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PlayStation 4

Dying Light 2, abbiamo visto una demo inedita all’E3 2019

Durante l'E3 2019 abbiamo potuto assistere a una nuova demo a porte chiuse di Dying Light 2

Presentato lo scorso E3 2018, Dying Light 2 è scomparso dai radar. La sua presentazione colpì, soprattutto grazie alla consapevolezza di un Chris Avellone d’eccezione ad affiancare i ragazzi di Techland per tutta la componente narrativa.

Dopo un anno lo abbiamo rivisto a porte chiuse durante l’E3 2019 di Los Angeles, purtroppo però, non lo abbiamo giocato.

La sopravvivenza è essenziale

A differenza del primo capitolo, gli infetti non sono propriamente la parte centrale. Attenzione però, ciò non significa assolutamente che non siano importanti in Dying Light 2, ma che semplicemente si è preferito sottolineare la difficoltà di vivere in un modo post-apocalittico in cui le scelte e la morale la fanno da padroni.

Per fare ciò era necessario mettere in primo piano le persone comuni, con le loro paure e speranze. Prima della demo, durata circa venti minuti, gli sviluppatori ci hanno raccontato il plot della storia. Quindici anni dopo le vicende del primo capitolo, il mondo è perduto ed è rimasto una sola città in cui gli abitanti cercano di sopravvivere. Noi impersoniamo Aiden Caldwell, un sopravvissuto infetto con straordinarie abilità atletiche e di combattimento.

I combattimenti non sono così semplici

La prima parte di dimostrazione ci vede in una taverna chiamata The Fish Eye nel distretto due della città. Aiden incontra tre personaggi e parte un dialogo legato alla sopravvivenza, alla mancanza di acqua e alla paura di essere attaccati da rinnegati e banditi. Dopo questa breve parentesi parte l’azione vera; alcuni uomini di un certo Colonnello attaccano il quartiere. Vediamo Aiden affrontare dei nemici con una particolare ascia che in determinati situazioni può essere elettrificata. Le meccaniche di combattimento sono tutt’altro che banali, è necessario schivare, parare, continuare a muoversi e cercare il momento giusto per sferrare il colpo decisivo. La violenza è persistente: teste mozzate, arti martoriati e tanto sangue, insomma se siete facilmente impressionabili questo titolo non fa per voi.

Nella seconda fase il protagonista deve decidere se lasciare un amico ferito di nome Frank o cercare di inseguire il camion che li ha attaccati. Qui siamo di fronte alla prima scelta, ma nel corso della demo ne abbiamo viste davvero parecchie. Aiden decide di inseguire il camion e inizia una lunga sezione parkour tra la città davvero spettacolare. È possibile scivolare, saltare, arrampicarsi, correre sui muri e addirittura cadere da una finestra con un infetto, utilizzandolo come impattante. In Dying Light 2 abbiamo un rampino, con questo possiamo superare zone particolari, attirare verso di noi oggetti – utile nei combattimenti – o persino utilizzarlo per fluttuare e tirare calci uniti ai nemici. Se questo non dovesse bastare, Aiden ha anche un piccolo paracadute, utile per planare in determinate zone.

Una volta raggiunto il camion, saltandoci sopra, il nostro sopravvissuto uccide il primo uomo e decide, tramite una scelta, di farsi portare dal guidatore nella base del Colonnello, una diga. Qui partono una serie di scelte in cui ci si può impadronire nel mezzo, lasciando l’autista al suo destino, oppure minacciarlo. Durante la demo di Dying Light 2, la decisione ha portato il nostro protagonista a essere individuato e braccato all’interno della base. Il level design si dimostra davvero pazzesco, poiché Aiden ha seguito una strada nei condotti, ma aveva la possibilità di seguire almeno altre due o tre strade diverse, tutte perfettamente collegate. Intanto, l’amico che avevamo lasciato indietro, è morto, questo ha fatto inevitabilmente parte della scelta effettuata precedentemente.

Il Colonnello

La fine della demo ci vede dinanzi al colonnello che cerca di convincerci a stare dalla sua parte, spiegandogli che l’apertura dell’acqua rischierebbe di attirare banditi e rinnegati, ma Aiden è fortemente convinto nell’attivare i generatori idrici della diga, ciò permetterebbe nuovamente il ritorno dell’acqua in città. Dopo un altro combattimento con l’arma bianca, si passa a un fucile ad arpioni che una volta finite le munizioni può essere utilizzato come un’arma a due mani a scontri ravvicinati.

Il Colonnello è scappato, ma le pompe idriche sono attive. L’acqua è tornata. Ciò cosa ha generato? Un nuovo quartiere emerge dall’acqua, completamente differente da quello in cui eravamo appena stati e i banditi cominciano a farsi più prepotenti, dirigendosi verso la diga.

Gli sviluppatori ci hanno specificato di quanto, i quartieri – 7 in tutto – siano ognuno differente dall’altro, sia per meccaniche che per struttura.  Il level design di Dying Light 2 è la parte centrale dell’esperienza che i ragazzi di Techland vogliono proporre, ma non è solo questo. Tecnicamente e artisticamente il gioco ci è sembrato notevole, con effetti di luce e animazioni di altissimo livello. Ciò che non ci ha convinto è principalmente l’intelligenza artificiale. La facilità nel superarla ci è sembrato forse troppo semplice, ma è anche vero che si è trattato di una demo hands off e quindi è possibile che la difficoltà sia stata tarata verso il basso. Il sistema di progressione, per chi se lo stesse chiedendo, è molto simile a quello del primo capitolo, ma non abbiamo avuto la possibilità di vederlo.

E gli infetti?

Anche in questa demo di Dying Light 2 non sono stati il focus della presentazione. Sappiamo che questi ultimi sono presenti negli edifici e nelle parti buie della città, di notte escono e invadono le strade. La difficoltà nell’eliminarli è ancora presente.

In una situazione Aiden ha dovuto utilizzare una luce UV viola per scappare da un’orda inferocita. Ma perché non abbiamo più infetti all’esterno di giorno? Gli sviluppatori ci hanno spiegato che l’infezione si è semplicemente evoluta ed è divenuta molto più sensibile sia alla luce UV che a quella solare.

Tranquilli, gli infetti ci saranno

Tirando le somme

Dying Light 2 sembra davvero incredibile, le scelte cambiano realmente l’approccio al gioco e ciò che può divenire proseguendo con la trama. Su quest’ultima non si è approfondito molto, ma la presenza di Chris Avellone alla scrittura dovrebbe essere una garanzia. Il gameplay, invece, è una giusta evoluzione del primo ottimo capitolo, aggiungendo due o tre meccaniche che non possono fare a meno che renderlo più vario, divertente e tecnico, in partiolar modo nel parkour. Tecnicamente e graficamente siamo su alti livelli, ma non è chiaro dove il gioco girava. Techland ci ha spiegato che il gioco potrebbe durare centinaia di ore avere tantissimi finali, ma non è stata molto chiara a riguardo. Gli unici dubbi rimangono un’intelligenza artificiale da valutare e capire nei minimi dettagli quanto possa cambiare l’avventura con le nostre scelte sul lungo periodo. Il gioco arriverà durante la primavera del 2020, ma vi possiamo garantire che già da ora, può essere considerato uno dei titoli più attesi del prossimo anno.