tutti i tempi sulla piattaforma di aggregazione voti, minacciando di superare colossi come The Witcher 3, Baldur's Gate 3 e The Last of Us. Con uno user score di 9.3, il titolo si trova attualmente in seconda posizione nella classifica globale di Metacritic, battuto solo da Clair Obscur: Expedition 33 e il suo 9.6. Ma cosa sta succedendo davvero dietro questo improbabile trionfo videoludico?
"Questo gioco ha cambiato per sempre la mia prospettiva sulla vita e mi ha reso una persona migliore", ha scritto un utente identificato come DinoDino316 in una recensione pubblicata nelle ultime 24 ore. Un altro, sotto lo pseudonimo Moguel, ha rincarato la dose: "Ogni giorno, dopo l'alba e prima del tramonto, ringrazio Dio con tutto il cuore per la creazione di Cory in the House". Frasi che sembrerebbero sincere se non fosse per un dettaglio fondamentale: si tratta di un meme che si perpetua da oltre un decennio.
La storia di questo particolare caso di manipolazione delle metriche online affonda le radici nella cultura di 4chan e dei forum videoludici degli anni 2010. Il gioco basato su Cory in the House, spin-off di That's So Raven, è diventato uno scherzo ricorrente della community già nel 2013, quando una precedente ondata di recensioni ironiche portò il titolo a raggiungere un user score di 9.7 su Metacritic. Campagne simili hanno interessato anche altre piattaforme come GameFAQs e Amazon, trasformando questo oscuro tie-in per DS in un simbolo dell'ironia videoludica online.
La questione solleva interrogativi importanti sulla validità degli user score come metrica affidabile nel settore gaming. A differenza dei review bombing tradizionali, dove i giocatori protestano contro decisioni impopolari degli sviluppatori o controversie legate al lancio di un titolo, questo fenomeno è puramente ironico e dimostrativo. Il caso evidenzia quanto sia facile manipolare sistemi di valutazione aperti quando una massa critica di utenti decide di coordinarsi, anche senza motivazioni legate alla qualità effettiva del prodotto.
Resta da vedere se Metacritic interverrà questa volta per normalizzare le classifiche e ripristinare una gerarchia più rappresentativa della qualità reale dei titoli.